La coperta corta

La coperta corta

Martedì 14 luglio è stato finalmente convocato il Consiglio Comunale per l'approvazione del bilancio preventivo 2015. Siamo al terzo bilancio dall'inizio del mandato e per la terza volta, come se ad Ivrea tutto fosse immutabile, dobbiamo evidenziare una serie di criticità legate soprattutto ad un processo decisionale calato dall'alto e senza il minimo coinvolgimento dei consiglieri comunali e men che meno dei cittadini.
Il bilancio è l'atto più importante che un'amministrazione deve elaborare annualmente e dovrebbe essere lo strumento con il quale chi governa mette in atto ciò che in campagna elettorale ha promesso agli elettori tramite il proprio programma amministrativo.
Se ci caliamo nei meandri del documento contabile, che verrà portato all'attenzione del Consiglio Comunale, possiamo tranquillamente dire che non esiste alcun nesso tra quanto promesso dall'attuale maggioranza e l'effettiva allocazione delle risorse disponibili. Soprattutto non si riesce a cogliere una visione, un filo di speranza, una programmazione strategica capace di aiutarci a guardare al futuro con serenità e magari un briciolo di entusiasmo.
Per chi non ne avesse mai visto uno, un bilancio preventivo è un insieme corposo di tabelle, relazioni, analisi economiche che, partendo dai dati del consuntivo dell'anno precedente, ed in base alle linee programmatiche, dovrebbe porre le basi per la realizzazione delle opere pubbliche e per garantire i servizi per la collettività, possibilmente in maniera equa e sostenibile.
Si tratta di qualche centinaio di pagine non tutte di facile lettura. Proprio per la difficoltà di entrare nel merito delle proposte dell'esecutivo sarebbe auspicabile che i consiglieri venissero forniti della documentazione necessaria per approfondire e ancora meglio sarebbe se venissero convocati alcuni incontri pubblici durante i quali cercare di trovare una sintesi condivisa di quelli che sono i bisogni e le aspettative della collettività. Al di là di qualche frase di circostanza del vicesindaco nonché assessore al bilancio, mai suffragata da posizioni concrete, e dopo un flebile tentativo di apertura dello scorso anno ci troviamo nuovamente a dover approvare un documento che non ha visto nella sua genesi nessun coinvolgimento dei consiglieri di minoranza né tantomeno una fase di dibattito pubblico sui temi caldi del momento.
Uno di questi, per il quale ci battiamo e continueremo a farlo perché lo reputiamo un nodo centrale del dibattito politico locale, è la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico e del bene comune più in generale con particolare attenzione alle scuole che sono il luogo dove i nostri ragazzi passano la maggior parte delle loro giornate.
Ebbene, ogni qualvolta chiediamo di non sottovalutare il problema e, in fase di redazione del bilancio, di stanziare le risorse necessarie per garantire almeno la sicurezza degli edifici, impianti sportivi e luoghi di ritrovo di centinaia di giovani andiamo a sbattere contro un muro di gomma legittimato, a sentire l'esecutivo, dalla complessità del nuovo bilancio "armonizzato" e dall'onnipresente patto di stabilità del quale quasi nessuno conosce limiti e possibilità. Ci si trova quindi di fronte a documenti che, pur trattando le stesse voci di entrata e di spesa, divergono in maniera abnorme nelle cifre. E'così che di fronte ad un bilancio e a un piano triennale delle opere pubbliche che sommano spese per investimenti per oltre 6 milioni di euro, la capacità di spesa del Comune per il 2015 parrebbe attestarsi, in base agli astrusi calcoli del patto di stabilità, intorno ai 2,2 milioni.
E' quindi ovvio che la politica deve assumersi la responsabilità di fare delle scelte, ma deve farle alla luce del sole tramite un bilancio chiaro, comprensibile e spiegando, almeno ai consiglieri, il perché delle proprie decisioni ben sapendo che se la coperta è corta si dovrebbero ripartire il più equamente possibile tagli e risorse. Ci sono poi delle emergenze, come quella della sicurezza degli edifici pubblici e/o della presenza di amianto, che andrebbero affrontate a prescindere partendo da un censimento e da una programmazione di interventi spalmati negli anni andando anche ad attingere, se non sussistono altre fonti e trattandosi di interventi sulla cultura e sull'istruzione, dalle capienti casse della Fondazione Guelpa. Servirebbero diversi milioni solamente per mettere in sicurezza gli edifici, ma nei documenti contabili e programmatici che ci sono stati presentati di interventi di rilievo in tal senso ce ne sono ben pochi. Balza agli occhi, dopo anni di mancati interventi di manutenzione, la riqualificazione dell'asilo nido Olivetti stimata nella modica cifra di 1,7 milioni di euro pur sapendo che la capacità di spesa complessiva annuale dettata, come visto sopra, dal Patto di stabilità si aggira sui 2,2 milioni. Ribadiamo per l'ennesima volta che prevenire è meglio di curare il che, per quanto riguarda gli edifici pubblici, vuol dire che piccoli, ma costanti interventi di manutenzione ordinaria, finanziati sulla spesa corrente, potrebbero, spesso, far evitare all'ente di dover sborsare ingenti somme per la manutenzione straordinaria che va a drenare le risorse destinabili agli investimenti.
E' arrivato il tempo di fare delle scelte. Non si può più nascondere la polvere sotto il tappeto per altri tre anni e il disastroso elenco consegnatoci in Commissione assetto del territorio sullo stato di manutenzione delle scuole, evidenziato all'esecutivo tramite un'informativa sottoscritta da tre consiglieri di maggioranza e minoranza, dovrebbe far suonare più di un campanello di allarme alla giunta e il Sindaco dovrebbe provare a rimettere al centro del dibattito politico il Consiglio Comunale invece di arroccarsi su posizioni egocentriche. Tanto per rimanere sul tema nella seduta di martedì verrà discussa una mozione che censura il comportamento del Sindaco per quanto riguarda il processo di costituzione della Città Metropolitana che incredibilmente non è mai stato portato all'attenzione né del Consiglio Comunale, né delle Commissioni consiliari.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 13 luglio 2015

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