progetto per Ivrea

Simone GARZIERA

Simone GARZIERA

Ho 45 anni, sono nato a Milano ma vivo ad Ivrea e nell'eporediese da quando ho meno di un anno. Sono un architetto e svolgo la professione di insegnante nella scuola secondaria di primo e secondo grado da dieci anni.
La mia compagna è Ilaria, insegnante in una scuola internazionale, flautista e autrice di testi sulla Storia dell'Arte.
Ho ricoperto il ruolo di vicesindaco di Chiaverano tra il 2009 e il 2013, con la prima amministrazione del sindaco Fiorentini.
Da alcuni anni approfondisco temi legati all'economia attraverso la frequentazione di seminari e convegni tenuti da diversi esponenti di questo settore; sono inoltre attivo in associazioni che si occupano della divulgazione di possibili scenari economici e sociali differenti dall'attuale.
Ho conosciuto Francesco Comotto quando ancora ero impegnato in Regione Piemonte, come tecnico a supporto delle Comunità Montane per i problemi connessi con la realizzazione dei Lavori Pubblici, e lui Sindaco di Settimo Rottaro.
Condivido con lui la passione per le vicende olivettiane, e soprattutto per la figura di Adriano Olivetti. Conosco ed ammiro profondamente la sua tenacia, la sua capacità di coinvolgere, la sua passione autentica per il civismo e per la città di Ivrea.
Sono convinto che il modello socio-economico attuale debba essere cambiato: ciò che stiamo vivendo è profondamente inumano, sono troppi ad essere esclusi dai diritti e dalle opportunità che una società civile deve poter offrire.
Sembra però che la politica "alta" non riesca ad essere sufficientemente coraggiosa per cambiare, radicalmente, la rotta. È doveroso provare a farlo attraverso strade inedite, attraverso le amministrazioni locali, riportando il piacere dell'essere protagonisti dei cambiamenti della propria città agli abitanti delle città medesime, coinvolgendoli, offrendo loro un'amministrazione aperta al confronto, decisa a lavorare per una futura città condivisa, in cui ognuno si riconosca e di cui ognuno possa essere in qualche modo fiero.
Bisogna, ad esempio, pensare ad una città con meno automobili e più bici o mezzi pubblici; una città con più case da affittare a prezzi ragionevoli per i giovani; ad una città con impianti sportivi pubblici decorosi; ad una città che anteponga la filiera corta al supermercato, che scopra ancor meglio i luoghi splendidi in cui è collocata e che provi ad offrire una possibilità lavorativa a chi ha la fortuna di nascerci.
Il gruppo che Francesco ha saputo costruire è capace di andare in questa direzione. Domenica 10 giugno, condividete i nostri sogni!

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