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Muri o Mulini a Vento?

Muri o Mulini a Vento?

Il mondo è in una fase socio-politica critica da decenni, l'Italia non va certo meglio. La speranza dell'uomo qualunque è che, almeno in ambito locale, le cose vadano meglio, ci sia più attenzione ai problemi "reali" dei cittadini. A sentire le promesse fatte in campagna elettorale si potrebbe effettivamente pensare che sia così, a forza di sentir parlare di: attenzione ai bisogni, riavvicinamento delle istituzioni ai cittadini, ritrovata capacità di ascolto, processi decisionali condivisi.
La dura realtà del post-voto ci dice esattamente il contrario, siamo al conservatorismo alla stato puro. Le vecchie abitudini non si perdono mai, neanche le peggiori.
Tutti chiedono cambiamento e tutti lo promettono ma poi di fatto nulla pare accadere. Nelle prime settimane della nuova amministrazione eporediese abbiamo cominciato, noi consiglieri, a toccare con mano quanto poco o nulla pesiamo all'interno della macchina decisionale, un po' come i parlamentari a livello nazionale: nulla.
La giunta è l'esatta fotocopia di quella che l'ha preceduta e le procedure e i modi di fare, a sentire quelli che hanno vissuto l'amministrazione precedente, sono rimasti pressoché identici. Le decisioni vengono prese in luoghi altri rispetto al Consiglio Comunale e a nessuno viene in mente di provare anche solo a chiedere cosa ne pensano quei consiglieri che i cittadini hanno votato per essere rappresentati. Gli strumenti ci sarebbero, non serve nemmeno inventarsi nulla: commissioni, consulte, ciò che manca è la volontà di dialogare, di trovare la "quadratura del cerchio" insieme.
A proposito di commissioni, qualche tempo fa il Sindaco, con enfasi, ha detto in Conferenza dei Capigruppo che la presidenza di una delle cinque commissioni permanenti veniva lasciata alla minoranza.
Accolta favorevolmente la proposta, i componenti della minoranza, nessuno dei quali ne ha fatto una questione di poltrone, si sono trovati, hanno valutato competenze ed esperienza ed hanno proposto ufficialmente e all'unanimità il mio nominativo per la presidenza della Commissione cultura, istruzione, sport e turismo. Peccato che qualcuno, senza dirlo, avesse già deciso che quella commissione non si toccava. Giusto per non smentire l'incapacità di dialogare con trasparenza e correttezza tipica di certi partiti, poco prima della votazione il capogruppo del PD ha detto che la nostra proposta non poteva essere accettata. Arrampicarsi su un vetro saponato sarebbe stato più facile che cercare di trovare una scusa con un minimo di motivazione per giustificare questo siluramento "ad personam". Ciò che più colpisce è l'incapacità di confrontarsi in campo aperto, discutendo sui temi, entrando nel merito dei contenuti. Sul tema specifico sarebbe bastato dire che la presidenza alla minoranza poteva venire concessa in tutte le commissioni ma non su quella della cultura se proprio stava così a cuore a qualcuno.
Ci sono problemi ben più importanti, certo, ma si tratta di segnali sufficientemente chiari per capire quale sarà l'atteggiamento della maggioranza in questa legislatura. Insieme ad altri segnali, come quello di tentare di far approvare in Consiglio la delibera di indirizzo per le nomine, senza il preventivo e obbligatorio passaggio in Commissione, la promessa di un assessorato alle forze di sinistra della coalizione rimangiata all'ultimo minuto, non sembrano il miglior viatico ma staremo a vedere.
Diceva un vecchio proverbio: "Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento". Lasciamo al lettore di capire chi erge muri e chi vorrebbe costruire mulini a vento.

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