La terza via: tra iene e sciacalli

La terza via: tra iene e sciacalli

Negli ultimi anni, come negli ultimi mesi, la situazione socio-politica mondiale pare essersi avviata verso una caduta inarrestabile. Nel tentativo di analizzarne le cause balzano agli occhi almeno due macro scenari.
Primo scenario: gli sciacalli.
Riguarda la sete di potere, la smania di successo, il narcisismo, l’accumulo di ricchezze e si muove tra scandali, paradisi fiscali, immoralità diffusa. Ci limitiamo a qualche esempio recente.
L'ultimo arrivato tra gli scandali è quello dei Panama Papers: migliaia di documenti che testimoniano come personalità di spicco parcheggiassero, magari all'insaputa del fisco dei Paesi di residenza, i loro non proprio modesti tesori nelle protettive casse di società off shore sapientemente create dallo studio panamense Mossack (figlio di un nazista delle Waffen SS) e Fonseca. Si parla di cifre esorbitanti; di patrimoni che potrebbero risollevare le sorti di centinaia di milioni di poveri in tutto il mondo pur consentendo ai loro possessori una vita da nababbi. E vuoi che non ci fosse una bella dose di italiani?
Rimanendo sempre in ambito di paradisi non solo fiscali, ma anche turistici - che svariano da Dubai alla Nuova Zelanda per passare dalle Antille Olandesi - ecco la durissima quanto recentissima requisitoria della Procura di Milano che senza mezzi termini definisce “un corrotto” l'ex Presidente della regione Lombardia nonché attuale senatore in quota Ncd (quindi stipendiato con i nostri soldi), Formigoni, già soprannominato “il Celeste”. Sostiene il pm Laura Pedio che il Celeste: “faceva parte di un gruppo criminale, che ha organizzato una sistematica corruzione di cui lui ha beneficiato”. Sistema che ruotava intorno al faccendiere Daccò, attualmente in carcere con una condanna a 9 anni, messo in piedi ai danni della sanità lombarda e non si parla di bruscolini, ma di qualcosa, rimanendo al solo Formigoni, quantificato dai magistrati in circa 8 milioni di euro.
Rimanendo in campo italico, non fosse che ci sarebbe da piangere, viene da ridere a leggere le intercettazioni tra l'ex, per fortuna, ministra Guidi e il suo compagno Gemelli, altro faccendiere dell'ultima ora per il quale i pm Triassi e Biasentini hanno chiesto, per una precedente inchiesta per disastro ambientale, l'arresto. Un soggetto al quale l'ex ministra, rendendosi conto delle sue vere intenzioni, dice, in una delle innumerevoli intercettazioni telefoniche: «Non fai altro che chiedermi favori, con me ti comporti come un sultano ... mi tratti come una sguattera del Guatemala». E ancora: «Io per te valgo meno di zero ... le cose che ho fatto per te non vanno mai bene, non sono sufficienti». Pensare che siamo governati da persone di tale bassezza fa venire i brividi.
Da questo primo scenario emergono la sciatteria, la bassezza morale, l’immodestia, la prepotenza, la presunzione e la totale assenza di dignità e di rispetto delle regole degli attori in gioco.
Secondo scenario: le iene.
Un elemento aggiuntivo di indignazione, riguardo il comportamento dei personaggi sopra evidenziati, è che prende vita in un contesto globale dove miliardi di persone vivono, quando sono fortunate, in uno stato di indigenza e povertà assoluta, spesso senza neppure una casa o un posto dove andare e spesso privati della libertà.
Ecco che allora scopriamo di trovarci nell’epoca delle guerra globale. Mai come ora ci sono stati tanti paesi in guerra tra di loro oppure dilaniati da guerre interne. Gli scenari di guerra si moltiplicano e si modificano repentinamente e noi siamo a conoscenza solamente dei casi più eclatanti, ma esistono molti altri conflitti tanto sanguinari quanto dimenticati.
Altra piaga epocale è la fuga di milioni di persone dalla miseria, dalla guerra, dalle malattie presenti nei loro Paesi di origine verso un’Europa che si sta dimostrando incapace e inadeguata a dare una risposta seria, responsabile, umanitaria ed umana a questo fenomeno. Ecco allora scene apocalittiche di un’umanità disperata in fuga, che ha perso tutto; fermata da muri, fili spinati e respingimenti. Di morti annegati, bambini compresi, nei viaggi della speranza via mare che di fatto si è trasformata in una tratta di esseri umani. Gente ammassata in improvvisati campi di accoglienza senza la minima speranza di futuro: un tetto sotto il quale dormire, qualcosa da mangiare, un’istruzione per i propri figli, una doccia calda.
Tutto questo, prolungandosi nel tempo, non può che generare altri mostri ed ecco spuntare, anche se già lo conoscevamo, ma poco è stato fatto, il terrorismo internazionale che trova terreno fertile proprio in quei Paesi sconvolti da lotte intestine, estremismi religiosi, poteri dispotici, disuguaglianze e ingiustizie diffuse.
Da questo secondo scenario emergono l’inefficienza e l’incapacità della politica di governare fenomeni globali, la crudeltà, l’ipocrisia, il cinismo di chi tira le fila del macabro gioco.
Entrambi gli scenari sopra dipinti hanno una chiara matrice comune che è quella di una visione economicista della vita e della società. Una visione distorta del capitalismo delle origini che tramite la deriva liberista del secolo scorso ha finito per privilegiare alcuni elementi del capitalismo stesso quali il profitto e l’accumulo trasformandoli da mezzi a fini spostando, di fatto, il compito di controllo e governo della società dal pubblico al privato.
A cosa serve infatti accumulare fortune delle quali mai potremmo godere nemmeno se vivessimo, noi e i nostri figli, fino a 200 anni? Questa è la domanda molto banale dalla quale si potrebbe tentare di ripartire. I milioni accumulati nei caveaux di qualche banca nei paradisi fiscali non ci potranno ridare un ambiente e un’alimentazione sana, un welfare in grado di garantire cure e cibo per tutti, popoli riappacificati, serenità e sicurezza senza dover andare in giro con le guardie del corpo.
In conclusione se ci limitiamo a questi due scenari non possiamo che alzare bandiera bianca e ritirarci nel nostro orticello insensibili ai destini del mondo e dei nostri figli, ma esiste una via di fuga, una terza via possibile.
E’ forse poco visibile, ma esiste un terzo scenario che sarà compito delle donne e degli uomini di buona volontà alimentare e far conoscere fino a farlo prevalere su tutti gli altri. Quello dell’uomo. Quello dell’uomo nella sua versione “sapiens” che al denaro sa preferire le relazioni umane, all’accumulo sa preferire la redistribuzione del reddito, all’egoismo e all’individualismo sa preferire il bene comune, al profitto sa preferire la solidarietà, al potere dispotico sa preferire una moderna democrazia, all’inquinamento e ai veleni sa preferire aria e acqua pulite, alla cementificazione sa preferire un fiore sbocciato a primavera.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 12 aprile 2016

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