Non c'è limite al peggio

Non c'è limite al peggio

Nelle ultime due settimane abbiamo portato all’attenzione dei lettori alcuni passaggi del Consiglio Comunale dell’11 aprile scorso sottolineando come l’assemblea elettiva cittadina stia scivolando sempre più verso un ruolo di mera testimonianza. Ogni volta ci diciamo che a tutto c’è un limite sperando che l’infimo livello istituzionale raggiunto sia diventato ormai insuperabile ed invece, alla luce dell’ultimo Consiglio Comunale, svoltosi la scorsa settimana il 29 aprile, non possiamo far altro che avvalorare l’antico detto popolare: “non c'è limite al peggio”.
Si dice che il buongiorno si vede dal mattino e infatti le sorti dell’ultima riunione del parlamentino eporediese si erano già palesate in Conferenza dei Capigruppo dove, su proposta del Capigruppo PD, si è deciso di spostarne l’orario di convocazione dalle 19 alle 18.
La sera del Consiglio alle 18 l’aula era deserta. Dopo qualche decina di minuti alcuni consiglieri sono arrivati, ma alle 18,45 il numero legale non si era ancora raggiunto e di certo, almeno di questo, non si può dare colpa alla minoranza perché se una maggioranza non è autosufficiente è meglio che provi a fare qualche ragionamento soprattutto quando viene convocato un Consiglio Comunale l’ultimo giorno utile per poter approvare il rendiconto 2015.
A proposito di scadenze è da settimane che ricordiamo al Sindaco e alla Giunta che nella stessa data, il 30 aprile, scadeva anche il Bilancio di previsione 2016, ma, senza nemmeno addurre uno straccio di giustificazione, il documento contabile non è stato ancora approvato e non si sa nemmeno quando ciò accadrà. Questo, come molti altri, è un segnale preoccupante di mancanza di rispetto nei confronti delle regole, del Consiglio Comunale, dei cittadini dei quali qualcuno si ricorda solo nei mesi precedenti le elezioni.
Tornando alla serata consiliare, solo dopo le 19, oltre un’ora dopo l’orario convenuto, sono arrivati alla spicciolata i consiglieri di maggioranza sufficienti a garantire l’apertura della seduta e questo comportamento la dice lunga sull’abbassamento del livello istituzionale di cui parlavamo prima.
Si è iniziato con una nostra mozione, presentata insieme al consigliere Tognoli, sull’edificio olivettiano La Serra, che ha intrapreso una preoccupante strada di abbandono e di degrado. Dopo una cronistoria delle ultime vicende si chiedeva a Sindaco e Giunta di attivarsi per far redigere un rilievo dello status quo e per mettere in atto iniziative finalizzate al recupero di questo importante edificio, progettato dagli architetti Cappai e Mainardis, entrato a far parte della storia dell’architettura contemporanea mondiale. Una richiesta doverosa e propositiva, non pretestuosa o strumentale, non polemica, che però non è stata votata dalla maggioranza la quale non ha perso l’occasione per dimostrare con quale presunzione viene governata la nostra città. Nel tempo abbiamo ormai ampiamente capito che a qualcuno non importano i temi trattati, i contenuti, i bisogni delle persone, ma solo la paternità della proposta; se non arriva dalla sede di partito non va bene a prescindere.
Su La Serra dobbiamo anche dire che questo edificio non è stato incredibilmente inserito tra quelli presenti nella candidatura Unesco. Eppure tale opera avrebbe potuto diventare il simbolo dell’intero Dossier di candidatura e: vuoi perché in parte di proprietà pubblica, vuoi perché edificio di assoluto valore estetico e simbolico, vuoi perchè facilmente adattabile a nuovi usi, vuoi perchè dotato di spazi, come il cinema-auditorium, dei quali la città ha un assoluto bisogno, avrebbe potuto venire trasformato in un punto di riferimento (informativo, divulgativo, culturale, aggregativo) dell’intera area Unesco. L’inserimento nella lista delle opere da salvaguardare avrebbe inoltre aperto interessanti possibilità per il reperimento dei fondi necessari alla sua ristrutturazione ed inoltre sono sempre disponibili oltre otto milioni di euro donati dalla benefattrice Sig.a Lucia Guelpa alla città di Ivrea per realizzare, guarda caso, opere durevoli per la cultura. Ma niente, tutto questo a chi ha speso, tramite la Fondazione Guelpa, oltre 420.000 euro per la sola redazione del Dossier di candidatura Unesco pare non interessare.
Subito dopo è stata presentata una “Variazione al bilancio 2015” già approvata dalla Giunta appellandosi all’art.191 del DLgs 267/2000 che recita: “Per i lavori di somma urgenza, cagionati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile ...”
I lavori interessati sono la sistemazione del pluriuso di Via Fietta, la rimozione dell’amianto dall’asilo Olivetti, dal Municipio e dall’edifico comunale di via Piave. L’ultimo intervento contemplato riguardava invece un contributo della Regione Piemonte per la biblioteca assegnato alla fine del 2015 che andrà rendicontato entro la fine di giugno pena la perdita dello stesso.
Vista la situazione di presunta emergenza i lavori del pluriuso di via Fietta sono stati già pure eseguiti tramite una affidamento diretto e senza gara alcuna alla società Manital idea: “(in qualità di mandataria del RTI costituito con Manital società per i servizi integrati – consorzio stabile) per l’affidamento dei “servizi di facility management per immobili in uso a qualsiasi titolo alle pubbliche amministrazioni adibiti prevalentemente ad uso ufficio”.
Visto che si tratta di una scuola o comunque di un pluriuso non ci pare che tale categoria rientri tra quelle che si possono definire come ufficio e pertanto abbiamo chiesto che venisse fatta una verifica sulla procedura effettuata. Va detto anche che, al di là della legittimità di quanto fatto, un affidamento diretto senza nemmeno la richiesta di tre preventivi è certamente anti-economico per l’ente e quindi per le tasche dei cittadini.
Riguardo l’urgenza e l’imprevedibilità degli altri interventi citati poi ci sarebbe molto da ridire trattandosi di situazioni ben note da tempo ed analoghe ad altre presenti in altri edifici/impianti comunali per le quali non è stata attivata alcuna procedura d’urgenza. Non si poteva per questi aspettare il nuovo bilancio peraltro, come già detto, scaduto il 30 aprile?
L’emergenza e l’imprevedibilità, che consentono la deroga ad alcune norme, non possono essere trattate con leggerezza.
L’ultima situazione rubricata come urgente, quella della biblioteca, riguarda un contributo del quale gli uffici sono venuti a conoscenza a fine 2015 e che deve essere rendicontato entro la fine di giugno. Dov’è l’urgenza?
Va anche detto che la documentazione allegata alla delibera di giunta, composta da due relazioni dirigenziali, non ha alcun protocollo e, per quel che riguarda quella del Sistema Bibliotecario, nemmeno la data. Strane abitudini.
Può anche darsi che sia tutto giusto così, ma se l’Amministrazione Pubblica può agire in questo modo confuso, contorto, in perenne stato di emergenza, non rispettando le scadenze, forse è giunto il momento di fermarsi e fare qualche serio e responsabile ragionamento.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 3 maggio 2016

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