Il male italiano

Il male italiano

Nell'ultima assemblea cittadina del 2015 è stata discussa la "Relazione del Sindaco sullo stato economico-finanziario per l'anno 2014 degli enti partecipati dal Comune di Ivrea". Come al solito si è persa un'occasione per affrontare questo tema in maniera responsabile e tempestiva. Fa infatti sorridere, diciamola così, discutere della situazione di un ente al 2014 alla fine del 2015, ma questo passa il convento.
In questo documento si trova un'interessante premessa normativa, evidentemente scritta da un funzionario, che ci fa capire come il tema delle società pubbliche o partecipate sia ormai cruciale soprattutto dopo l'intervento del commissario alla spending review Carlo Cottarelli che ne ha censita l'iperbolica cifra di ottomila in tutta Italia. Cottarelli ipotizza che una loro drastica riduzione potrebbe portare nelle casse dello Stato almeno tre miliardi di euro essendo diventate, la maggior parte di queste, degli inefficienti poltronifici destinati a trovare sistemazione e stipendio a politici trombati, amici di partito se non addirittura familiari in evidente conflitto di interessi.
Ma perchè, a un certo punto della recente storia repubblicana, hanno cominciato a comparire e proliferare queste entità? Ci sono diverse riposte a questa domanda, ma quella dalle quali discendono un po' tutte la altre è che siamo in presenza di una classe politica inadeguata, ma soprattutto troppo impegnata a curare i propri interessi e le proprie posizioni di potere invece di procedere all'ammodernamento della Pubblica Amministrazione nell'interesse dei cittadini. Invece di riformare burocrazia e uffici si è preferito dare vita ad organismi privati, soggetti ad un presunto controllo pubblico che nella realtà spesso è inesistente o molto blando.
Scrive infatti Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità anticorruzione nel suo ultimo libro "Il male italiano" che: "con l'esternalizzazione dei servizi si è provato a far venire meno la qualifica di pubblici ufficiali per coloro che li gestivano. E così non c'era più la possibilità di contestare una lunga serie di reati: se il responsabile opera come un privato, il giudice penale ha minore spazio di intervento".
Ma oltre a questo aspetto ce n'è un altro che ha fatto gola a molte amministrazioni pubbliche e cioè che: "duplicando gli uffici si mettono in piedi organismi che possono essere finanziati senza rispettare i vincoli di spesa imposti ai Comuni dal patto di stabilità, e che possono assumere, spesso senza bisogno di concorso e senza blocchi del turnover".
Nel mio intervento al Consiglio Comunale del 22 dicembre scorso ho detto che ci saremo accontentati che l'Amministrazione Comunale mettesse finalmente in atto quanto stabilito dalla legge, ne più né meno. Si legge testuale nella relazione che: "la legge 7 agosto 2015 n°124 detta alcuni criteri in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche tra i quali troviamo: ridefinire le regole per la costituzione di società o per l'assunzione o il mantenimento di partecipazioni societarie; creare un regime che regoli la responsabilità degli amministratori e del personale delle società; individuare la composizione e i criteri di nomina degli organi di controllo societario (per garantirne l'autonomia rispetto agli enti proprietari); rafforzare i criteri pubblicistici per gli acquisti e il reclutamento del personale; determinare i vincoli alle assunzioni e le politiche retributive". Oltre a questo auspicio ho poi portato all'attenzione dei colleghi alcune questioni critiche riguardo alcune delle partecipate tra le quali il CIC, la Fondazione Guelpa, Ivrea Parcheggi che meriterebbero l'attenzione del Consiglio Comunale e per tutta risposta il Sindaco ha più o meno detto che si tratta di fissazioni fantasiose e che ad Ivrea le partecipate vivono nel massimo della trasparenza e della legalità.
Staremo a vedere. Per intanto lo storico Consorzio per l'Informatizzazione del Canavese (CIC) è stato svenduto a un privato e così si è perso un patrimonio oltre che economico di competenza e know how che nessuno ci ripagherà e ovviamente per questo disastro gestionale, infarcito dalla solita dose di mala-politica, non sono emerse responsabilità.
Alla luce dei toni trionfalistici dei comunicati stampa dell'esecutivo eporediese su quello che è stato definito "un salvataggio" ho domandato al Sindaco come si fosse risolto il problema per il quale alcuni enti, tra i quali CSI, non hanno deliberato gli affidamenti triennali così come stabilito inderogabilmente nella convenzione approvata in Consiglio Comunale e la risposta è stata disarmante. Pare che i soci CIC (Comune di Ivrea, ASL, CSI, Città Metropolitana, ecc.) si siano tutelati riguardo la regolarità del passaggio di quote grazie al parere dei "migliori legali" in circolazione, ovviamente pagati con soldi pubblici, e che se gli affidamenti non verranno confermati per tre anni dopo un determinato periodo l'acquirente privato potrà lasciare a casa "qualche" lavoratore. Ho chiesto perché questo particolare non proprio irrilevante, per onestà nei confronti dell'opinione pubblica, non fosse stato riportato nei comunicati stampa che dipingevano questa operazione come un capolavoro, ma non ho ottenuto risposta. Il Sindaco ha però anche quantificato quel "qualche" lavoratore nel numero di 25 (sui 116 rimasti) e non so perché, ma questa precisione ha qualcosa di inquietante, come se tutto fosse stato pianificato anche se ovviamente vogliamo sperare che non sia così.
Ci sarebbero poi molteplici questioni sulle altre aziende di famiglia, ma per motivi di spazio non possiamo entrarci in questo editoriale, ma ci ritorneremo presto. Solo una piccola anticipazione: secondo il Sindaco la Fondazione Guelpa svolge la propria attività alla luce del sole. Peccato che mesi e mesi fa, dopo averlo fatto verbalmente senza ottenere risposta alcuna, abbiamo chiesto per iscritto di poter avere copia degli atti amministrativi deliberati da tale organismo pubblico. Risposte? Nessuna. Non sarà che per troppa trasparenza questi documenti non si riescono nemmeno a vedere?

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 28 dicembre 2015

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