Non vedo, non sento, non parlo

Non vedo, non sento, non parlo

Lunedi 11 aprile si è svolto l'ultimo Consiglio Comunale. Il precedente, del 25 gennaio scorso, risale a 76 giorni fa, intervallo che, per una città come Ivrea, è un bel lasso di tempo.
E' stato convocato per le 19 ed è finito, seppur contenendo rigidamente nei tempi interpellanze e mozioni, alle 2 e 50 della notte. Il vantaggio è che all'uscita non c'era traffico per le strade...
Il livello del dibattito politico e democratico, anche formale, dell’assemblea elettiva cittadina pare aver intrapreso una caduta che sembra inarrestabile e di certo non è un bel segnale per un sano quanto auspicabile dibattito pubblico incentrato sulla trasparenza e sui bisogni reali della città.
Molti sono i passaggi criticabili, ma per questioni di spazio ne riportiamo solo qualcuno invitando tutti i cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica partendo magari proprio dall’assistere a qualche Consiglio Comunale in modo da poter valutare in tutta autonomia il livello di chiarezza, veridicità, trasparenza nonché di proposta e di visione politica dei vari gruppi consiliari.
1) Si è partiti con una semplice "Comunicazione". Un passaggio tecnico che non comporta votazione e cioè la “Comunicazione del prelievo dal fondo di riserva” dovuto alle nuove regole di contabilità che lo rendono necessario per poter garantire lo svolgimento dei referendum. Nel Verbale di deliberazione si legge che: “è stato differito al 30 aprile 2016 il termine per la deliberazione dei bilanci di previsione degli Enti Locali per gli anni 2017/2018”.
Visto che siamo a metà aprile, e alla luce dei tempi tecnici obbligatori per la redazione del bilancio preventivo non ci sono più i tempi per poter approvare nei termini stabiliti dalla legge tale fondamentale documento economico-amministrativo, abbiamo chiesto a che punto fosse l’elaborazione del nostro bilancio. Risposta: silenzio generale. Ad oggi quindi, nella probabile attesa della giunta del solito italico rinvio, siamo fuori dai termini stabiliti dalla legge quindi passibili delle sanzioni del caso. E’ utile evidenziare, per chi non è esperto della materia, che lavorare senza un bilancio di previsione complica non di poco anche l’attività degli uffici e della macchina comunale nel suo complesso.
E’ vero che viviamo in un Paese che ha fatto della precarietà, al di là delle promesse quasi mai mantenute dell’attuale premier, il proprio modus operandi, ma non è scritto da nessuna parte che a livello locale ci si debba per forza adeguare a queste pessime abitudini. Anche perché fin dalla data delle elezioni ci siamo sentiti dire dall’assessore competente che il bilancio seguente sarebbe stato partecipato e condiviso ma soprattutto approvato all’inizio dell’anno. Come un mantra che si ripete nel tempo ci viene anche detto che la colpa è sempre di qualcun altro, a partire dallo Stato peraltro governato dallo stesso partito dell’attuale giunta. Peccato che in molti Comuni italiani il bilancio sia stato già approvato da tempo, ma al nostro esecutivo i comportamenti virtuosi sembrano non interessare.
2) Passiamo ad una questione sostanzialmente formale, ma che assume anche risvolti non irrilevanti di opportunità politica e di trasparenza nei confronti della cittadinanza. In ben due interpellanze, dopo aver già posto la questione in altri Consigli Comunali, abbiamo richiesto se sia legittimo che alcuni atti pubblici non vengano registrati accentuando in tal modo il carattere di “pubblico servizio” della registrazione. Risposte: nessuna.
Nell’accordo di collaborazione per la gestione del Museo Garda si legge all’art.10-Registrazione: “Il presente atto stipulato in forma di scrittura privata è soggetto a registrazione in caso d’uso, ai sensi del DPR 131/86” che tradotto in linguaggio comune vuol dire che non sarà registrato se non in caso di litigio tra le parti. Il sopra citato DPR 131 all’art.5 secondo comma, riguardo la registrazione in caso d’uso, sostiene che questa è possibile solo per: “Le scritture private non autenticate … se tutte le disposizioni in esse contenute sono relative ad operazioni soggette all’IVA” che non ci pare proprio essere il nostro caso. Nonostante ciò abbiamo ricordato in aula il tenore dell’art. 8 dello stesso DPR che recita: “chiunque vi abbia interesse può richiedere, in qualsiasi momento, pagando la relativa imposta, la registrazione di un atto”. Chi più della P.A. non dovrebbe utilizzare questa possibilità?
La registrazione, oltre che sancire la “data certa” di un atto, è una forma di pubblicità formale che garantisce la visibilità di un documento nel tempo. Come sia possibile che un atto pubblico possa utilizzare la forma della scrittura privata è un concetto che ci è difficile da comprendere, ma se anche ciò fosse possibile viene da chiedersi come mai la Pubblica Amministrazione, a prescindere, non proceda a registrare e a dare la massima pubblicità ad ogni atto o contratto deliberato.
3) Purtroppo lo spazio è poco e possiamo trattare un solo altro argomento a nostro modo di vedere piuttosto grave. Riguarda una interpellanza riguardo il Piano di Gestione della candidatura Unesco. Da mesi chiediamo copia del contratto (mai ricevuto nè registrato), sottoscritto dal Sindaco quando era Presidente della Fondazione Guelpa, con il quale veniva affidato, ad un soggetto privato e senza gara, l'incarico di coordinamento dell'intera candidatura Unesco ad oggi costato oltre 130.000 euro. Ci dicono che questo contratto comprendesse la redazione del Piano di Gestione che in tutta evidenza non è stato realizzato nei tempi richiesti ed è stato quindi affidato al Consorzio Insediamenti Produttivi che per Statuto fa tutt'altro e non ha al proprio interno competenze specifiche per poter redigere uno strumento di questo tipo. Questo scherzetto è costato alle casse pubbliche 59.999,60 euro. Alla nostra richiesta di chiarezza su questo punto abbiamo ricevuto risposte evasive che di certo non hanno fugato i nostri dubbi. Invece di spingere sull'accertamento della verità il capogruppo PD, coadiuvato dalla Presidente del Consiglio (renziani della prima ora che fino a qualche tempo fa, a parole, lottavano contro sprechi e situazioni poco chiare), ha bollato la nostra richiesta come strumentale. Prendiamo atto e andiamo avanti certi che prima o poi la verità verrà fuori e soprattutto sarà disposizione dei cittadini che potranno così esprimere una valutazione consapevole sull'operato di chi li amministra.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 19 aprile 2016

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