Manutenzione e cura della città: non pervenute

Manutenzione e cura della città: non pervenute

Le uniche abitudini che non è riuscita a cambiare la crisi economica, che da qualche hanno sta stravolgendo la nostra vita quotidiana, paiono essere quelle dei partiti. Per gli uomini politici tutto pare immutabile e, al di là di qualche dichiarazione di facciata, poco o nulla fanno per attualizzare le loro scelte e le loro decisioni adeguandole al mutato quadro sociale che presumibilmente ci accompagnerà nei prossimi decenni. Serve un cambiamento radicale, in primo luogo culturale, non bastano adattamenti in grado, anche se non sempre, di tamponare le falle delle emergenze senza però eliminare le cause che i problemi hanno generato.
Più tardi arriverà questo cambiamento più grandi saranno le ferite, gli strappi, le lacerazioni del corpo sociale che saranno inevitabile causa dell'aumento delle guerre tra poveri alle quali purtroppo già da tempo assistiamo. La questione dei migranti, di grande attualità, è solo uno dei molteplici problemi contemporanei che dobbiamo affrontare e bisogna farlo subito non è più il tempo delle parole, servono azioni concrete.
I grandi temi globali che riguardano tutti indistintamente rischiano però di farci distogliere lo sguardo da problemi all'apparenza meno rilevanti e di livello locale che, se irrisolti e sommandosi nel tempo, possono però diventare causa di criticità sistemiche in grado di determinare situazioni di declino che una volta avviate sono difficilmente arginabili.
Nel nostro piccolo di lista civica, che si batte per cercare di risolvere i problemi reali dei cittadini, ribadiamo continuamente, fin dalla data dell'insediamento in Consiglio Comunale, la necessità di cambiare il paradigma con il quale la città viene da troppo tempo amministrata convinti che in una situazione così confusa a livello globale sia indispensabile attivarsi e dare il buon esempio almeno a livello locale. Quale sia questo livello: cittadino, territoriale, regionale non è importante definirlo ora, ma si deve trattare di un livello nel quale la politica e quindi la gestione della cosa pubblica sappia posizionarsi sul piano dei cittadini e non in un mondo parallelo inaccessibile ai più.
La nostra convinzione è che da qualche parte bisogna partire rompendo schemi ormai anacronistici e quindi perché non iniziare da Ivrea?
Negli ultimi tempi ad esempio sono balzate agli onori della cronaca alcune questioni riguardanti la manutenzione del patrimonio pubblico. Molto bene, anche se ci teniamo a rimarcare che gli stessi problemi ora evidenziati sono stati oggetto, molti mesi fa, di altrettante interpellanze o mozioni da noi portate in Consiglio Comunale e rimaste quasi sempre lettera morta seppur, nel caso delle mozioni, approvate all'unanimità.
Il tema delle manutenzioni e della cura della città ci sta molto a cuore e più volte l'abbiamo portato ufficialmente all'attenzione del Sindaco e della Giunta che però poi, oltre qualche vaga promessa e qualche dichiarazione di circostanza, non hanno fatto assolutamente nulla salvo, come dicevamo in precedenza, tamponare qualche falla quando la protesta dei cittadini si è alzata di tono.
Il metodo è sempre lo stesso: nascondere la polvere sotto il tappeto nella vana speranza che i problemi poi si risolvano da soli, ma ovviamente questo non può accadere. Servirebbe programmare, organizzare, reperire e impegnare risorse, avere un quadro d'insieme dello stato di fatto, un piano pluriennale di manutenzione, idee chiare, ma di tutto questo non c'è nulla.
E non stiamo polemizzando su questioni virtuali, ma su problemi concreti e irrisolti da noi segnalati da molto tempo: l'ascensore della passerella che di fatto non ha mai funzionato, la situazione di degrado dell'assito della stessa opera dopo soli due anni dall'apertura, l'abbandono a loro stessi degli impianti sportivi a partire dal campo di S. Giovanni per il quale giova ricordare sono stati spesi oltre 25.000 euro di progettazione (ora inutile) per costruire delle tribune i cui lavori sono stati addirittura appaltati e poi ... revocati e intanto la pista, gli spogliatoi, il campo da gioco versano in condizioni di manutenzione vergognose. I buchi su strade e marciapiedi soprattutto nei quartieri periferici, le lastre di pietra rotte in via IV martiri, le piste ciclabili fantasma.
La strategia è sempre la stessa: il muro di gomma. Si risponde evasivamente alle domande della minoranza e poi si lascia trascorrere un po' di tempo tanto le persone, prese dai mille problemi quotidiani, dimenticano. Qualcuno ricorda la vergognosa questione, da noi posta, della sicurezza nelle scuole e negli edifici e/o impianti pubblici, amianto compreso, ripresa dai media non tanto per il fatto in sé, anche se gravissimo, ma perchè causa di litigio all'interno del PD? Dopo un po' di clamore tutto si è sfumato e nulla è stato fatto e se mancano all'appello qualche vetro di sicurezza, qualche collaudo statico, qualche estintore, qualche certificazione degli impianti, qualche maniglione antipanico, qualche certificato di agibilità che sarà mai ... la provvidenza ci aiuterà. Per decenza è meglio tacere, poi, riguardo l'abbattimento delle barriere architettoniche per l'accesso agli edifici pubblici di cui nessuno parla anche se oltre ad essere un obbligo di legge dovrebbe essere anche un obbligo morale di chi amministra la città.
Qualche anno fa un ministro tedesco si dimise perchè aveva riconosciuto di aver copiato, molti anni primi, la sua tesi di laurea; cosa che con la sua attività pubblica c'entra ben poco. Eppure il gesto l'ha fatto. Da noi nemmeno di fronte a disastri, inefficienza diffusa, errori madornali, bugie varie, assenza di politiche pubbliche degne di tale nome, incapacità nel coinvolgere tutte le parti nelle scelte rilevanti, a qualcuno viene in mente di fare un passo indietro. Questa è l'Italia oggi. Noi continueremo a portare avanti la nostra battaglia per la trasparenza, l'onestà, la legalità, il bene comune e se qualcuno ci vorrà dare una mano sarà il benvenuto. Oggi più che mai serve l'aiuto di tutti.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 7 settembre

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