Passerella sì, Passerella no

Passerella sì, Passerella no

Passerella sì, passerella no. Tutti in città discutono sulla nuova opera inaugurata pochi giorni fa. "ViviamoIvrea" è fra i sostenitori del "Questa passerella non s'avea da fare?"
Assolutamente no. E' un'opera che ha i suoi aspetti di utilità ed è uno strumento per sviluppare la mobilità sostenibile, quindi non ha senso, secondo noi, contestarla in toto. Però...
Però?
Però ci sono però alcuni punti nell'iter decisionale, progettuale, burocratico e costruttivo che non ci paiono cristallini e su questi riteniamo auspicabile aprire un dibattito finalizzato a non ripetere quelli che noi riteniamo errori di carattere soprattutto "politico". Dibattito imperniato su tre fronti principali: quello della trasparenza dell'iter amministrativo, quello della mancata condivisione con la popolazione della necessità dell'opera e della fase progettuale e quello dell'impegno economico.
Economicamente, cosa contestate?
L'opera, nel suo complesso, ha un costo superiore a 3 milioni di euro che, ripartiti su 20mila abitanti, comportano un onere di 150 euro a persona (inclusi neonati e ultracentenari). Vista la situazione congiunturale, in un rapporto costi/benefici diventa difficile etichettarla come "priorità cittadina". E' pur vero che il Sindaco, il giorno dell'inaugurazione, ha parlato di "Un tesoretto accumulato nel corso degli anni", ma non dimentichiamo che sono gli stessi anni nei quali molti cittadini si sono lamentati per le carenze manutentive o la mancata realizzazione di piccole opere in grado di portare significativi benefici alla popolazione.
E riguardo l'iter procedurale?
Sosteniamo con vigore la necessità di trasparenza assoluta negli atti della Pubblica Amministrazione ed anche modalità più partecipative del processo decisionale. Il progetto di quest'opera, seppur rilevante, non è stato condiviso con la popolazione cosa che, se fosse accaduta, probabilmente avrebbe limitato quelle che oggi vengono vista come criticità. Si sarebbe anche potuto chiedere alla popolazione, magari tramite un referendum, come avrebbe preferito spendere 3 milioni di euro, su quali priorità.
Sembra che alla cittadinanza piaccia...
Inutile negarlo, e dal punto di vista estetico può piacere anche a noi, però la consideriamo un "lusso esagerato": in tempi nei quali è difficile mantenere i servizi pubblici essenziali, spendere grosse cifre su grandi opere (Movicentro, museo, passerella), senza dimenticare gli ingenti costi di manutenzione, rischia di diventare un fardello troppo pesante non solo per l'attuale amministrazione, ma anche per quelle che verranno. Come ha fatto notare ViviamoIvrea nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, nel dibattito sullo Stato di attuazione dei programmi, a fronte di una somma per investimenti, fino a settembre, pari a 5,4 milioni di euro, a causa del patto di stabilità e delle spese pregresse, quella effettivamente disponibile è di soli 200 mila euro, un valore risibile per una città come Ivrea.
Da punto di vista progettuale poi facciamo notare un paio di cose che riteniamo quanto meno curiose: sul lato verso l'area montefibre la passerella si intesta proprio di fianco ad una cascata di liquami maleodoranti (non si poteva evitare?) e poi abbiamo notato che le panchine lungo il percorso sono tutte orientate dalla stessa parte. Magari pensarne qualcuna contrapposta avrebbe agevolato un minimo di socializzazione in più.
Utile, ma faraonica, per sintetizzare?
Sicuramente sono state fatte scelte che paiono irrazionali: 6 metri di larghezza del ponte, per una pista ciclo/pedonale, forse sono eccessivi, vista l'incidenza sui costi; i pannelli fotovoltaici in mezzo alla Dora sanno più di esibizionismo che di sagace utilizzo di risorse rinnovabili; lo sbarco in piazza Freguglia, costituito da una scalinata anzichè da una rampa a norma, obbliga ciclisti, disabili e passeggini a prendere l'ascensore (che poi è un montacarichi), con tutte le conseguenze del caso. Il ponte attualmente unisce una ciclopista che non c'è con una che non funziona, quindi il suo razionale utilizzo sarà tutto in addivenire, ma non ci sono previsioni per queste opere complementari.
Tra le opere concluse e collaudate, invece, c'è la scalinata di raccordo con piazza Rondolino. Una scala priva di corrimano, nonostante precisi obblighi di legge in materia. Elemento costruttivo non irrilevante che riguarda peraltro le fasce deboli dei cittadini (anziani, bambini, disabili). Chi avrebbe dovuto occuparsi di fare queste verifiche?
Altre regole o vincoli non rispettati?
Tanto per iniziare, il Piano Particolareggiato dell'area ex Montefibre abbinava la costruzione del Bennet con la realizzazione del sottopasso ferroviario di via Verdi. ll Bennet è funzionante da anni ma, nonostante ciò, del sottopasso non c'è traccia, con pesanti ripercussioni sul traffico, e se ora nessuno dice nulla proviamo a immaginare cosa accadrà con l'insediamento del tribunale e del poliambulatorio.
Lo stesso piano abbina, invece, la passerella con l'edificazione di una zona verso il Liceo che, oggigiorno, è ancora un prato. In questo caso, in antitesi con le indicazioni di Piano il Comune si è preoccupato di realizzare prima la passerella, un buon servizio per chi potrà usarla come veicolo promozionale per vendere gli alloggi previsti sull'area. Peccato che l'Amministrazione non abbia contemplato un riequilibrio dei conti, peraltro previsto dallo stesso piano, che ha un articolo, espressamente imposto dalla Regione, in cui si specifica che i proprietari privati dell'area ex Montefibre, potranno essere chiamati a contribuire nella realizzazione delle opere di coerenza urbanistica (passerella, sottopasso di via Verdi, svincoli Terzo Ponte).
Contributo che c'è stato?
Assolutamente no. Ancora nella scorsa legislatura è stata approvata all'unanimità una mozione in cui si dava mandato agli uffici competenti per quantificare e richiedere tale contributo. A quanto pare tutto è caduto nel dimenticatoio. E non si parla di bruscolini: un contributo del 40% su 3 milioni di euro equivarrebbe a 1.200.000 euro, una bella sommetta che permetterebbe tanti piccoli investimenti indirizzati magari ai quartieri. E non è tutto...
Cos'altro c'è che non va?
Se si guarda con attenzione l'opera si noterà che la stessa è in realtà costituita da due ponti. Uno di 80 metri sulla Dora e l'altro di 30 su un canale ancora inesistente che costituirà il canale di restituzione di una centrale idroelettrica i cui lavori sono iniziati ufficialmente proprio in questi giorni. Capire perché la passerella sia stata posizionata proprio nel mezzo di un erigendo canale di iniziativa privata (Coutenza Canali Cavour) è veramente un mistero. Sarebbe bastato traslare la passerella di qualche decina metri verso valle o richiedere alla Coutenza di rettificare il canale un pò più a monte e i 30 metri di passerella pensile si sarebbero potuti evitare con un sensibile risparmio sul costo complessivo dell'opera (per dirla in soldoni, 30 metri in meno di passerella su un totale di 120 sono il 25 % in meno di spese......).
In sintesi? Che giudizio dà ViviamoIvrea a questa opera?
E' un'opera che può piacere: comoda, gradevole, esteticamente apprezzabile, suggestiva ... purtroppo, però, ci ricorda un po' il "Panem et circenses" di antica memoria: sarà un caso che la grande festa di inaugurazione sia stata organizzata proprio pochi giorni dopo la consegna dei bollettini Tares?

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