Impianti sportivi senza futuro

Impianti sportivi senza futuro

La distinzione tra spazio pubblico e privato sta divenendo, nella nostra società, sempre più netta. Da una parte si osservano luoghi privati scintillanti, ordinati e ben organizzati e dall'altra spazi pubblici fatiscenti, semiabbandonati e talvolta pericolosi.
Sempre più spesso sembriamo dimenticare che le funzioni di aggregazione e socialità dovrebbero essere prerogative dei luoghi pubblici, con la finalità di accrescere il senso di appartenenza ad una comunità.
Il benessere di una città si misura dalla qualità dei suoi spazi pubblici e per questo le amministrazioni comunali dovrebbero salvaguardare le strade, le piazze, i parchi e gli impianti sportivi. Partendo da questo presupposto, occorre constatare che la situazione della città di Ivrea è decisamente preoccupante.
Nel difficile e delicato periodo di crisi che stiamo attraversando, l'attività sportiva, praticata presso strutture adeguate e ben organizzate, potrebbe svolgere un importante ruolo sociale e dovrebbe essere considerata come parte integrante di un moderno sistema di welfare come forma di supporto e prevenzione del disagio giovanile e come mezzo per diffondere stili di vita salutari. Per questo motivo la lista civica Viviamo Ivrea ha voluto prendere in esame la situazione degli impianti sportivi della città e si è soffermata sulla condizione del complesso sportivo pista per l'atletica leggera "A. DeWitt" e campo Rugby "D. Santi" nel quartiere San Giovanni, che appare emblematica.
Il complesso sportivo è stato realizzato negli anni '90 con un contributo del CONI e delle Federazioni sportive e oggi, a poco più di vent'anni dalla sua realizzazione, si trova in uno stato di degrado tale che rischia di diventare inutilizzabile. Nonostante le pessime condizioni, gravitano ancora su questa struttura, ripartiti tra Ivrea Rugby Club e Atletica Ivrea/Atletica Canavesana, circa seicento giovani e un numero notevole di adulti.
A partire dal 2008 si sono susseguite una serie di delibere finalizzate all'approvazione di un progetto per la realizzazione di una tribuna e di lavori complementari. Finalmente l'8 novembre 2012 viene approvato il progetto definitivo per un importo complessivo di 307.769 euro, dei quali 246.592 per i lavori veri e propri. Viene quindi bandita una gara alla quale partecipano numerose imprese e il 27 febbraio 2013 i lavori vengono affidati ad una ditta che, ovviamente, si organizza per eseguirli. A questo punto l'amministrazione si ferma e procrastina in continuazione l'inizio dei lavori che ad oggi non sono ancora iniziati.
Nell'ultimo Consiglio Comunale del 22 dicembre 2014 è stata presentata da Viviamo Ivrea un'interpellanza che sottolineava il deterioramento della pista di atletica e le pessime condizioni del campo da gioco e rimarcava l'impossibilità di svolgere manifestazioni sportive ufficiali a causa della mancanza di servizi igienici per il pubblico e dell'inadeguatezza degli spogliatoi, che richiederebbero un ampliamento e una notevole ristrutturazione e riqualificazione. Nell'interpellanza si evidenziava inoltre che l'impianto idrico sanitario e quello di illuminazione sono obsoleti e andrebbero sostituiti con nuove tecnologie, al fine di ottenere un notevole risparmio energetico con l'utilizzo di energia pulita. Infine si chiedeva se ci fosse ancora l'intenzione della giunta di realizzare la tribuna, quanto fossero stati i costi sostenuti fino ad ora, se fossero state pagate delle penali e se fossero stati progettati un ampliamento ed una riqualificazione degli spogliatoi e degli impianti più in generale.
La risposta dell'assessore è stata indicativa della visione miope di questa amministrazione. Ci sono voluti sei anni per progettare e appaltare dei lavori, per poi accorgersi che non si possono realizzare per via dell'onnipresente patto di stabilità, che impedisce l'utilizzo dei fondi stanziati. Sono stati spesi circa 25.000 euro per bandi di gara, istruttorie e progetti e ora occorre ripartire da capo perché nel frattempo i prezzi sono cambiati e, presumibilmente, anche le normative su strutture anti-sismiche, impianti e sicurezza.
Questa vicenda descrive l'incapacità di chi governa la città di Ivrea di avere un programma organico che non si limiti ad affrontare le emergenze, ma che si prenda carico di una manutenzione costante ed efficace nell'ottica di un progetto che valorizzi fortemente gli spazi pubblici esistenti.

Il patto di stabilità e la crisi economica non possono diventare un alibi costante dell'amministrazione in risposta alla richieste di manutenzioni, investimenti e miglioramenti delle infrastrutture. Serve un nuovo vigore, uno slancio ideale e progettuale, occorre avere il coraggio di percorrere strade nuove, inventando un'innovativa collaborazione con le forze produttive del territorio e coinvolgendo direttamente le associazioni sportive. A quest'ultime invece si chiede di non accontentarsi di piccoli e insufficienti contributi, ma di presentarsi unite nel pretendere da chi governa questa città un progetto globale che abbia uno sguardo ampio sul futuro e che permetta alla popolazione di riappropriarsi degli spazi pubblici. Vorremmo vedere rinascere questa città partendo proprio dai luoghi che appartengono a tutti, vorremmo che prendessero di nuovo vita perché essi rappresentano l'essenza della comunità stessa.

 Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 14 gennaio 2015



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