Caos istituzionale: chi comanda a Ivrea?

Caos istituzionale: chi comanda a Ivrea?

Nel Consiglio Comunale del 10 ottobre Viviamo Ivrea e tutta l’opposizione hanno presentato una mozione che chiedeva al Sindaco di revocare la nomina del Presidente della Fondazione Guelpa. Specifichiamo subito che questa, a rigor di Statuto, è la modalità più corretta visto che, a differenza del Consiglio di amministrazione che viene nominato dal Consiglio Comunale che ha quindi il potere di revocarne la nomina, il Presidente viene nominato direttamente dal Sindaco che, per analogia con quanto sopra, può sfiduciarlo.
La motivazione di questa richiesta non lascia adito a dubbi di interpretazione chiedendo al Sindaco di: “revocare l’incarico dallo stesso conferito all’attuale Presidente della Fondazione Guelpa essendo venuto meno quel rapporto fiduciario e di reciproca collaborazione, più volte richiesto e auspicato dai componenti dell’assemblea cittadina, necessario al buon funzionamento di tale ente”.
Come è nostra abitudine, prima di arrivare ad una proposta così forte, le abbiamo tentate tutte per cercare di comprendere meglio il funzionamento di tale ente che va ricordato essere subalterno al Comune di Ivrea e costituito per gestire il lascito della sig.a Lucia Guelpa. Basta leggere il testo della mozione (www.viviamoivrea.it) per vedere come più volte siano stati richiesti una serie di dati, atti, documenti esercitando legittimamente il diritto, ma anche ottemperando al dovere, di controllo assegnato ai consiglieri comunali. La questione non è quindi una novità, ma si trascina da tempo, troppo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una Conferenza dei capigruppo svoltasi il 5 ottobre nella quale sono stati ascoltati in audizione il CdA e il Presidente della Fondazione per appurare se le inadempienze e la mala gestio segnalate al Consiglio Comunale dal Consigliere di amministrazione Liore fin da luglio fossero meritevoli di attenzione. Va detto che a tale segnalazione è seguita una tardiva risposta del Presidente giunta solo a fine settembre e prontamente smentita punto per punto dallo stesso consigliere di amministrazione.
Le segnalazioni fatte da Liore non facevano altro che confermare i molti dubbi che da tempo alcuni consiglieri comunali manifestavano riguardo la scarsa trasparenza nella gestione dell’ente e la capigruppo di cui sopra è stata convocata proprio per fare chiarezza.
La riunione è cominciata subito male con il Presidente della Fondazione che manifestava con insofferenza la pretesa di dettare l’ordine del giorno volendo presentare a tutti i costi il bilancio preventivo 2016 cosa che, trattandosi di un preventivo, avrebbe potuto e dovuto tranquillamente fare nei primi 9 mesi dell’anno. Nulla o poco si è detto invece sui punti critici segnalati, alcuni piuttosto gravi, che sono così rimasti senza risposta. Sorvoliamo sui toni e sull’atteggiamento dello stesso Presidente che non si è risparmiato, nonostante la sede istituzionale, nel fare battutine, censurabili, verso il consigliere Liore e nell’attaccare la Presidente del Consiglio ed alcuni consiglieri comunali a suo dire colpevoli di essere indebitamente troppo invadenti riguardo la gestione dell’ente da lui amministrato. Il Presidente ha inoltre reiterato la sua posizione riguardo la negazione del diritto di accesso agli atti richiesto dai consiglieri comunali ripresa nei giorni seguenti dai giornali quando afferma che: “il Consiglio Comunale non ha diritto di accesso agli atti e non ha potere ispettivo nei confronti della Fondazione”. Questo ovviamente non può essere trattandosi della gestione di soldi pubblici e se, poche ore prima del Consiglio Comunale, guarda caso ci sono stati recapitati, via posta elettronica, alcuni, non certo tutti, dei dati richiesti.
L’impressione chiara a tutti, o quasi, i presenti è stata quella che il presidente Jalla non sia la persona adatta per gestire una Fondazione che, ribadiamo per l’ennesima volta, è nata per eseguire le volontà testamentarie della benefattrice sig.a Lucia Guelpa e non altro se non dietro esplicito indirizzo del Consiglio Comunale. Da una veloce consultazione tra i componenti della minoranza nei giorni seguenti è emersa chiaramente e unanimemente la necessità di procedere alla richiesta della sfiducia del Presidente, confermando invece la fiducia nell'operato del consigliere di amministrazione Liore, ed è nata così la mozione presentata in Consiglio Comunale e votata da tutta la minoranza più 3 consiglieri di maggioranza oltre un’astensione e con il capogruppo del PD che non ha partecipato al voto: risultato 9-5 quindi una maggioranza schiacciante.
Evidenziamo che nessuno, né nella mozione, né nel dibattito consiliare conseguente ha messo in correlazione la sfiducia al Presidente della Fondazione con la fiducia al Sindaco.
Subito dopo la votazione non accade nulla, ma dopo 5 ore e alla fine dell'adunanza il Sindaco, nella sorpresa generale, annuncia le sue dimissioni motivandole con il fatto che lui non eseguirà ciò che gli chiede il suo Consiglio Comunale e non revocherà la nomina di Jalla. Scelta assolutamente personale che ovviamente rispettiamo, ma che reputiamo incomprensibile.
Dal punto di vista della minoranza ci sono state altre occasioni in cui il primo cittadino avrebbe potuto rassegnare le dimissioni: fallimento CIC, amianto negli edifici pubblici, centrale del Crist, ma nel caso specifico e nel solo interesse dei cittadini eporediesi ciò che si chiedeva al Sindaco era di sfiduciare una persona dimostratasi inadeguata, per il Consiglio Comunale e non certo per questioni personali di qualcuno, a svolgere il ruolo assegnatogli.
Arriviamo quindi a quello che reputiamo il passaggio più grave che configura un preoccupante strappo istituzionale difficilmente ricucibile e che potrebbe dar vita ad un precedente pericoloso se il Sindaco dovesse tornare sui suoi passi, come ampiamente annunciato dai media, e il Presidente della Fondazione rimanere al suo posto.
Questo starebbe a significare che il Presidente di una Fondazione, ovviamente non eletta dai cittadini e subalterna all’istituzione che l’ha creata, la Città di Ivrea, assume un potere maggiore a quello del Sindaco che l’ha nominato il quale a sua volta non riconosce la volontà di un Consiglio Comunale, eletto dai cittadini, del quale lui stesso fa parte.
Non serve un esperto di diritto pubblico per dire che ci troviamo di fronte ad un conflitto di poteri inedito e le domande che ci hanno posto molti cittadini in questi giorni, che sono un po’ anche la nostre, sono: “ma chi comanda a Ivrea? Il Sindaco e la sua maggioranza o il Presidente della Fondazione?” oppure “ma perché il Sindaco apre un crisi politica in città piuttosto che sfiduciare una persona non dimostratasi all’altezza del compito assegnatogli?” Si tratta di domande non irrilevanti se pensiamo che la Fondazione ha in cassa oltre 10 milioni di euro in buona parte investiti in titoli che da mesi non vengono monitorati e che con le oscillazioni del mercato attuali si rischiano perdite finanziarie che sarebbero uno schiaffo al lascito della Sig.a Guelpa se pensiamo, oltre tutto, che la biblioteca da lei espressamente richiesta a 12 anni dalla sua morte non è mai stata messa in cantiere.
Trarre conclusioni oggi da questa ennesima crepa nei rapporti tutti interni al PD non è facile mentre ciò che è chiaro è che a rimetterci, come sempre in questi casi, sarà la città.
Ciò che è evidente a tutti è che questa lotta intestina è iniziata il giorno in cui, tre anni fa, il Sindaco non ha assegnato un ruolo di assessore all’attuale Presidente del Consiglio Comunale. Tale frattura è destinata a trascinarsi nel tempo e se il Sindaco tornerà sui suoi passi ci aspettano 18 mesi traballanti con ogni occasione buona per rimarcare le divisioni tra le aree interne al partito di maggioranza che, inevitabilmente, si accentueranno durante la ricerca del candidato che tenterà di succedere a Della Pepa. In attesa di vedere gli esiti di questa amara vicenda concludiamo ribadendo che noi non abbiamo chiesto le dimissioni del Sindaco e non siamo contrari al suo rientro, ma all’inevitabile condizione che ottemperi a quanto il Consiglio Comunale, con larga maggioranza, gli ha chiesto di fare. Diversamente sarebbe difficile capire, per noi come per i cittadini eporediesi, le motivazioni della pervicacia con la quale il Sindaco insiste nel lasciare al suo posto il Presidente di una Fondazione mettendo addirittura in gioco la poltrona di primo cittadino.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 18 ottobre 2016

 

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