Ballando sull'orlo del baratro

Ballando sull'orlo del baratro

L’abbiamo detto e scritto: la manfrina delle finte dimissioni del Sindaco è stata una netta cesura, uno strappo, anche istituzionale, che ha chiaramente evidenziato come oggi le politiche pubbliche della città di Ivrea non vengano decise in Municipio, da quei consiglieri che i cittadini hanno eletto per rappresentarli, ma nelle sedi del partito unico nazionale o di ciò che ne è rimasto. Si è anche capito che la sede locale ha un peso irrilevante tanto da dover abbassare la testa ai vertici regionali. Ma non basta, perché in questa vicenda si è resa evidente anche un’altra peculiarità, forse più inquietante, e cioè il fatto che a decidere le sorti della città ci siano anche altri poteri, esterni all’Amministrazione, non facilmente inquadrabili e riconoscibili tanto da far sì che il Sindaco piuttosto che ascoltare il proprio Consiglio Comunale abbia preferito difendere chi fa della gestione di un ente strumentale del Comune, come la Fondazione Guelpa che possiede un patrimonio di oltre 10 mln di euro, una questione personale.
E’ utile ricordare, per ciò che diremo in seguito, che il Sindaco avrebbe potuto tranquillamente ritirare in autonomia le dimissioni, ma non l’ha fatto forzando la mano per riportare all’ovile, tramite un superfluo quanto inutile voto di fiducia, i consiglieri comunali di maggioranza che avevano votato a favore della mozione di sfiducia al presidente della Fondazione. Si tratta di un passaggio non irrilevante visto che il Sindaco non è tornato sui suoi passi riguardo la decisione, irrispettosa del voto del Consiglio, di non revocare l’incarico al presidente da lui stesso nominato.
I consiglieri di maggioranza “ribelli” hanno così dovuto chinare la testa rimangiandosi sostanzialmente la posizione fortemente critica assunta con il voto del 10 ottobre. Rendendosi però in tal modo corresponsabili delle criticità, da noi più volte segnalate ed anche evidenziate nel luglio scorso dal consigliere di amministrazione Marco Liore, che sulla gestione della Fondazione ancora incombono come un macigno in procinto di franare a valle.
Questa vicenda ha messo quindi in evidenza anche un’altra questione e cioè il fatto che l’attuale maggioranza non contempla al proprio interno un pensiero critico nemmeno riguardo tutta una serie di problematiche, talune gravi, da noi più volte messe sul tavolo, ma mai prese seriamente in considerazione dall’esecutivo. Questioni non affrontate che inevitabilmente si riproporranno all’attenzione dell’opinione pubblica nei prossimi mesi. Problemi irrisolti che stridono con la patetica e tambureggiante campagna mediatica di governo finalizzata a cantare le magnifiche sorti della città ed ecco allora che, dopo anni di stagnazione e di fallimenti, si ipotizzano interventi propagandistici sulla piscina, sulla biblioteca, sul castello delle rosse torri e chissà cos’altro di mirabolante ci aspetta da qui alla scadenza del mandato. L’”annuncite” del premier deve aver contagiato anche i livelli periferici del suo partito.
Ciò che vorremmo rimarcare in questo editoriale è di come l’attuale politica non riesca ad accorgersi dei cambiamenti epocali che hanno attraversato, e lo stanno ancora facendo, la società globalizzata del terzo millennio. Ciò a cui stiamo assistendo in questo secondo mandato Della Pepa è una gestione antiquata e inattuale della politica, tutta arroccata intorno ad un partito, soprattutto in ambito locale, che non rappresenta ormai altri che sé stesso e che, molto probabilmente, dopo il 4 dicembre imploderà sulla sua inconsistenza ideologica.
Il mondo è cambiato e non basta avere qualche giornale compiacente a fare da megafono a governi senza idee e progetti di futuro. Le persone oggi vengono a conoscenza della realtà molto più velocemente, ci sono infatti i social media, il web, i network indipendenti, i big data e altre fonti di informazione che fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe potuto immaginare. Pensare di poter nascondere i problemi della città sotto il tappeto e di raccontare la favola delle grandi opere o dei contributi a pioggia in prossimità di una campagna elettorale è ormai anacronistico.
Tornando al livello locale; come si può pensare di tenere sotto traccia gravi problemi, nuovamente emersi a livello nazionale con i ripetuti terremoti degli ultimi mesi, come quello della sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici compreso quello della presenza di amianto? Sentiamo dire dai telegiornali in questi giorni che una percentuale allarmante di questi edifici non ha certificati di agibilità, collaudi statici, certificazioni degli impianti, antincendio e quant’altro. Tempo fa, tanto per dirne una, dopo aver appreso della precaria situazione in questo senso degli edifici pubblici di proprietà comunale, abbiamo segnalato una situazione indecorosa e ci è stata ripetuta la solita litania che tutto era sotto controllo e che, questa non manca mai, eravamo strumentali. Cosa sia stato fatto in merito non si sa visto che i consiglieri comunali sono gli ultimi a venire a conoscenza di ciò che accade.
E la situazione amianto negli edifici pubblici, anche questa riemersa in seguito al processo Olivetti per il quale il Comune si è pure costituto parte civile? Dopo un’azione di martellamento anche da parte nostra venne affidato l’incarico per bonificare l’ex scuola Arduino, la scuola Bertolè e gli uffici dell’anagrafe dopo di che il silenzio. E tutti gli altri edifici?
E’ tornata alla ribalta in questi giorni, in seguito ad una segnalazione urgente, inviata al Sindaco e alla Presidente del Consiglio da Viviamo Ivrea e dalla Lista dei Cittadini, per la quale non abbiamo ottenuto risposte, un’altra questione che prima o poi andrà affrontata con serietà e decisione e cioè la dubbia situazione della passerella sulla Dora a partire dall’appalto dell’opera alle anomalie nell’esecuzione dei lavori. Situazione simboleggiata dalla resa dell’assessore competente di fronte al mancato funzionamento dell’ascensore da noi da sempre segnalato, sorbendoci la solita sterile critica di essere strumentali, ed ora dichiarato prossimo alla rottamazione dopo soli tre anni dalla sua realizzazione. E chi pagherà i costi? I cittadini.
Vogliamo riesumare anche la mai risolta questione della guardiania del Tribunale attualmente abusiva? Ci sarà un tempo anche per questo.
Ciò che però ci pare incredibile e inaccettabile, anche alla luce del teatrino delle dimissioni del Sindaco con cui abbiamo aperto questo editoriale, è di come si possa fare finta di niente di fronte a problemi reali ed evidenti, da noi pubblicamente segnalati nelle sedi istituzionali, che riguardano la collettività. Certo, per spirito di partito si può fare il pesce in barile, ma quando tutto questo e molto altro emergerà in superficie nessuno potrà più nascondersi dietro la scusa della mancata conoscenza perché noi le questioni le abbiamo poste, le poniamo continuamente e le riproporremo pubblicamente fino allo sfinimento perché questo ci dice di fare lo spirito civico che ci ha spinto a dedicare parte del nostro tempo al bene della nostra città.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 8 novembre 2016

 

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