Eredità

Eredità

Come tutti sanno, tra meno di un anno, la città di Ivrea si recherà alle urne per eleggere l’Amministrazione Comunale del prossimo quinquennio. Come in ogni avvicendamento ci sarà un passaggio di consegne che determinerà il punto di partenza dei nuovi amministratori.
Avendo vissuto molto intensamente e con il massimo impegno questi quattro anni di mandato siamo oggi nelle condizioni di poter dire con consapevolezza che la prossima Amministrazione Comunale, qualunque sarà, si troverà a dover affrontare non poche difficoltà derivanti dai tanti dossier aperti e mai chiusi, con relative criticità irrisolte, che non si chiuderanno certamente in questi ultimi mesi di mandato.
Non si risolveranno per la pervicacia con la quale la maggioranza ha supportato, anche in casi indifendibili, il Sindaco e l’esecutivo, ma anche perché fin dalla data in cui il primo cittadino mise in atto il teatrino delle dimissioni, poi immediatamente rientrate, di fatto la città è senza una guida politica e amministrativa.
Gli assessori non sanno cosa fa il Sindaco e viceversa, il Consiglio Comunale viene convocato solo quando serve l’approvazione di qualche delibera obbligatoria per legge, le commissioni consiliari, fatta salva quella Assetto del Territorio, non si sa se esistono a causa della loro inattività e in ultimo è praticamente inesistente un rapporto di minima collaborazione e condivisione tra l’esecutivo - Sindaco e Giunta - e la struttura tecnica.
Da qualche mese poi ogni corrente, correntina, fazione interna al partito di maggioranza è talmente impegnata alla ricerca di consenso e di una posizione di forza, in vista delle prossime elezioni, che il governo della città, compresa l’ordinaria amministrazione, possono aspettare. A far da contraltare a questa calma piatta, in pieno vecchio stile, si nota da mesi uno strano attivismo e protagonismo di facciata soprattutto da parte di coloro i quali sono stati più assenti e indisponenti nel corso del mandato. Si susseguono infatti a ritmo incalzante inaugurazioni e tagli del nastro: dal parcheggio, all’orto urbano, al medaglione storico ogni occasione è buona; ci mancava l’inaugurazione del funereo arredo urbano di piazza di Città e si sarebbe sfiorato fatto l’en plein. A proposito di panchine-bare: in seguito ad una nostra mozione approvata in Consiglio Comunale e di una successiva Commissione Assetto del Territorio è stato deciso di rimuoverle e di far elaborare un progetto di arredo urbano complessivo per la città. Come al solito per ora nulla di fatto.
Addirittura per l’arena equestre di S.Savino ne sono state fatte due, di inaugurazioni, entrambe con grande enfasi come si stesse inaugurando l’opera del secolo salvo non aver ancora risposto a tutta una serie di domande sulla regolarità e sul finanziamento dei lavori.
Tornando al tema iniziale la nostra preoccupazione è che la prossima Amministrazione Comunale si troverà a dover gestire una pesante eredità costituita soprattutto da problemi irrisolti nonostante siano stati, anche da noi, ripetutamente segnalati. Problemi spesso derivanti dalla scarsa o assente manutenzione e cura del patrimonio pubblico che per essere superati comporteranno un ingente impegno economico che drenerà risorse altrimenti destinabili. Tra questi interventi segnaliamo per l’ennesima volta, visto che su questo fronte si è fatto poco o nulla, la grave questione della messa a norma e in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture pubbliche.
Giusto per fare qualche esempio concreto ricordiamo: lo stato di inagibilità dell’asilo nido Olivetti (riaprirà ancora?), il degrado della piscina comunale, la situazione critica della biblioteca (che è senza ascensore per il trasporto dei libri dagli scantinati da mesi e mesi), le criticità strutturali del ponte XXV aprile, la presenza di amianto in alcuni stabili comunali, la presenza di locali non a norma e in sicurezza relativamente all’edificio pubblico di Via Piave 2. La lista si potrebbe allungare, ma ci siamo limitati a quegli interventi da noi più volte segnalati e portati in discussione nelle sedi istituzionali che, nonostante le promesse e gli impegni ad agire, sono spariti dai radar e non se ne sa più nulla.
L’impressione è che questa Amministrazione e la maggioranza che l’ha sostenuta, che di fatto sono rimaste immobili per concentrarsi sugli scontri interni al partito fin da inizio mandato, abbiano cominciato a tirare il freno troppo presto ed ora si pensa di colmare quattro anni di inattività con interventi tardivi ed estemporanei che in quanto tali a volte diventano inutili o inopportuni.
L’ultimo caso di cronaca che si inserisce in questo filone è il grido di allarme degli abitanti di S.Bernardo che denunciano come il nuovo parco giochi, inaugurato solo qualche mese fa, sia di fatto già inutilizzabile. E come non ricordare che su di loro pende la disastrosa apertura, già autorizzata, di una cava di materiale inerte che scombussolerà la vita del quartiere per almeno una decina di anni…

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 18 luglio 2017

 

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