Fondazione Guelpa: tante ombre e poche luci

Fondazione Guelpa: tante ombre e poche luci

Sono ormai passati quasi due mesi dall’ultimo Consiglio Comunale del 29 luglio scorso e l’attività politica in città pare essersi sopita concentrandosi esclusivamente, quasi a voler sviare l’attenzione, su questioni carnevalesche: la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Presidente della Fondazione del Carnevale e, nelle ultime settimane, la diatriba sul giorno migliore per effettuare i fuochi artificiali in onore della Mugnaia. Pur riconoscendo al massimo evento cittadino la dovuta importanza crediamo ci siano questioni aperte che forse avrebbero meritato una maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale. Problemi che si trascinano da tempo e che più si spostano in avanti più diventeranno complicati da risolvere. A puro titolo di esempio, anche se non esaustivi, citiamo: il precario stato di manutenzione di alcuni istituti scolastici, siano essi comunali che facenti capo alla ex Provincia, la mancanza di un parcheggio adeguato nei pressi del poliambulatorio, un serio dibattito sulle evidenti criticità dell’intera area ex Montefibre, la possibile apertura dell’assurda cava di S.Bernardo, la situazione ormai quasi drammatica del commercio di prossimità e via discorrendo.
Riguardo quest’ultimo tema abbiamo appreso dai giornali che l’assessore Strobbia ha rimesso la delega al commercio nelle mani del primo cittadino il quale d’ora in avanti se ne occuperà personalmente. Ciò che va fatto notare in riguardo è, come accade purtroppo spesso, che di questa non proprio secondaria notizia non siano stati nemmeno avvisati i consiglieri comunali; né tramite un’ordinaria nota informativa né tramite la convocazione di un’apposita commissione consiliare.
Una delle problematiche di una certa rilevanza, tra quelle che giacciono irrisolte nelle stanze del palazzo, è certamente quella della governance della Fondazione Guelpa che presenta diverse criticità da noi più volte segnalate nel tempo e mai affrontate, avvalorate da una lettera del luglio scorso del dott. Marco Liore membro del Consiglio di Amministrazione nella quale vengono esposti alcuni “fatti amministrativi ed episodi di particolare gravità”. A tale segnalazione, datata 19 luglio, è seguita una replica del presidente Jalla, solo in data 16 settembre, le cui considerazioni sono state smentite, qualche giorno dopo, una dopo l’altra dallo stesso consigliere Liore. Senza voler entrare nel merito dei singoli punti segnalati, che ci paiono comunque significativi dell’approssimazione con cui viene gestito un ente che possiede un patrimonio di oltre 10 milioni di euro, ciò che riteniamo incomprensibile ed inaccettabile è l’atteggiamento del Presidente Jalla, avallato dai due consiglieri di amministrazione espressione della maggioranza consiliare, nei confronti del Consiglio Comunale eporediese come se la Fondazione non avesse nulla a che spartire con l’assemblea elettiva cittadina. L’autonomia decisionale della Fondazione non esclude infatti il diritto/dovere di controllo tipico del Consiglio Comunale.
Tramite gli opportuni strumenti istituzionali abbiamo chiesto più volte la documentazione necessaria a svolgere il nostro ruolo di monitoraggio dell’operato della Fondazione, ma parte di questa non ci è mai stata, inspiegabilmente, consegnata. Nel tempo sono stati quindi da noi richiesti, con l’aggiunta delle forze di minoranza e in taluni casi anche di alcuni componenti di maggioranza, i bilanci in forma disaggregata in modo da poter valutare le singole voci di entrata e di spesa, le delibere del C.d.A. e i verbali delle relative sedute, il contratto del coordinatore della candidatura Unesco ed eventuali atti di proroga, la delibera dell’incarico al Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese per la redazione del Piano di Gestione della stessa candidatura. Tutte richieste più che “normali” trattandosi della gestione di un cospicuo patrimonio pubblico. E’ triste ricordare che tutto quanto sopra riportato non ci è mai stato consegnato. A queste richieste se ne sono aggiunte altre nel corso del tempo fino ad arrivare ad una di poche settimane fa, per mano della Presidente del Consiglio Comunale Ballurio, che pare abbia scatenato nuovamente le ire del Presidente Jalla che in Consiglio di Amministrazione ha definito la richiedente addirittura “indegna” del ruolo rappresentato. Va detto che tale grave espressione, non avendo a disposizione i verbali delle sedute del cda più volte richieste, l’abbiamo appresa da fonti di stampa non smentite dall’interessato.
Se così fosse andata verrebbe avvalorato il detto che sostiene che il lupo perde il pelo ma non il vizio perché pochi mesi prima lo stesso Presidente della Fondazione aveva invitato il consigliere Liore, nel corso di un cda, a “farsi furbo”. Espressioni, quelle sopra riportate, non proprio rispettose del pensiero altrui e del ruolo istituzionale ricoperto.
La Fondazione Guelpa ha un mandato ben preciso e, anche se a qualcuno può non far piacere, si tratta di un’emanazione del Consiglio Comunale di Ivrea che è l’unico organismo che rappresenta i cittadini eporediesi ai quali il lascito della Sig.a Lucia Guelpa era destinato. Tale affermazione viene ulteriormente avvalorata dal fatto che il bilancio della Fondazione Guelpa è parte integrante del bilancio consolidato della Città di Ivrea per cui tale ente deve obbligatoriamente adeguarsi ai principi di trasparenza e pubblicità tipici di ogni ente pubblico.
Più volte dalla Fondazione sono arrivati richiami ad un presunto principio di riservatezza senza però citarne le fonti giuridiche anche perchè se possiamo condividerlo nei confronti di un privato cittadino nulla ha a che vedere con l'attività di un soggetto pubblico, fatti ovviamente salvi gli atti privati della persona non attinenti lo svolgimento del servizio svolto per la collettività.
Crediamo sia giunta l’ora di affrontare nella sede istituzionale competente un dibattito franco e definitivo riguardo le modalità di gestione della Fondazione e a questo proposito esprimiamo l’auspicio che, al di là del trovarsi in minoranza o in maggioranza, il Consiglio Comunale eporediese saprà fare quadrato censurando atteggiamenti irrispettosi nei confronti dei propri componenti e dei rappresentanti esterni da esso nominati.
Se non c’è nulla da nascondere non c’è alcun motivo per il quale la documentazione richiesta non debba venire consegnata ai consiglieri comunali. Se le offensive espressioni sopra riportate corrispondono al vero si dovrà inoltre valutare se chi le ha pronunciate sia in possesso della serenità di giudizio e dell'equilibrio relazionale che si richiedono a chi ricopre un ruolo istituzionale rilevante come quello di Presidente della Fondazione Guelpa.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 20 settembre 2016

 

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