La polvere sotto il tappeto

La polvere sotto il tappeto

La sicurezza degli edifici pubblici va affrontata e risolta, non procrastinata nel tempo

Da qualche mese la questione della sicurezza delle scuole, comprensiva della eventuale presenza di amianto, e degli edifici pubblici più in generale, è salita prepotentemente alla ribalta. Come lista civica, ma non siamo i soli, siamo molto preoccupati dello stato di manutenzione del patrimonio edilizio pubblico e lo diciamo da tempo.
Insieme ad altre forze politiche cittadine, e ultimamente anche con alcuni consiglieri di maggioranza, più volte abbiamo sollecitato Sindaco e giunta ad affrontare senza indugi la questione ottenendo però scarsi risultati.
Ciò che sosteniamo è che questa amministrazione non abbia in mente un'idea di città capace di affrontare le sfide del futuro prossimo e si limita a tamponare falle che continuamente si aprono a causa dell'inerzia che ha caratterizzato gli ultimi anni di governo cittadino.
Il primo passo da compiere sarebbe quello, e anche questo lo diciamo da anni, di effettuare un censimento di tutti gli edifici pubblici evidenziandone problematiche e criticità. A questo dovrebbe seguire un stima di massima dei costi che certamente sarebbe significativa. Pare quasi che l'amministrazione non tenti di quantificare i presumibili costi di intervento per la messa in sicurezza degli edifici già sapendo di non avere le risorse economiche sufficienti, ma questo modo di agire, che metaforicamente viene definito come: "nascondere la polvere sotto il tappeto", prima o poi potrebbe implodere e a questo punto, però, i costi di intervento diventerebbero, in emergenza, molto più elevati ed è esattamente ciò che è successo con la scuola Bertolè prima, con l'asilo Olivetti e con la ex Arduino poi. In tal modo le emergenze vanno a drenare le già scarse risorse per gli investimenti e si cominciano a procrastinare nel tempo interventi di manutenzione già programmati lasciando buona parte degli immobili in un limbo, dal punto di vista della sicurezza, della fruibilità e dell'abbattimento delle barriere architettoniche, molto pericoloso.
Ci si muove come spesso accade nella pubblica amministrazione italiana e cioè non si fa nulla fino a quando non capita l'imponderabile dopo di che si tenta di correre ai ripari e si comincia con la pessima abitudine dello scarica barile. A questo proposito vogliamo sottolineare che ciò su cui desidereremmo avere dei chiarimenti sono le responsabilità "politiche" della situazione venutasi a creare. Limitarsi a puntare il dito sui funzionari ci sembra un comportamento miope e non certo utile a risolvere il problema. Il funzionario infatti si limita a rispettare i dettami di leggi spesso farraginose quanto datate, ma non è compito suo decidere se intervenire in maniera radicale e incisiva sulla sicurezza, in senso più generale, degli edifici pubblici andando a reperire le risorse necessarie utilizzando magari il buon senso più che codici, cavilli e norme che andrebbero attentamente interpretate.
Proviamo a fare un esempio. Le norme antincendio dicono che serve attrezzare una scuola con compartimentazioni, uscite e scale di sicurezza, maniglioni antipanico, idranti, ecc. se il numero di utenti supera le cento unità. E se in una determinata scuola gli utilizzatori sono 99 che si fa? Non sarebbe meglio intervenire per far sì che se il prossimo anno si iscrivessero due ragazzi in più tutto sarebbe già a norma?
Nel nostro caso bisogna anche dire che la Commissione consiliare "assetto del territorio", peraltro presieduta da un consigliere di maggioranza, da tempo sta faticosamente cercando di fare il punto della situazione. Più volte sono stati richiesti i documenti necessari per fare un quadro oggettivo della situazione, ma il materiale spesso e volentieri non arriva o arriva in ritardo o in modo parziale. Nell'ultima commissione ci sono state consegnate, tra l'altro, alcune tabelle sulle quali era riportata la situazione inerente la sicurezza degli edifici. Da queste tabelle si evince che mancano diversi documenti/certificazioni necessari affinché un edificio possa essere utilizzato. Preoccupati della questione tre consiglieri, due dei quali di minoranza e uno di maggioranza, hanno redatto una lettera per informare il Sindaco, la Presidente del Consiglio e la Giunta Comunale della grave situazione appresa in Commissione.
A questa lettera per ora ha risposto esclusivamente il responsabile dell'ufficio tecnico sostenendo che i documenti richiesti non necessariamente dovevano essere redatti ai sensi di legge e questa è la parte burocratica. Dal lato politico invece tutto tace e non si sono viste nemmeno risposte alla richiesta della Presidente del Consiglio Comunale inerente la questione della presenza di amianto all'interno della ex Arduino la cui copertura, in seguito ad un evento atmosferico più violento di altri, è stata spazzata via tempo fa.
In seguito a tutte le sollecitazioni, richieste, domande, poste da più parti, comprese le molte richieste di intervento delle direzioni didattiche che rimangono nella stragrande maggioranza dei casi inevase, l'esecutivo non si sbilancia. Invece di portare il dibattito nelle sedi opportune qualche giorno fa Sindaco e due assessori hanno però convocato una conferenza stampa, all'insaputa dei consiglieri comunali, nella quale hanno illustrato le operazioni di rimozione della copertura dell'ex Arduino evidenziando che le analisi ambientali post-rimozione non rivelavano presenza di amianto. Ci mancherebbe altro, fatto sta che prima del fattaccio l'amianto nella copertura c'era e l'esecutivo pare ne fosse pure a conoscenza.
Questo modo di gestire i problemi è alquanto singolare tanto che un nutrito numero di consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, l'hanno censurato ritenendo più opportuno un dibattito all'interno delle commissioni e in Consiglio Comunale.
A noi non interessa strumentalizzare situazioni di difficoltà e ci siamo sempre resi disponibili, e lo facciamo concretamente, a partecipare a commissioni, dibattiti, finalizzati alla risoluzione dei problemi, ma dall'altra parte servono però chiarezza e trasparenza, buone abitudini che alla nostra attuale amministrazione pare non vadano molto a genio.
Ciò che rimane difficile da capire è come l'attuale amministrazione pensi di continuare, per i prossimi tre anni, a far finta di non vedere o di non conoscere tutta una serie di problemi che se non affrontati e risolti quanto prima finiranno per accumularsi per poi esplodere inevitabilmente nel prossimo futuro.
Continueremo ad affrontare questo tema nei prossimi mesi nelle commissioni consiliari e in Consiglio Comunale però alla prossima emergenza che scoppierà non vorremmo più sentir dire che si è trattato di un evento ... "eccezionale".

Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mefoledì 15 luglio 2015

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