progetto per Ivrea

Chiare fresche dolci (amare) acque

Chiare fresche dolci (amare) acque

Secondo molti osservatori l'acqua, dopo il petrolio, sarà la causa delle guerre del futuro prossimo. In molti paesi, soprattutto quelli più poveri, lo è già. In tanti pensano che l'acqua sia ancora un bene comune, uno dei pochi rimasti, ma non è proprio così. Da qualche decennio è in corso un tentativo, da parte dei potentati economici mondiali, di far diventare l'acqua una merce come tutte le altre. Tutti conosciamo già il business delle acque minerali che non sono altro che acqua pubblica data in concessione a privati che la imbottigliano per rivenderla a dieci, cento volte il costo reale. Le pressioni verso la privatizzazione dell'acqua sono molteplici ed in costante aumento tanto che qualche anno fa sono nati dei movimenti di protesta che, con un costante lavoro informativo e di contrasto, hanno portato all'indizione, nel giugno del 2011, di un referendum che, a stragrande maggioranza, ha sancito la volontà del popolo italiano di mantenere pubblica l'acqua. Purtroppo siamo in Italia e le forme per aggirare le decisioni popolari si sprecano e la partita sull'acqua, nonostante la schiacciante e inequivocabile vittoria referendaria, è tutt'altro che vinta.
Giova ricordare che, una volta, erano i comuni stessi a gestire in proprio i servizi pubblici essenziali compreso quello idrico integrato, ma con l'ondata di liberalizzazioni degli anni '90 le municipalizzate sono state trasformate in aziende di capitale spesso nella forma di società per azioni. Non serve un economista per ricordare che il fine di una società di capitale è quello della massimizzazione del profitto tramite la creazione di utili da ripartire agli azionisti mentre le aziende municipali erogano servizi non a fine di lucro e quindi con criteri di equità e solidarietà.
Per quanto riguarda la Provincia di Torino (o per almeno 287 comuni su 306) la gestione del servizio idrico integrato è stata affidata alla SMAT che è oggi, appunto, una Società per Azioni e quindi dotata di una personalità giuridica di diritto privato all'interno della quale la città di Torino, che possiede la maggioranza delle azioni, la fa da padrone decidendo di fatto per tutti.
Dopo il successo dei citati referendum da più parti è stato chiesto di modificare lo status quo ed è stata proposta, dai movimenti per l'acqua pubblica, l'adozione di una delibera, da parte dei Comuni soci, per la trasformazione della SMAT in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico. Ad oggi diversi Comuni della Provincia di Torino hanno adottato o stanno adottando una delibera in tal senso (Chivasso, Nichelino, Busano, Avigliana, ecc.) e sarebbe intenzione del gruppo consigliare di Viviamo Ivrea di proporne l'adesione anche al nostro Consiglio Comunale.
Vista precipitare la situazione, SMAT, per non perdere i propri privilegi, soprattutto economici, sta proponendo ai Comuni soci una deliberazione alternativa a quella sopra citata che, di fatto, mantiene l'attuale personalità giuridica di Società per Azioni apportando alcune modifiche di facciata che nulla mutano nella sostanza. E' singolare che sia lo stesso Consiglio di Amministrazione di una società controllata ad auto-proporre le modifiche statutarie che ne riguardano il funzionamento.
E ad Ivrea come siamo messi? Abbiamo scoperto nell'ultima Conferenza dei Capigruppo del 3 aprile, senza esserne stati messi a conoscenza prima e senza che questo tema sia mai entrato all'ordine del giorno di qualche commissione, della volontà della maggioranza di deliberare in Consiglio Comunale su questo tema aderendo alla proposta SMAT.
Trattandosi di un problema complesso e di rilevanza generale, molto sentito dai cittadini, abbiamo chiesto al Sindaco di poter approfondire l'argomento estendendo il dibattito pubblico almeno a tutte le forze politiche cittadine ed al Forum per l'acqua, ma la risposta è stata che la decisione è già stata presa dalla maggioranza e non si può rimettere in discussione. Purtroppo questo atteggiamento supponente è una costante di questa maggioranza che, incapace di discutere pubblicamente e con trasparenza, almeno dei problemi che toccano tematiche sentite dai cittadini, spesso e volentieri tenta di far passare provvedimenti di una certa rilevanza alla chetichella, senza il tempo di documentarsi e quindi senza possibilità di discussione prima di andare in Consiglio. Ciò che abbiamo chiesto al Sindaco è semplicemente di procrastinare questo punto all'ordine del giorno per poter nel frattempo organizzare qualche incontro sul tema in modo da poter prendere una decisione consapevole, responsabile e soprattutto in linea con il risultato del referendum del 2011. Noi crediamo ci siano tutti i tempi e i modi per dare vita ad un proficuo confronto multilaterale, ma, almeno per ora, questo passa il convento. Proprio non riusciamo a far passare il concetto che su temi di interesse generale sarebbe utile un confronto aperto al di fuori dei dictat di partito, ma se qualcuno pensa di farci desistere ha sbagliato i suoi conti.

x lista civica Viviamo Ivrea - Francesco Comotto

 Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 9 aprile 2014

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