La certezza dell'incertezza

La certezza dell'incertezza

La definizione di "società liquida", coniata dal sociologo Zygmunt Baumann, intesa come un luogo instabile e senza appigli ai quali attaccarsi nel momento del bisogno, sta diventando un eufemismo. Potremmo infatti dire, oggi, di vivere in una "società aeriforme". Se infatti in un ambiente liquido, quanto meno, l'uomo può nuotare, cercare un approdo, nell'aria, almeno per ora, non siamo ancora capaci di librarci in volo e quindi siamo ancora più disorientati.
Questa è la sensazione che oggi assale molti cittadini e cioè quella dell'incertezza che cresce ogni volta che sentiamo il politicante di turno snocciolare le proprie certezze. Più si dichiarano sicuri di ciò che dicono e più ci assale l'impressione che di idee ne abbiano poche e quelle poche siano pure confuse. Pare vivano in un mondo parallelo nel quale i nostri problemi quotidiani non esistono.
E' di pochi giorni fa il pasticciaccio del Ministro Saccomanni che decide di togliere 150 euro dalle saccocce degli insegnanti, spacciandola come un'azione condivisa dal governo, e che viene smentito poco dopo dalla sua collega Maria Chiara Carrozza, titolare del dicastero dell'istruzione, la quale dice di non saperne nulla. E allora che si fa? Come già accaduto con il gioco d'azzardo, con gli affitti d'oro e altre amenità del genere interviene il Presidente del Consiglio e fa finta che non sia successo nulla. Abbiamo scherzato, come con il decreto salva Roma, che male c'è? C'è che di scherzi di questo genere gli italiani, soprattutto in questo periodo, ne farebbero volentieri a meno e si aspetterebbero un po' di serietà e prudenza da chi li governa; coscienti, peraltro, dei lauti emolumenti, e benefit aggiuntivi, che questi signori mettono in tasca.
Il senso di instabilità e di insicurezza del cittadino cresce ben accompagnato da una crisi per la quale solo chi sta al potere riesce a vedere una luce in fondo al tunnel, l'inizio della ripresa, l'anno della riscossa. Sarà, ma in questo mesto inizio 2014 il cittadino comune non riesce proprio a vedere nient'altro che i problemi causati dalla mancanza di lavoro, o del rischio di perderlo, e dall'inusitato, quanto inarrestabile, aumento delle tasse. Sulle tasse, poi, stiamo toccando livelli, ritenuti inarrivabili fino a ieri, sia per l'entità dell'esborso richiesto sia per la confusione nella quale tutto si sta svolgendo. Tra la farsa e il dramma in pochi mesi siamo passati dall'ICI all'IMU alla Trise alla Tasi alla Tare alla TUC ed ora, forse, alla IUC ovviamente solo parlando di imposte sugli immobili. In questa babele di sigle e di incertezza solo una cosa è ben chiara nella mente del solito cittadino comune: che dovrà pagare di più. Sulla scia liquida di questa rivoluzione semantica si inserisce poi il crudo balletto delle cifre che fa sì che oggi il contribuente non sa nemmeno, pur volendolo fare, cosa dovrà pagare, non diciamo nell'arco del 2014, ma nemmeno in questo algido gennaio.
Nel nostro piccolo non ci siamo fatti mancare niente tanto che con trionfali annunci pre-natalizi l'assessore al bilancio della Città di Ivrea comunicava che l'odiosa mini-IMU, decisa dall'iniquo, a suo dire, governo nazionale (ma non sono dello stesso partito?), ad Ivrea non si sarebbe pagata. Ovviamente, non trattandosi di uno sprovveduto, ha dichiarato questo dopo averne verificato, con gli uffici competenti, la copertura economica. E' utile far sapere che stiamo parlando di circa 80.000 euro su un incasso IMU previsto di poco meno di 10 milioni di euro: briciole.
Se Natale portava un dono agli eporediesi la befana gliel'ha tolto tant'è che, notizia di venerdi, la mini-IMU si dovrà pagare. E perchè, se era stato promesso il contrario? Perchè, dichiara l'assessore in un suo comunicato stampa: " ... l'interpretazione prevalente al momento, confermata anche dal nostro collegio dei revisori, ravviserebbe in tale comportamento un presunto danno erariale all'Ente, che rinuncerebbe a un'entrata".
Ma il collegio dei revisori non esisteva prima di Natale? I conti non erano già passati al vaglio degli uffici competenti?
In qualità di Consigliere Comunale aggiungo ancora una cosa. Siccome è stata approvata all'unanimità una mozione che impegna Sindaco e giunta a non far pagare questa ennesima gabella vediamo di mantenere le promesse fatte. Visto che lo stesso assessore riconosce che "Non sono più tollerabili politiche demagogiche e dilettantesche" proviamo ad essere almeno una volta coerenti e dimostriamo che siamo capaci di difendere le nostre scelte, in nome della dignità del nostro organo assembleare, altrimenti possiamo anche lasciare che i signori parlamentari vengano ad occupare, oltre quelle romane, anche le poltrone del nostro Consiglio Comunale.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 13 gennaio 2014

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