Fedeli alla linea

Fedeli alla linea

Il 26 marzo scorso si è tenuta la penultima seduta del Consiglio Comunale. Tra i punti all’ordine del giorno c’erano l’approvazione del Rendiconto dell’Esercizio Finanziario 2017 e la terza Variazione al Bilancio 2018.
Fin dal primo giorno di insediamento, nel lontano 2013, abbiamo chiesto all’esecutivo di provare a non ragionare in termini di maggioranza vs minoranza, almeno sui bilanci e sui provvedimenti che non dovrebbero avere colore politico, proponendo di uscire dai soliti schemi tramite processi partecipativi e trasversali. Il nostro appello è caduto miseramente nel vuoto tanto che tutti i cinque bilanci portati in aula nel corso del mandato sono stati cucinati e mangiati dall’esecutivo senza un minimo di confronto e di dibattito almeno in sede di commissione consiliare.
Nella discussione sul rendiconto, dai banchi della maggioranza è stato dipinto un quadro surreale che nulla ha a che vedere con l’attuale situazione della città. Si è puntato molto sul fatto che in questo quinquennio si sia abbassata la quota di indebitamento del Comune, e questo va ovviamente bene anche se bisognerebbe scendere maggiormente nel dettaglio, però non si è rimarcato di come si sia drasticamente compressa la spesa per gli investimenti che sono invece elementi fondamentali per porre la basi della città di domani. E’ risaputo che se voglio raccogliere dei frutti domani devo seminare oggi per poi innaffiare e seguire con cura la crescita delle piantine.
Tanto per citare un dato, preso dalla relazione di accompagnamento al bilancio, troviamo un grafico che riporta il livello di investimenti pro-capite che nel 2011 ammontava a 200 euro crollato drasticamente nel 2013 a 31 euro per risalire piano piano a 57,60 nel 2014 e a 65,64 nel 2015. Vediamo un’apparente ripresa nel 2016 con 174,20 euro seguita però da un nuovo abbassamento a 140,45 euro nel 2017, tutte cifre, come si può vedere, ben al di sotto del livello degli investimenti del 2011. Anche in questo caso le cifre andrebbero poi analizzate più nel dettaglio perché rimanendo in tema di investimenti rientrano ad esempio in questa voce anche i circa 600.000 euro spesi per la candidatura Unesco. Non servono comunque i freddi numeri per vedere di come di opere pubbliche capaci di andare oltre interventi emergenziali di manutenzione straordinaria non si sia vista l’ombra.
Un altro dato interessante per il 2017, anche se in negativo, è quello sulla capacità di spendere i soldi messi a bilancio. Vediamo infatti in una tabella sulle spese in conto capitale (gli investimenti) che su 5,7 milioni di euro previsti a bilancio ne sono stati impegnati, quindi resi disponibili per essere spesi, solamente 3,3 milioni con un delta di 2,4 milioni. Sarebbe utile capire come mai questi soldi non siano stati spesi nonostante fossero stati messi nel bilancio preventivo e qualcosa lo si coglie vedendo come alcuni interventi, che noi avevamo definito virtuali in sede di discussione del preventivo, siano di fatto usciti dalla programmazione. Per citarne qualcuno troviamo un “intervento di sicurezza archivio biblioteca” per 102.000 euro, il “restauro e risanamento manica est della biblioteca” per 400.000 euro, i “lavori di sistemazione Palazzo Giusiana” per 35.000 euro, la “realizzazione bretella di via verdi” per 61.500 euro e via discorrendo. Tutte opere per le quali non esistevano nemmeno dei progetti e quindi già si sapeva che non si sarebbero potute realizzare, ma faceva comodo inserirle in piani investimenti gonfiati per poter fare titoli roboanti sui giornali.
Questo consuntivo di fatto certifica la mancanza di visione e di programmazioni di un’amministrazione che ha avuto 10 anni di tempo per mettere in cantiere qualcosa di più di una passerella pedonale, peraltro progettata e finanziata dalla precedente amministrazione, e le funeree panchine di Piazza di Città che ancora campeggiano rilucenti sotto il sole primaverile nonostante una mozione approvata dal Consiglio Comunale che impegnava Sindaco e esecutivo a rimuoverle.
In compenso di parole se ne sono fatte tante, con un’accelerazione negli ultimi mesi pre-elettorali, e il fatto che questa amministrazione abbia seminato poco o nulla lo si evince anche dal piano triennale di investimenti che viene consegnato alla prossima amministrazione comunale. L’ultimo prospetto portato in approvazione con la terza Variazione di Bilancio è disarmante soprattutto se andiamo a guardare le opere che sono state promesse negli anni e quelle che bisognerà necessariamente eseguire. Nelle prime troviamo la scomparsa della piscina e della nuova biblioteca dall’intero triennio oppure quelle come la pista di atletica del campo di S.Giovanni con una previsione di spesa solo per il 2020 o la bretella di Via Verdi, definita strategica nel programma elettorale del PD alle scorse elezioni, per la quale si prevedono 200.000 euro, certamente insufficienti, e solo nel 2020. Non parliamo poi dell’asilo nido la cui riapertura è stata promessa in tre anni mentre nel piano triennale vediamo solo 1,9 milioni di euro in totale a fronte di oltre 6 mln preventivati. Oppure preferiamo puntare l’attenzione sulla tanto decantata riqualificazione del Castello per il quale si prevedono 850.000 euro in tre anni a fronte di un preventivo di minima di oltre 4 mln di euro risalente fra l’altro a qualche anno fa?
Ci sono poi i lavori di messa in sicurezza che chi verrà non potrà fare a meno di considerare come quelli sul viadotto XXV aprile per il quale sono stati ipotizzati fondi, insufficienti, spalmati su tre anni come se il degrado strutturale riscontrato sparisse da solo. Stesso discorso vale per la messa in sicurezza della Biblioteca per la quale si prevedono 3,9 milioni, ma nel 2020 come se la sicurezza dei fruitori e dei lavoratori potesse aspettare. Chiudiamo con una chicca sotto gli occhi di tutti da anni e cioè le “montagne russe” dell’area mercatale, oggi in gran parte divenuta impraticabile, per la quale non si prevedono fondi, nonostante l’urgenza, nel 2018 e nel 2019 e soli 150.000 euro, certamente insufficienti, nel 2020. In conclusione verrebbe da dire che se questa legislatura era cominciata male rischia di finire pure peggio …

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 3 aprile 2018

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