progetto per Ivrea

Perchè accontentarsi?

Perchè accontentarsi?

Ho sempre pensato che la politica vivesse di dinamiche molto complesse da gestire, che basta un niente e ti sfuggono di mano. Ho sempre anche pensato che noi qui ad Ivrea possiamo dirci piuttosto fortunati perché la politica è in mano a persone che, come tutti, si trovano a fronteggiare le difficoltà della crisi, magari devono sottostare a qualche diktat di partito, ma sono fondamentalmente persone oneste, appassionate al ruolo che ricoprono e interessate al bene comune.
Il mio impegno in Viviamo Ivrea e la conseguente partecipazione più attiva e diretta alla vita amministrativa della città mi ha costretto, tristemente, a ricredermi. Lo sconcerto è cresciuto con lo scoprire man mano quante persone godano di un immagine pubblica decisamente contrastante con il loro operato in Consiglio Comunale e, più ancora, con la quotidiana attività amministrativa connessa ai loro incarichi.
Non credo al valore della polemica, ma a quello dell'informazione sì. Se ad un puzzle mancano delle tessere, nessuno potrà mai dire di sapere fino in fondo cosa rappresenta. E noi, cittadini eporediesi, ci troviamo in larga misura in queste condizioni.
Ad esempio: qualche anno fa invitammo come Cantiere Articolo 3 (www.cart3.it) l'assessore Codato per spiegare cosa si proponeva di realizzare il Comune di Ivrea in termini di edilizia e consumo di suolo negli anni a venire. Si dimostrò molto disponibile, e in tale occasione spiegò che il supermercato che ora sta nascendo in corso Vercelli nella zona ex-Cernusco sarebbe stato l'ultimo consistente tributo pagato alla cementificazione poiché in quel caso si trattava di trovare una soluzione non onerosa atta alla riqualificazione dell'area. E' seguito un programma elettorale (maggio 2013) in cui si afferma di voler "perseguire uno sviluppo ad alto valore aggiunto e a basso impatto, un basso impatto sul consumo di suolo, sul consumo di energia, sull'ambiente". Non solo invece l'edificazione di capannoni e palazzine è proseguita a ritmo semmai più serrato, ma oggi per l'ennesima volta un gruppo di cittadini si è dovuto mobilitare per cercare di fermare o modificare i progetti comunali. Mi riferisco al comitato Bosco San Michele, in relazione all'ultimo fazzoletto di terra (al momento ancora a destinazione agricola) rimasto libero nella zona ma oggetto, nei piani preliminari, di prossima cementificazione. L'assessore Codato, sempre lei, aveva promesso a quei cittadini un tavolo di progettazione partecipata per quello che sarebbe dovuto diventare un parco. I cittadini sono ancora in attesa del tavolo, e intanto il parco si è trasformato prima in un incrocio di strade e parcheggi, inerbati: ah caspita! Poi su La Sentinella del 29/01/2014 Codato rassicura e promette di convocare l'incontro con i cittadini entro febbraio, imputando la responsabilità del ritardo all'Ufficio Tecnico, infine all'incontro indetto dal Comitato all'oratorio San Lorenzo sabato 1 febbraio compare Capirone a rassicurare tutti. Domanda: poiché nel frattempo i progetti sono già stati affissi all'albo pretorio del Comune di Ivrea e i termini per presentare osservazioni scadono ben prima della data proposta per l'incontro con i cittadini, riusciranno le promesse a trasformarsi in realtà? In allegato le osservazioni prodotte dal Comitato. Certamente a qualche soluzione che accontenti un po' tutti si arriverà, dimostrando che il Comune si fa in quattro per ascoltare i cittadini, mentre una analisi anche superficiale dei fatti non fa che rivelare l'esatto contrario.
E' un copione che si ripete inesorabilmente e non lascia più spazio a dubbi: che si tratti di superficialità, interessi personali o di partito, o incapacità non interessa. Non è tollerabile un simile comportamento da parte di chi promette di "essere sensibili e saper dare risposte alla domanda di partecipazione facendo convivere in maniera equilibrata, ma sostanziale, forme e modalità di democrazia rappresentativa". Citazione da...? Ci sarete già arrivati: dal programma PD di maggio 2013, denominato per il vero "Programma del Sindaco": sarà che il Sindaco non ha però avvisato gli assessori?
Ci sarebbero mille e più modi per coinvolgere la popolazione nei processi decisionali, con metodologie ormai ampiamente sperimentate che nulla tolgono al potere e alla responsabilità di chi governa. Basterebbe volerlo, anziché correre ogni volta ai ripari per salvare la faccia.
Può anche succedere che in Consiglio Comunale vengano approvate mozioni all'unanimità, senza che poi nessuno si preoccupi di dare un seguito all'oggetto delle stesse. E' successo recentemente in merito all'adesione al Manifesto dei Sindaci a contrasto del Gioco d'Azzardo (vedi il testo della mozione). Tutti pronti a farsi belli votando la lodevole iniziativa, ma poi? Nessuno si è neppure preoccupato di inviare l'adesione formale, per cui Ivrea non risulta ancora nell'elenco ufficiale. Immaginiamo se sono stati presi altri provvedimenti! Noi nel frattempo proseguiamo con la raccolta delle firme per la relativa proposta di legge di iniziativa popolare.
Meno recentemente (13 febbraio 2012) il Consiglio approvò la mozione che impegnava Sindaco e Giunta a predisporre un Piano di gestione, un Piano economico-finanziario e un piano di promozione del Museo Garda. Il museo è ormai stato inaugurato, ma il Piano di gestione non c'è nonostante una nuova mozione votata congiuntamente nei mesi scorsi (e qui pubblicata). Pare si parlerà nel prossimo Consiglio Comunale di un accordo fra Comune, ATL e Guelpa. Ciò significa che dopo circa 40 anni di chiusura, ora nessuno sa ancora ufficialmente chi terrà aperto e sorveglierà il museo, chi farà le pulizie, chi organizzerà gli eventi collegati e così via. O meglio, qualcuno sa, perché qualcuno lo sta facendo, ma grazie ad accordi che nulla hanno di pubblico e trasparente. Perché?
Ma qui si va ben oltre il problema del dire e non fare, entrando nel campo dell'etica e, forse, della stessa legalità. Come nascono e si sviluppano le linee progettuali di ciascun assessorato? Con quali criteri vengono affidati gli incarichi ed effettuate le nomine? Quali margini di partecipazione sono previsti per ciascun iter procedurale? Questa ed altre domande stentano a trovare risposta, ma ne parleremo nella prossima puntata.

Torna in alto

candi wall