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Il valzer del bilancio

Il valzer del bilancio

Non sembra vero siano già passati quasi cinque anni, ma venerdi 22 dicembre (va specificato che questo articolo è stato scritto prima di quella data) è andato in scena l’ultimo bilancio, il preventivo 2018, dell’attuale Amministrazione Comunale.
Come ampiamente previsto la proposta dell’esecutivo non ha apportato alcuna novità: né dal punto di vista del metodo, né da quello dei contenuti. Se vogliamo trovare una connotazione specifica per questo bilancio possiamo dire che è un chiaro esercizio di fine mandato con un sguardo alla prossima, quanto imminente, campagna elettorale.
Dal punto di vista del metodo non si è vista neanche questa volta l’ombra di un tentativo di rendere più “partecipato”, come richiesto ripetutamente dalla minoranza durante tutto il mandato, il processo di elaborazione del bilancio. Tutto come da norma, quindi, con centinaia di pagine di numeri e dati trasmessi per via informatica ai consiglieri senza un minimo di spiegazione e di facilitazione nella loro interpretazione da parte dell’assessorato di riferimento, confermando il detto che sostiene che le abitudini, anche le peggiori, sono dure a morire.
Come si sa il bilancio si spalma su tre esercizi consecutivi e quindi quello in approvazione considera le entrate e le uscite previste per gli anni dal 2018 al 2020.
Una cosa che balza subito agli occhi è che gli investimenti subiscono una decisa contrazione, soprattutto riguardo il 2018, lasciando qualche briciola negli anni a venire; come a dire che chi verrà si dovrà aggiustare. Alla faccia delle tante promesse fatte, con grande enfasi sui mass-media, nella precedente campagna elettorale e nel corso degli anni, dall’attuale maggioranza che, va ricordato, ha sempre condiviso e votato favorevolmente e senza emendamenti tutti i bilanci preventivi, consuntivi e tutte le variazioni di bilancio presentate nei cinque anni dall’esecutivo.
Giusto per fare qualche esempio rimarchiamo, in tema di sport, la totale scomparsa dal Piano Investimenti della piscina comunale che non viene citata: né per lavori di manutenzione straordinaria, ormai divenuti improcrastinabili, né, tantomeno, per un’auspicabile nuova struttura moderna e adeguata ai tempi. Sparisce, almeno per gli anni 2018-19, anche la voce relativa alla pista di atletica del campo sportivo di S.Giovanni, ormai unico luogo dove poter praticare l’atletica leggera all’aperto e stendiamo un velo pietoso sulla mancanza di una palestra comunale dove poter praticare le attività sportive indoor che fra l’altro annoverano in città e dintorni diverse associazioni con centinaia di iscritti.
Non molto meglio è andato in questi cinque anni al famigerato sottopasso di via Verdi, considerato elemento imprescindibile nel programma del PD del 2013, dove si leggeva: “ … dovrà essere realizzato il sottopasso ferroviario in via Verdi, peraltro già previsto nel piano triennale degli investimenti, e lì il nuovo collegamento viario con l’Area ex-Montefibre”. Era già presente nel piano triennale di allora, ma nulla s’è fatto tanto che ce lo ritroviamo anche in quest’ultimo con uno slittamento in avanti di “soli” cinque anni e con i fondi ad esso destinati che sono passati da 410.000 euro ai soli 200.000 previsti ora, ma certamente insufficienti e solamente nel 2019. Come dire: abbiamo scherzato ora ci pensi la prossima amministrazione.
Altre dichiarazioni roboanti le abbiamo sentite per mesi riguardo l’asilo nido. La Stampa dell’8 aprile 2017 titolava a caratteri cubitali: “Da luglio i cantieri per il nido Olivetti”, notizia non smentita dall’esecutivo. Peccato che i primi studi effettuati dai professionisti esterni, incaricati del progetto di ristrutturazione, prevedono costi per 5,1 mln di euro senza tenere conto delle criticità legate alla normativa antisismica che farà lievitare notevolmente questo importo. Visto che l’Amministrazione ha garantito essere la riapertura dell’Asilo nido Olivetti una priorità, andiamo a vedere quanti soldi sono stati destinati nel prossimo triennio: 280.000 nel 2018, 520.000 euro nel 2019 e 1.080.000 nel 2020 per un totale di 1.880.000, meno di un terzo di quanto dovrebbe servire, come per dire … chi vivrà vedrà.
Sparita dai radar anche la voce riguardante la bonifica dall’amianto negli edifici e negli impianti pubblici con nemmeno un euro stanziato nel triennio.
Spariti i fondi per l’arredo urbano nonostante sia stata approvata una mozione in Consiglio Comunale che impegna l’esecutivo a spostare le panchine-bara di piazza di Città per sostituirle con altre più consoni al contesto.
Dicevamo del sentore vagamente pre-elettorale che aleggia nei numeri presentati. Ci sbaglieremo, ma abbiamo notato come ci siano alcune voci generiche, e quindi non su interventi specifici, che sono presenti nel solo 2018 e che lasciano aperte molte possibilità all’esecutivo per elargire fondi a pioggia senza un disegno complessivo, strutturale e programmato.
Facciamo qualche esempio: nel 2018 sono stati previsti 25.000 euro per “attività a sostegno dello sport”. Molto bene, ma perché negli anni a seguire non ci sono più se si tratta di attività a sostegno?
Stessa cosa succede per la voce inerente le spese per: “l’organizzazione della festa patronale” pari a 13.000 euro. Vuol dire che negli anni successivi non si organizzerà più nulla?
Idem come sopra per i: “contributi per iniziative locali” che vedono un fondo di 10.000 euro oppure i: “contributi a sostegno delle attività commerciali” per 35.000 euro. Entrambi iniziative lodevoli, peccato si limitino al solo 2018 e gli anni successivi? Beh, gli anni successivi non ci sono le elezioni …
Chiudiamo con un dato positivo che premia il nostro sforzo nell’aver segnalato con prontezza tutte le criticità delle quali siamo venuti a conoscenza. Una di queste è certamente la questione della sicurezza negli edifici pubblici. Rileviamo infatti che nel bilancio presentato sono stati messi fondi per: “adeguamento sicurezza impianti sportivi” per 386.000 euro nel 2018, 100.000 nel 2019 e 80.000 nel 2020 e sono stati preventivati per: “intervento di sicurezza biblioteca”, la quale ricordiamo è ancora sprovvista del Certificato Prevenzione Incendi, 200.000 euro nel 2018, 1.894.000 nel 2019, 1.800.000 nel 2020 per una somma totale di 3.894.000.
Su quest’ultima voce non possiamo esimerci dal far notare che di quella cifra 3.694.000 euro sarebbero coperti da un contributo; di chi non è dato sapere, ma con i tempi che corrono già siamo contenti che a forza di martellare su questo tasto il messaggio sia stato quantomeno recepito e messo nero su bianco.

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