Dove sta andando la città?

Dove sta andando la città?

L'autunno "caldo" tanto evocato nei mesi estivi è ormai alle porte e, purtroppo, molte delle cose che abbiamo scritto come Viviamo Ivrea su questo giornale cominciano inevitabilmente a materializzarsi. Non è che siamo dei profeti, basterebbe parlare con i cittadini per strada per capire che non si possono alzare la retta della scuola materna, la refezione scolastica, i trasporti, la piscina, l'IMU, i rifiuti, ecc. ecc. perché si arriva ad un punto, e per molti è già stato superato, oltre il quale tutti questi balzelli non si riescono più ad assorbire in un bilancio familiare già ridotto al lumicino.
Rimane inoltre, anche questo l'abbiamo scritto, una bella dose di incertezze che ci tireremo dietro chissà fino a quando anche se i mesi per finire questo 2013 non rimangono molti. Il governo ha ulteriormente prorogato la data (ora siamo a novembre) entro la quale i Comuni possono redigere il bilancio "preventivo" e non fosse che si tratta di una cosa seria verrebbe da ridere nel chiamare preventivo un bilancio fatto a poco più di un mese dalla fine dell'anno. D'altra parte approvarlo prima, come ha voluto fare l'amministrazione eporediese, sorda alla richiesta dell'intera minoranza di spostarlo almeno di qualche settimana, faceva correre il rischio di una eccessiva dose di indeterminatezza di alcune voci piuttosto rilevanti. Infatti oggi ci troviamo nel caos più assoluto con il rischio, molto probabile, della caduta del Governo del "faremo" e quindi con le decisioni da prendere sull'IMU, sull'IVA e sulle relative coperture che rimarranno sospese nel vuoto con buona pace dei Comuni e degli italiani.
In un quadro già fosco di suo, poi, la mancanza di programmazione e di progettualità del governo si riverbera sull'attuale maggioranza e fa scivolare sempre più il livello di vivibilità della città con aziende che chiudono o si trasferiscono verso lidi più attraenti e con una fuga di giovani che ormai pare irrefrenabile.
L'ultima cattiva notizia arriva dal trasferimento della manifestazione sportiva Verdatletica in quel di Santhià a causa delle pessime condizioni della pista De Witt a S.Giovanni, più volte segnalata dagli utilizzatori della stessa. Così dopo undici anni di onorata attività, nella passata edizione ci sono stati più di 400 iscritti, Ivrea perde un altro pezzo che difficilmente si potrà recuperare. Giova ricordare che i 400 iscritti alle gare arrivano accompagnati da genitori, parenti e amici e quindi le persone che sopraggiungevano ad Ivrea in quell'occasione si aggiravano intorno alle 1000 presenze.
Siamo d'accordo sul fatto che non esistono ricette magiche ma a volte basterebbe un po' di buona volontà in più nell'ascoltare, nel discutere, nel condividere i problemi che oggi affliggono la città per cercare tutti insieme di trovare delle soluzioni concrete.
Noi ad esempio continuiamo a ripetere che è necessario puntare sulla manutenzione del patrimonio cittadino a partire proprio dagli impianti sportivi che sono pochi ed in precarie condizioni di utilizzabilità. Con risorse non eccessive si sarebbe potuto procedere alla sistemazione della pista di atletica nei tempi dovuti (e magari dare una rinfrescatina agli spogliatoi ...) e non si sarebbe persa questa importante manifestazione di sport outdoor.
Invece di tirare in ballo l'immancabile patto di stabilità o il governo cattivo che riduce i fondi statali, entrambe questioni che si conoscono da tempo e con le quali ogni amministratore sa di dover convivere, bisognerebbe avere piuttosto qualche idea sul dove si vorrebbe portare questa città sempre più in declino. Servirebbe avere maggiore progettualità, anche a medio e lungo termine, conoscere le esigenze dei cittadini, aiutare ed ascoltare il fiorente mondo associativo. Creare cioè le condizioni per le quali un giovane, invece di doversi spostare nei comuni limitrofi, possa fare attività sportiva in tutta sicurezza e in impianti adeguati nella sua città ed il nonno che lo accompagna possa controllarne con discrezione i movimenti mentre legge un bel libro all'ombra di un albero.

Articolo pubblicato su "la Voce" di lunedì 9 settembre 2013

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