I nodi e il pettine

I nodi e il pettine

Prologo
Fin dall'inizio del mandato dell'attuale amministrazione comunale abbiamo cercato di dare vita, come forza di minoranza responsabile, ad un atteggiamento critico, quando necessario, ma non preconcetto. Votando sempre in maniera non ideologica o di schieramento e solo dopo aver ponderato con attenzione le proposte arrivate sui banchi del Consiglio Comunale.
Sindaco e giunta, supportati dai consiglieri di maggioranza, non ci hanno considerato più di tanto e nemmeno hanno dato peso alle numerose interpellanze e/o mozioni che, di fatto, non hanno praticamente mai avuto un seguito, seppur, nel caso delle mozioni, votate dalla maggioranza dei consiglieri e quindi teoricamente impegnative nei confronti dell'amministrazione.
I nodi (non tutti e in ordine sparso)
Primo - La situazione critica del CIC (Consorzio di Informatizzazione del Canavese), per il quale ci sarà un Consiglio Comunale proprio questa sera, si conosceva da tempo ed è stata oggetto già a giugno di una nostra "mozione urgente", condivisa da parte della minoranza ma affossata dalla maggioranza, con la quale, alla luce dell'apertura della crisi aziendale appresa dai giornali (i consiglieri sono sempre gli ultimi a sapere le cose), chiedevamo che venisse costituita una commissione consiliare di indagine finalizzata a ricercare le cause che avevano determinato tale situazione per evitare che la stessa potesse degenerare e per fare in modo che non venissero reiterati eventuali errori. Nel documento specificavamo infatti la necessità di "non esitare ulteriormente" in considerazione del già grave immobilismo fino ad allora dimostrato dall'amministrazione cittadina pur trattandosi dell'azionista di maggioranza. In seguito a ripetute sollecitazioni siamo riusciti a far convocare due commissioni consiliari, una il 28 luglio e una il 13 novembre, nelle quali sono emerse già tutte le criticità che hanno portato all'attuale situazione, ma né l'assessore competente né il Sindaco hanno dato vita ad alcuna iniziativa e ora siamo sull'orlo del baratro.
Secondo - Della Fondazione Guelpa abbiamo già parlato diverse volte senza ottenere nulla ed ogni tanto esce qualche elemento nuovo che dimostra come le ultime volontà della benemerita signora Lucia Guelpa sono ben lungi dall'essere state soddisfatte. Nell'ultimo incontro della commissione cultura, convocato per discutere della questione del ritiro delle deleghe ad un membro del cda, abbiamo ad esempio appreso che l'ente ha approvato il bilancio 2015 e ai consiglieri comunali non è stata nemmeno inviata una copia per conoscenza (anche questo l'abbiamo saputo dai media). Nel dibattito è emerso anche che la Fondazione, a detta loro, avrebbe esaurito l'impegno susseguente al lascito rivendicando oltre tutto la forma privata dei soldi da essa gestiti e la propria autonomia dal Consiglio Comunale. E' evidente che, seppur trattandosi di un ente di diritto privato si parli di denaro, e altro, lasciato alla città di Ivrea e quindi ovviamente pubblico. Sindaco e Fondazione continuano a difendere l'indifendibile e prima o poi servirà chiarire una volta per tutte questo dubbio tanto che il Presidente del Consiglio ha annunciato la richiesta di un parere alla Corte dei Conti.
Terzo – Molteplici sono state le iniziative che abbiamo intrapreso, alcune con altri componenti della minoranza, sulla scarsa o nulla manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico non ultima quella sullo stato di degrado dell'impianto sportivo di S.Giovanni. Più volte abbiamo parlato di scuole e di edifici di proprietà comunale che dovrebbero fungere da esempio mentre spesso danno un'immagine chiara del disinteresse degli amministratori che certo non rafforza l'orgoglio e lo spirito di identità degli eporediesi.
Qualche settimana fa è scoppiato il caso dell'amianto alla scuola Bertolè e poco tempo dopo ecco che spuntano fibre di amianto nei pavimenti di diversi uffici pubblici. Comincia un deprimente gioco per lo scarico delle responsabilità che non sappiamo dove ci porterà.
Epilogo
"Tutti i nodi vengono al pettine", recitava un antico detto popolare. Nel nostro caso i nodi irrisolti sono molti e qui ne abbiamo citati solo alcuni per motivi di spazio. Come noto se un problema (nodo) non si risolve velocemente tende ad ingrandirsi e ad autoalimentarsi fino ad assumere dimensioni che non passano più tra i denti del pettine. Oggi ad Ivrea ci troviamo più o meno in una situazione analoga e ci sono una serie di problemi, alcuni dei quali sono stati citati in precedenza, che andranno affrontati di petto senza tergiversare ulteriormente. Se però accade, come sta accadendo per il CIC, che il maggior responsabile a livello politico (il sindaco) non si presenti alla conferenza dei capigruppo nella quale si sarebbe dovuto discutere proprio di questo tema e non provi nemmeno ad abbozzare una strategia di uscita da condividere con i consiglieri comunali servirà fare qualche riflessione. Oppure se accade che l'assessore alle manutenzioni non partecipi alla riunione sull'amianto con i dipendenti e i sindacati, convocata dai lavoratori per la tutela della loro salute, e non potendo giustificare l'inefficienza della sua azione tenti di scaricare le colpe ai funzionari ci troviamo davanti a segnali inquietanti sulla tenuta del dibattito democratico.
In città c'è come l'impressione che, anche se l'estate è ancora lontana, i prossimi saranno mesi caldi.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 2 febbraio 2015



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