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progetto per Ivrea

Ma mi faccia il piacere

Ma mi faccia il piacere

Le elezioni politiche sono ormai un lontano ricordo, nonostante non ci siano soluzioni in vista per un possibile governo nazionale, e si sono aperti i giochi per quanto riguarda la tornata amministrativa eporediese che si dovrebbe svolgere tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.
Chi più chi meno ha fatto le proprie analisi sul voto degli italiani e non vogliamo aggiungere, dal nostro osservatorio di forza civica locale, ulteriori approfondimenti salvo rimarcare che dal 4 marzo il quadro politico italiano si è rimescolato come nessun osservatore avrebbe potuto immaginare anche solo qualche tempo fa; diciamo fino al 4 dicembre del 2016 quando con la spregiudicata forzatura del referendum costituzionale Matteo Renzi si è giocato, di fatto, la carriera politica. Non aver messo in atto quanto promesso in caso di sconfitta e cioè il ritiro dalla scena, o almeno riposizionarsi su ruoli di minor rilievo, ha solo prolungato fino al 5 marzo l’agonia di un PD, e di riflesso di un centro sinistra, che da tempo non avevano più un’anima e una linea politica chiara e adeguata ai tempi.
Il numero 4 in tema di date pare non portare troppo bene all’ex premier, ma non ha portato bene nemmeno al suo compagno d’azzardo Silvio Berlusconi con il quale ha concepito una pessima legge elettorale finalizzata a un innaturale accordo post-elettorale tra PD e Forza Italia con il solo scopo di tagliare fuori dai giochi il Movimento 5 stelle. Ma l’elettorato ormai non ne può più di questi giochini di palazzo e ha sancito con il proprio voto quella che qualcuno chiama la fine della seconda Repubblica. In termini meno enfatici ci sentiamo di dire che la politica italiana dal 4 marzo scorso non sarà più come quella di prima fondamentalmente per tre ragioni: l’implosione del PD, ora alle prese con un regolamento di conti che potrebbe portarlo finanche all’estinzione, l’avanzata consistente del Movimento 5 stelle e la conquista della guida del centro-destra da parte della Lega a scapito dell’altro grande sconfitto di questa tornata elettorale e cioè l’ex leader di Forza Italia.
Questi sono i fatti e al di là di come procederanno i tentativi di costituire un governo nazionale, che tutto potrà essere meno che stabile e coeso, a noi interessa maggiormente riportare lo sguardo sulla nostra città in vista dell’avvicinarsi della tornata elettorale che deciderà quale forza dovrà amministrare nei prossimi anni.
Chi ha seguito le vicende della politica istituzionale cittadina negli ultimi cinque anni saprà che Viviamo Ivrea è una lista civica che al suo esordio, nella competizione elettorale del 2013, è riuscita a portare un consigliere comunale nel parlamentino eporediese. Elezione che ha fatto sì che in seguito a un costante lavoro di gruppo di approfondimento nelle commissioni consiliari e in conferenza dei capigruppo molte siano state, spesso su segnalazione dei cittadini, le istanze portate, tramite mozioni e interpellanze, in Consiglio Comunale. La particolarità dell’attuale esecutivo è che delle decine e decine di mozioni approvate dal Consiglio Comunale poche sono state quelle che hanno avuto un’attuazione concreta. Per quanto riguarda le interpellanze è stata invece sistematicamente messa in atto una strategia di “non risposta” o di risposta “ad altro” tramite lunghissime relazioni incontestabili sul momento perché, nonostante l’averlo chiesto più volte, mai ci sono state consegnate in tempo utile per poterle analizzare prima del Consiglio o almeno durante lo stesso. Certo il Consiglio Comunale viene registrato e verbalizzato, peccato che i verbali ci vengano trasmessi, quando va bene, qualche mese dopo lo svolgimento dello stesso e solo perché abbiamo presentato tempo addietro l’ennesima mozione per segnalare il ritardo del loro invio che ormai aveva superato l’anno. Alla luce di questo impegno e del lavoro sottostante, che di fatto costituisce la struttura portante del progetto politico al quale stiamo lavorando, abbiamo già annunciato da tempo che Viviamo Ivrea concorrerà alle prossime elezioni e in questi giorni si stanno delineando i confini di quella che sarà una coalizione trasversale di liste civiche caratterizzata dalla coerenza della nostra azione responsabile e critica, quando necessario, nei confronti dell’esecutivo e della maggioranza che lo ha sempre sostenuto. Alla luce di questo per noi il risultato delle politiche era ed è abbastanza irrilevante, mentre era atteso con ansia dai partiti/movimenti di peso nazionale tanto che nei giorni scorsi abbiamo letto sui giornali analisi del voto nazionale con rimandi alla competizione locale ormai imminente.
Non fosse che si parla di questioni estremamente serie a leggere certe dichiarazioni verrebbe da ridere perché ci fanno capire che, soprattutto dalle parti del Partito Democratico, che con conformazioni di vario tipo governa la città da decenni, si continua a fare finta che nulla sia successo con le elezioni politiche, ma soprattutto che negli ultimi dieci anni a guida del Sindaco Della Pepa sia stato tutto un fiorir di rose. Già dimenticati, ma qualcuno glieli ricorderà: il fallimento milionario del CIC (mai punito né sanzionato almeno politicamente), la gestione allegra della Fondazione Guelpa (che portò, in seguito alle nostre prese di posizione, alla farsa delle dimissioni del Sindaco poi repentinamente ritirate dallo stesso), la questione mai risolta della guardiania del Tribunale (tutt’ora abusiva) o la mancanza del Certificato di prevenzione incendi della Biblioteca civica e via di questo passo.
Ed ecco tutto un’invocare alla creazione di liste civiche che pare la moltiplicazione dei pani, dei pesci e di un civismo mai considerato, anzi snobbato e denigrato, in precedenza, quando le elezioni si vincevano al primo turno. Tutto per la necessità, per usare le parole dell’attuale segretario del partito: “… di dare un forte segnale di discontinuità con il passato”. Il primo segnale concreto di “discontinuità” infatti è venuto proprio dalle loro primarie che hanno individuato quale candidato Sindaco la persona meno discontinua a disposizione del partito. Un politico conservatore di lunghissimo corso che dal lontano 1980 si è seduto a più riprese in Consiglio Comunale, sempre dai banchi della maggioranza, contribuendo a determinare quelle scelte che oggi ci consegnano una città ingessata, in declino, mal curata, stanca, senza ricambio generazionale, apatica e che pare senza futuro. Se questo è il nuovo che avanza ...
Come diceva il grande Totò, a sentire tali dichiarazioni, verrebbe proprio da dire: “Ma mi faccia il piacere …”

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 6 marzo 2018

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