Idee poche e molto confuse

Idee poche e molto confuse

Molti conosceranno la pessima abitudine di approvare a fine legislatura leggi finanziarie pre-elettorali tramite le quali le forze politiche che detengono il potere tentano di accontentare alcune categorie o gruppi di riferimento per garantirsi sacche di voti alle elezioni che stanno arrivando. Quelli pre-elettorali sono sempre bilanci piuttosto morbidi, non certo lacrime e sangue, che esulano da ogni visione programmatica limitandosi a ricercare il consenso prossimo venturo tramite l’elargizione di finanziamenti specifici a specifiche categorie di soggetti.
Ecco che progetti, opere, iniziative mai considerate negli anni precedenti diventano prioritarie soprattutto quando a richiederli sono gruppi di pressione che possono spostare quantità di voti importanti. Nelle dichiarazioni dell’esecutivo di governo è tutta una promessa di riduzione di imposte e tasse, di contributi per la crescita, di interventi sul sociale e via discorrendo. Puntualmente poi, trattandosi di iniziative estemporanee, non incardinate in progetti strutturali, gran parte delle risorse promesse: o non risulteranno effettivamente disponibili o non verranno utilizzate per le opere indicate dovendo tamponare qualche altra urgenza.
Ciò che accade a livello nazionale non è certamente sconosciuto alla politica locale che, anche quando non serve, prende spunto da certe pessime abitudini tipiche di una deleteria gestione della cosa pubblica. Mercoledì prossimo ci sarà un Consiglio Comunale all’interno del quale verrà discussa la quinta variazione di bilancio il che certo non indica una gran chiarezza di idee se per ben cinque volte si è dovuto modificare un preventivo approvato il 31 marzo scorso. Più o meno una variazione al mese se consideriamo l'inattività durante la pausa estiva.
In questo caso si tratta di un esercizio di scrematura dei residui di singole poste di bilancio al fine di liberare delle risorse. Il che non sarebbe nemmeno una brutta cosa, anzi, se però le risorse disponibili andassero a finanziare interventi su politiche pubbliche definite e mirate. Servirebbero documenti e schemi contabili chiari e invece siamo in presenza di un balletto di cifre dove le stesse voci appaiono più volte sia in entrata che in uscita e dove alcune poste vengono citate in delibera ed altre no, ma senza un apparente criterio logico.
Un esempio di un movimento inutile che crea solo confusione è la cancellazione di un’entrata di 80.000 euro dal Ministero per il “mancato avvio di consultazioni elettorali e/o referendarie” che si pareggia con la cancellazione in uscita della stessa cifra di 80.000 euro ipotizzata come spesa dal Comune per la stessa voce: si tratta una semplice partita di giro che nulla rileva nei conti effettivi.
Nella proposta di delibera si evidenzia pomposamente di come questa variazione di bilancio vada “a favore di nuovi o maggiori interventi sulla viabilità, illuminazione pubblica, impianti ed attrezzature per lo sport, manutenzione fabbricati ed edifici scolastici” tanto che sembra di essere nel paese di Bengodi. Sembrerebbe accontentare, almeno in apparenza, tutti quelli che da anni aspettano vanamente interventi di manutenzione ordinaria e, in taluni casi, anche straordinaria.
Spulciando però gli schemi di bilancio la realtà appare molo meno rosea e si trovano delle voci che possiamo definire curiose soprattutto perché non sono evidenziate nel testo della delibera. Facciamo l’esempio dei “Lavori di sistemazione di palazzo Giusiana” per i quali sono stati messi a bilancio 189.000 euro dai quali ora se ne stornano 154.000 per una rimanenza di 35.000 con i quali ovviamente si potrà fare poco o nulla.
Se andiamo a vedere le variazioni in entrata e in uscita per quel che riguarda la biblioteca ci addentriamo in un ginepraio di numeri che vanno dalla riduzione di 65.700 euro (su 120.000) del contributo regionale, alla riduzione della spesa, sempre soldi in meno, per “attività e servizi del sistema bibliotecario” pari a 7.161 euro (su 26.500) e l’ulteriore riduzione di 49.300 euro (su 141.200) per le “prestazioni di servizio per attività e servizi del sistema bibliotecario”. Nella pagina seguente dello schema di bilancio troviamo una maggior entrata di 80.000 euro (oltre 4.270 euro già stanziati) per “acquisto automezzi e attrezzature per sistema bibliotecario”, ma subito dopo una riduzione di 73.000 euro (su 175.000) per “manutenzione straordinaria per intervento di sicurezza archivio biblioteca”. Chiaro no?
Sul tema biblioteca l’unica cosa certa è che ad oggi, nonostante le nostre ripetute segnalazioni, ancora non è dotata dell’obbligatorio Certificato di Prevenzione Incendi.
La stessa confusione regna sovrana anche su altri importanti capitoli di spesa, soprattutto legati alla mancata manutenzione, per i quali chiediamo da anni di investire risorse adeguate. Prendiamo ad esempio la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi, che ne avrebbero un gran bisogno, dal cui capitolo di spesa questa variazione toglie ben 69.400 euro sui 263.400 stanziati.
Chiudiamo con una nota positiva e cioè il contributo di 100.000 euro (30.000 nel 2017, 60.000 nel 2018 e 10.000 nel 2019) concesso dalla Regione per i lavori di adeguamento dello Stadio della Canoa. I lettori più attenti ricorderanno la figuraccia fatta dalla nostra Giunta in seguito alle parole dell’Assessore regionale allo sport Ferraris il quale disse, in occasione della quarta prova di Coppa del Mondo Canoa Slalom, del settembre scorso, che c’erano i soldi, ma la città di Ivrea non si era fatta parte diligente per ricevere il contributo. Abbiamo immediatamente presentato una mozione in tal senso e si vede che, anche se non discussa nel precedente Consiglio Comunale per questioni di tempo, ha prodotto i suoi effetti e nel Consiglio di mercoledì finalmente verrà portato in discussione l’Accordo di Programma che sbloccherà l’importante finanziamento. Ogni tanto qualche piccola soddisfazione la si può ottenere anche dai banchi della minoranza ...

 

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 17 ottobre 2017

 

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