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progetto per Ivrea

Facciamo un po' di chiarezza

Facciamo un po' di chiarezza

Nelle ultime settimane ci sono stati una serie di incontri, contatti, telefonate tra le forze che si proporranno alle elezioni amministrative di fine maggio e fin qui tutto scorre nell’alveo del normale dialogo fra attori in gioco. Ciò che è un po’ meno normale è quanto emerso da certi giornali e quanto dichiarato da alcuni dei protagonisti, magari sui social, ingenerando parecchia confusione nei cittadini; ma partiamo dall’inizio.
Viviamo Ivrea è una associazione politico-culturale nata nel 2013 quando presentò una lista alle elezioni comunali ottenendo un risultato molto soddisfacente che le ha permesso di portare un consigliere comunale nel parlamentino eporediese, seppur sui banchi della minoranza.
L’indirizzo politico di allora come quello di oggi è basato sul pensiero di semplici cittadini che hanno deciso di dedicare un po’ del proprio tempo al Bene Comune uniti tra di loro non da diktat di partito, ma dalla condivisione trasversale di idee e proposte per migliorare la vita cittadina in maniera trasparente e senza appellarsi ad ideologie anacronistiche.
Noi crediamo che per amministrare un ente locale non servano indirizzi di partito e spartizioni di interessi più o meno ampi, quanto saper mettere in campo, con competenza e abnegazione, l’amore per la propria città e la capacità di prendere decisioni condivise, possibilmente agevolando la partecipazione dei cittadini, al di là delle forze politiche di provenienza.
Nel corso del mandato, ormai giunto a conclusione, più volte ci siamo confrontati con gli altri gruppi di minoranza presentando insieme mozioni e interpellanze, in virtù di una collaborazione che noi riteniamo dovuta nei contesti istituzionali. Sono così state portate avanti battaglie anche molto dure come quelle sul fallimento del CIC, il rifiuto alla centrale elettrica del Crist o la segnalazione della gestione non condivisa e non trasparente delle risorse della Fondazione Guelpa. Ricordiamo che quest’ultima denuncia portò anche alle dimissioni-lampo del Sindaco, poi rientrate grazie ai soliti giochetti di influenza all’interno del partito che governa la città da decenni, con il beneplacito dell’allora Presidente del Consiglio Comunale Ballurio.
Siamo così arrivati alla fine di un quinquennio di stasi e di immobilismo causato dai continui litigi interni al partito di maggioranza mentre la città, nel disinteresse degli amministratori e delle sfere di influenza a loro connessi, continuava il suo inarrestabile declino.
Viviamo Ivrea durante tutti questi anni ha sempre tenuto la barra del timone dritta, rimanendo fermamente convinta della propria idea di politica dal basso, partecipata ed inclusiva e quindi dialogando anche con tutte le forze presenti in Consiglio. Dialogo che ha consentito di creare in alcuni casi rapporti di reciproca stima. Questo ha fatto sì che da qualche tempo, in vista delle prossime elezioni amministrative, le forze che sedevano in minoranza hanno sondato la possibilità di dare vita ad una convergenza mentre ogni gruppo si muoveva anche individualmente per ampliare il proprio raggio d’azione.
Qualche tempo fa come tutti sapranno ci sono state le primarie del PD dove, a scapito dei pronostici, a spuntarla è stato il veterano conservatore Perinetti presente in Consiglio Comunale fin dagli anni ’80 del secolo scorso: alla faccia del ricambio e della discontinuità. Per contro Elisabetta Ballurio che, dopo la sconfitta alle primarie è uscita sbattendo la porta dal partito nel quale aveva sempre militato e grazie al quale ha ricoperto per un decennio i ruoli di assessore prima e di Presidente del Consiglio Comunale poi (ci ripetiamo, alla faccia della discontinuità), sta tentando di ricostruire una credibilità politica in una nuova veste civica e antisistema: veste poco credibile visti i recentissimi trascorsi tutti all’interno del partito di governo.
Infine come tutti sanno il 4 marzo di quest’anno ci sono state le elezioni politiche che in estrema sintesi hanno decretato una sonora sconfitta del PD e di Forza Italia, un’ascesa dei 5 stelle e un risultato importante per la Lega, risultato che ha portato peraltro all’elezione di ben due rappresentanti parlamentari riconducibili al centro destra. Una sorta di terremoto politico che ha modificato gli equilibri anche sotto le rosse torri, soprattutto per l’avanzata della Lega che alle precedenti amministrative non riuscì ad ottenere nemmeno i voti per un consigliere comunale e che pertanto in questi 5 anni è stata ai margini di ogni dibattito politico locale.
Ecco quindi che al tavolo di un possibile dibattito tra le forze civiche presenti in minoranza si sono invece aggiunti in rapide sequenza due elementi finora estranei alla minoranza stessa.
A scanso di equivoci ribadiamo che Viviamo Ivrea ha partecipato ad un solo incontro, per rispetto degli interlocutori politici, durante il quale ha esposto la sua posizione.
Il nostro percorso è sempre stato lineare e trasparente e avrebbe potuto confluire in un progetto civico di ampio respiro soltanto se costruito nel tempo e basato su contenuti condivisi, come appunto è stato fatto dalla nostra associazione insieme ad altri compagni di viaggio nel corso dell’ultimo anno e mezzo.
Questo è pertanto il percorso che riteniamo prioritario e per noi la coerenza e la serietà nei confronti dei cittadini e delle forze organizzate che ci seguono e sostengono da tempo sono elementi imprescindibili, anche se magari non sembrerà una scelta molto alla moda in un Paese dove le opinioni e le storie personali si trasformano con la volubilità del vento e chi fino a ieri additava Berlusconi come il male assoluto oggi elegge alla seconda carica dello Stato una sua strettissima quanto discussa collaboratrice. O viceversa chi fino a ieri era nelle più alte sfere istituzionali cittadine oggi si presenta come un giacobino antisistema.
Da cinque anni stiamo lavorando a un progetto politico alternativo mettendoci la faccia e senza nasconderci dietro il paravento delle segreterie di partito e su questo ci siamo sempre resi disponibili a ragionare. Si è preferita la strada, a nostro avviso tardiva e precipitosa, delle fusioni a freddo tra forze che fino a ieri si guardavano in cagnesco o addirittura militavano in quello stesso partito che oggi si vorrebbe distruggere. Secondo noi unirsi per essere “contro” qualcuno non è sufficiente ed è per questo che continueremo sulla strada già tracciata dei contenuti e della progettualità finalizzata a costruire quella visione di città che è clamorosamente mancata negli ultimi lustri.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 27 marzo 2018

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