Fin che la barca va...

Fin che la barca va...

Si dice che non ci sia limite al peggio, ma se l'attuale amministrazione cittadina non procederà a breve ad un repentino cambio di rotta rischiamo veramente di toccare il fondo.
Non si fa tempo ad affrontare una questione che ne spunta un'altra il giorno dopo. Per i consiglieri comunali di una piccola città come Ivrea, per lo meno quelli che seguono da vicino e quotidianamente le vicende dell'amministrazione, comincia a diventare pesante e complicato riuscire a seguire tutto, tanti sono i problemi aperti e mai chiusi.
Ormai non passa settimana che non venga convocata, a seguito di una nuova emergenza, una commissione Assetto del territorio nella quale puntualmente si discute di problemi legati alla scarsa o mancata manutenzione del patrimonio edilizio pubblico. Da anni chiediamo che venga effettuato un censimento degli edifici pubblici in modo da avere una scheda per ogni singolo edificio per avere costantemente sott'occhio la situazione degli immobili, per poter intervenire con rapidità in caso di necessità e per poter pianificare una gestione programmata delle manutenzioni ordinarie.
Pare incredibile, ma sembra proprio che un quadro della situazione del proprio patrimonio edilizio nella città di Ivrea non esista. E' così che nell'ultima commissione ci vengono consegnate alcune tabelle con l'elenco delle scuole, che sono 18, e con a fianco l'elenco delle certificazioni, collaudi, dichiarazioni di conformità delle quali le stesse dovrebbero essere dotate come deve esserlo ogni edificio privato per poter ottenere l'agibilità. Ne esce una situazione sconfortante. Mancano, in ordine sparso e sintetico: certificati di agibilità, dichiarazione degli impianti termico, idrico sanitario, elettrico, antincendio, omologazione di porte tagliafuoco e via di questo passo.
E' da oltre un anno che si è manifestato il primo caso di presenza di amianto in una scuola, ma solo poche settimane fa è stato individuato un responsabile amianto che dovrebbe fare una verifica approfondita dei vari stabili comunali. L'abbiamo conosciuto in una delle ormai ricorrenti commissioni assetto del territorio e cosa abbiamo scoperto? Che l'incarico affidatogli è limitato ai 4 edifici nei quali l'amianto è già stato trovato, peccato ne esistano altri 33 alcuni dei quali, già si sa, contengono la pericolosa sostanza.
Quando poi scoppiano le emergenze tutti si agitano per qualche giorno poi tutto inevitabilmente torna come prima perchè tanto ogni richiesta di intervento viene stoppata dalla litania della mancanza di risorse e del patto di stabilità. Ma la sicurezza degli edifici non può soggiacere al patto di stabilità, è un nostro obbligo e dovere morale nei confronti dei fruitori, che nelle scuole sono in prevalenza bambini, intervenire e in fretta.
Parlando di risorse siamo arrivati all'approvazione del bilancio preventivo 2015 che già chiamarlo "preventivo" c'è da fare un bello sforzo di immaginazione. Dopo aver più volte richiesto all'assessorato competente di condividere il processo di elaborazione dell'importante documento contabile, magari coinvolgendo anche gli uffici in modo da spiegare ai consiglieri i complessi meccanismi che ne stanno alla base, abbiamo ormai perso ogni speranza. Un bel giorno di giugno senza aver mai nemmeno accennato ad un incontro, ad una commissione consiliare, ad una comunicazione di alcunché, ad una informativa qualunque ci viene recapitato nella posta elettronica certificata un malloppo di relazioni e schemi di bilancio assommanti a quasi un migliaio di pagine molte delle quali fitte di numeri, codici, sigle incomprensibili ai più. Leggi e rileggi, sfoglia e risfoglia, ma in questa nuova contabilità che viene definita, ironia della sorte, "armonizzata" è praticamente impossibile capire come e dove verranno spesi i quattrini dei cittadini eporediesi. Come ogni anno, ahimè, bisogna mettersi la divisa del consigliere rompiscatole e chiedere che venga trasmesso uno schema di bilancio, soprattutto per quel che riguarda la spesa, che sia comprensibile e chiaro. Inizia allora una discussione in burocratese stretto infarcita di se ... ma ... non so, dopodichè, dopo aver perso mezza giornata in disquisizioni filosofiche, forse, si ottiene l'agognato documento. La trasparenza qui pare proprio non riesca a trovare accoglienza.
Questa amministrazione pare vivere in un passato che non esiste più, ma se non si saprà adeguare ai tempi della disuguaglianza, dell'esodo di massa dai paesi poveri, dei populismi e dei nazionalismi, dei muri e della crisi economica e sociale, del digital divide, della partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, finirà per trascinarci sul fondo.
L'attuale maggioranza è troppo impegnata in risse interne al partito per risolvere i problemi dei propri cittadini. Nel PD, invece di pungolare il sindaco sollecitandolo a cambiare passo, pensano già ai suoi possibili successori quando mancano ancora tre anni di questo mandato amministrativo, un'eternità. Purtroppo i cittadini paiono come anestetizzati e nemmeno di fronte a evidenti carenze e inefficienze di chi li governa riescono a indignarsi.
Noi di Viviamo Ivrea oltre l'indignazione ci mettiamo anche l'azione e su temi che dovrebbero stare a cuore di qualunque amministrazione facciamo le nostre proposte. Per chi volesse approfondire qualcuno degli argomenti che stiamo trattando in questo momento lanciamo un invito per mercoledi 24 giugno allo ZAC, presso il movicentro di Ivrea, per discutere, a partire dalle 17 di barriere architettoniche, di social street e dell'idea di realizzare, con la partecipazione degli studenti eporediesi, un giardino dedicato ai tanti, troppi morti in mare sui barconi della morte. A seguire apericena e si chiude con il bellissimo spettacolo: Tango migrante.
Lasciamoci coinvolgere, riattiviamo connessioni e relazioni sociali, acquisiamo consapevolezza del mondo che ci circonda e poi un po' di sano divertimento ... non fa mai male.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 22 giugno 2015

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