Piano di Gestione della Candidatura UNESCO

Piano di Gestione della Candidatura UNESCO

Fondazione Guelpa
Piano di Gestione della candidatura Unesco

Una situazione imbarazzante
La querelle sulle modalità di gestione della Fondazione Guelpa ha vissuto, mercoledi 21 dicembre, un nuovo passaggio in Consiglio Comunale. I lettori ricorderanno che a causa di una precedente mozione sullo stesso tema, presentata il 10 ottobre scorso da Viviamo Ivrea con tutta la minoranza, il Sindaco, dopo essere andato sotto per l’ennesima volta, rassegnò le dimissioni per poi cambiare idea qualche giorno dopo.
La critica puntuale alla governance della Fondazione, che nel tempo ha assunto dei connotati farseschi, la stiamo esplicitando fin dal 2013, dai mesi successivi all’insediamento della nuova Amministrazione.
La nostra richiesta di trasparenza, trattandosi di un ente che gestisce oltre 10 milioni di euro di soldi pubblici, è sempre stata elusa sostenendo che si tratta di un ente di diritto privato e quindi non soggetto alle norme di pubblicità tipiche della Pubblica Amministrazione. A nulla, almeno fino a poco tempo fa, sono valse le nostre rimostranze riguardo il fatto che pur trattandosi di un ente di diritto privato la Fondazione, dovendo gestire soldi pubblici, dovrebbe adeguarsi alle stesse regole di trasparenza dell’ente controllante che nel caso specifico è la città di Ivrea quale destinataria del lascito milionario della benefattrice sig.a Lucia Guelpa.
Dalle nostre prime richieste di chiarimenti sono passati ormai molti mesi e finalmente il 27 ottobre scorso ci è pervenuta, anche se non completamente, la documentazione richiesta. Leggendo con attenzione tali atti abbiamo avuto la conferma che diversi dei dubbi che avevamo si sono rivelati fondati.

La mozione (qui il link al testo)
Uno dei punti critici che riteniamo di maggior rilevanza è quello sul quale è basata la mozione che abbiamo presentato e riguarda le modalità di affidamento del Piano di Gestione della candidatura Unesco. Va ricordato che di tale prestazione era già stato incaricato il coordinatore della candidatura tramite un contratto di 17 mesi, poi ampiamente sforati con relativo aggravio di costi.
Tra la documentazione ricevuta c’è anche un “parere pro veritate” del Prof. Cavallo Perin nel quale, a conferma di quanto da noi sostenuto da sempre, si legge che la Fondazione essendo un “organismo di diritto pubblico” è “sottoposta alla disciplina europea in materia di appalti”. Senza entrare in complicati tecnicismi diciamo solamente che tale disciplina prevede che: “per i lavori di importo superiore a 40.000 euro e fino a 200.000 l’affidamento mediante cottimo fiduciario (il nostro caso, ndr) deve avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici”.
Siccome nulla di tutto questo pare sia stato fatto dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione la nostra richiesta al Sindaco è di chiarire se tale affidamento sia stato effettuato secondo le normative vigenti. Il nostro è più che un dubbio se, come pare, anche uno dei componenti del c.d.a. di allora, il dott. Marco Liore, non approvò questa iniziativa.
La mozione è stata approvata dal Consiglio Comunale ed entro il 31 gennaio dovremo conoscere il responso dopo di che, se non ci saranno state risposte esaustive e definitive, non ci rimarrà che rivolgerci agli organi superiori di controllo.
Ciò che risulta difficile da comprendere è la pervicacia con la quale il Sindaco e la sua maggioranza continuino a minimizzare l'imbarazzante situazione visto che ormai alcune questioni sono state acclarate dalla documentazione fornitaci dalla Fondazione stessa. Nel frattempo, dopo aver approfondito il materiale pervenuto, abbiamo inviato, a fine anno, alla Fondazione un’ulteriore richiesta di informazioni riguardo alcuni passaggi che non ci paiono sufficientemente chiari. Per ora tutto tace, ma confidiamo nella buon volontà dell’ente interrogato.

Non è tutto qui
Lasciamo, in chiusura, un ulteriore spunto di riflessione. Il Piano di Gestione è stato affidato direttamente al Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese (C.I.P.C.) che è un ente partecipato della Città di Ivrea. Abbiamo detto più volte che questo ente non è strutturato e non ha le competenze interne per svolgere prestazioni di questo tipo tanto che ha dovuto affidarsi a consulenti esterni, cosa che avrebbe potuto fare direttamente il coordinatore, ma evidentemente non ha fatto. Nonostante questo l'incarico è stato conferito senza gara e senza nemmeno una comparazione con altri operatori del settore.
Va anche fatto notare come senza questo incarico il C.I.P.C. non sarebbe riuscito a chiudere in pareggio il proprio bilancio. Sono solo illazioni? Vedremo, intanto i numeri, incontrovertibili, dicono questo e poi staremo a vedere.

Chissà se mai si riuscirà a fare chiarezza? Ciò che si evince comunque da questa annosa vicenda è che la trasparenza dell’attività amministrativa sotto le rosse torri, con questa Amministrazione, è una chimera e di certo questo atteggiamento non va incontro agli interessi generali della città e dei cittadini. Alla faccia di chi in campagna elettorale prodigava trasparenza a piene mani.

per lista civica Viviamo Ivrea
francesco comotto

Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 18 gennaio 2017

 

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