CIC Atto Finale - Come si regala al privato un’azienda pubblica pagata con i soldi dei cittadini

Venerdi 31 luglio è andato in scena l'ultimo atto (forse) dello psicodramma collettivo che riguarda le sorti del CIC (Consorzio per l'Informatizzazione del Canavese). In un ambiente surreale, con diversi assenti anche tra le file della maggioranza, i consiglieri presenti hanno dovuto per l'ennesima volta accorrere al capezzale di un malato delle cui sorti non sono certo responsabili. A proposito di responsabili tra gli assenti si segnala anche l'assessore, nonché vicesindaco, che da almeno otto anni si occupa delle vicende dell'azienda, al quale, più volte, abbiamo fatto suonare il campanello d'allarme chiedendogli di non sottovalutare la situazione e di intervenire con tempestività dando anche la nostra disponibilità a trovare soluzioni adeguate per riuscire a mantenere di proprietà pubblica un'attività che, fino a un decennio fa, era un fiore all'occhiello dell'ICT e dell'informatizzazione canavesana e regionale.

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Nessuno è mai responsabile di niente, e la città perde i pezzi

Perchè una società pubblica non è stata in grado di reggersi in piedi (noi qualche idea ce l'abbiamo), producendo un debito di oltre 3 milioni di euro, mentre oggi ne subentra una privata che alle stesse condizioni di know how, personale, commesse, locali di lavoro può addirittura fare business?
La fretta è sempre una cattiva consigliera. Abbiamo chiesto e lo faremo fino all'ultimo al Sindaco di ripensarci e di prendere tempo per non lasciare nulla al caso. Se necessario un Consiglio Comunale si può anche fare ad agosto, ma forzare la mano oggi sarebbe veramente inconcepibile.

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Dietro la tazza

Durante le sedute del parlamentino eporediese, i Consiglieri Comunali Comotto e Tognoli, talvolta, parlottano tra loro per confrontarsi. Quando ciò accade, la Presidente li richiama all'ordine con tono severo, scandendo ripetutamente la carica elettiva e i nomi, in forma abbreviata. Ne esce un gorgheggio che suona Co.Co.Co.To, Co.Co.Co.Tò, Co.Co.Toò. Non è raro che, tra il pubblico, qualcuno fraintenda e lanci una manciata di becchime in sala.

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Il debito morale non è solo di Telecom!

Mi sembra sacrosanto che un piano del genere non possa essere accettato passivamente, ma se io fossi uno dei lavoratori interessati non verrei molto tranquillizzato da affermazioni del tipo: "come amministratori e sindaci del Canavese non lasceremo soli i lavoratori e li accompagneremo in questo percorso" attribuita al sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa.

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Quando la trasparenza è uno slogan

Ma è mai possibile che quando si parla di soldi pubblici non possa avvenire tutto alla luce del sole in maniera chiara e semplice in modo che chiunque possa armarsi di calcolatrice e capire quanti denari vengono spesi e come? Tutto chiaro? Tutto lineare? A noi non sembra, ma si vede che alla maggioranza che appoggia l'attuale esecutivo va bene così e intanto nuove magagne sono già in arrivo dietro l'angolo.

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Navigazione a vista

Nonostante le pessime figure degli ultimi mesi, con annesse plateali, quanto poco credibili, minacce di dimissioni - poi ovviamente rientrate - e qualche colpo di avvertimento di parte della minoranza tramite la strada della mozione di sfiducia, il Sindaco continua imperterrito nella sua linea di navigazione... a vista.

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CIC: cronaca di una morte annunciata?

La decisione dell'Asl To3 che getta nel baratro il futuro del CIC è esplosa come un fulmine a ciel sereno, ma – riflettendoci – viene da chiedersi se non fosse proprio questa (la messa in liquidazione) la fine che qualcuno si attendeva. Qualcuno infatti da questa vicenda qualcosa guadagnerà a partire da chi rileverà gli 8 milioni di commesse che il CIC non potrà più onorare.

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Un SI per il CIC, non per la maggioranza

  • Pubblicato in Video

Intervista di Elso Merlo (Rete Canavese) a Francesco Comotto, in seguito al Consiglio Comunale in cui è stata votata la ricapitalizzazione del CIC come ultima chance di sopravvivenza per l'azienda, e quindi per i 136 posti di lavoro in ballo. Queste le condizioni poste da Comotto:

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La fine di un'epoca

Il Consiglio Comunale di venerdi 27 febbraio ha chiaramente evidenziato che Sindaco e giunta non hanno più una maggioranza, ma volendo andare oltre ha anche decretato la fine di un'epoca. E' finita un'epoca perchè è tempo che chi detiene responsabilità pubbliche capisca che nella situazione in cui ci troviamo non si può più improvvisare, agire con sufficienza o lasciar fare agli altri. Bisogna vigilare e credere fortemente nel Bene Comune altrimenti continueranno a chiudere aziende, ad aumentare le disuguaglianze, a peggiorare la qualità della vita di ognuno di noi e saremo così ricordati come quelli che non sono stati capaci di opporsi a questo declino.

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Un mondo all'incontrario

... in tutta risposta dal CIC sono arrivate minacce di adire le vie legali, non si sa bene per quale reato a meno che non siano diventati perseguibili per legge il tentativo di salvare centinaia di posti di lavoro e la ricerca delle colpe, delle omissioni, delle incapacità e delle inefficienze di chi ha portato un'azienda sana sull'orlo del fallimento. Dal lato Guelpa, un tentativo di dialogo portato avanti dalla commissione consiliare per la cultura, al quale abbiamo partecipato attivamente, è stato con prontezza sgretolato e svilito dal recente e sedicente "Appello alla saggezza eporediese" con il quale, con la scusa di voler difendere il Presidente Jalla, che si sa difendere da solo, sono stati lanciati messaggi finalizzati scientemente a intorbidire le acque. Operazione che si riassume in una frase, presa testuale, nella quale si dice che gli obiettivi di chi vorrebbe capire qualcosa in più su questo ente "... non sono a sostengo del bene comune".

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