progetto per Ivrea

Sara MONTE

Sara MONTE

Nata nel 1977, canavesana di nascita, rivendico origini siciliane per parte di padre; vengo da un piccolo paese di campagna alle porte della Valchiusella e dal 2002 vivo a Ivrea, città in cui ho studiato già da ragazza al Liceo Scientifico Gramsci. Sono sposata con Stefano, col quale ho condiviso antiche passioni politiche ed altre più recenti, fra le quali i nostri tre figli, Amanda, Miriam e Leonardo.
Dopo la formazione universitaria a Torino, mi occupo di comunicazione aziendale e sono fra le fondatrici di Pixtura Art Factory, impresa locale al servizio del bello, soprattutto in campo fotografico ed artistico, che fa del suo Made in Ivrea un vanto internazionale dal 2006.
Fin dall’infanzia ho respirato quotidianamente in famiglia l’essenza della Politica con la “p” maiuscola, che per me è quella fatta dai cittadini comuni che si mettono al servizio della comunità e non per rincorrere ambizioni o tutelare interessi di pochi. Da elettrice e poi da attivista, ho ritrovato in Viviamo Ivrea e in Francesco Comotto quello stesso spirito, fatto di umiltà, competenza, passione, serietà, impegno, gratuità: valori fondamentali e fondamentalmente smarriti nelle nostre istituzioni. Credo che oggi sia importante più di un tempo occuparsi del proprio territorio, perseguendo il cambiamento dal basso e dall’esperienza quotidiana.
Riconosco ad Ivrea ed al territorio circostante delle straordinarie potenzialità ed energie, ambientali e umane, ma è altrettanto evidente che queste siano poco valorizzate e curate dalle istituzioni locali, che dovrebbero invece farsi più presenti, senza essere ingombranti e paralizzanti.
Desidero una città a misura dei cervelli e dei cuori stanziali, di quelli che non possono e non vogliono fuggire, dei piccoli cittadini che qui crescono e che si meritano tutte le attenzioni e le opportunità di una Comunità aperta e inclusiva. Solo allora Ivrea potrà essere accogliente anche per chi arriva o chi torna.

"Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.”
(Italo Calvino, Le città invisibil)
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