Predicare bene e razzolare male

Predicare bene e razzolare male

La sottoscrizione della Carta di Pisa da parte del Consiglio Comunale di Ivrea sta diventando una farsa. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che questa Carta, elaborata dall'associazione Avviso Pubblico, contiene una serie di impegni, aggiuntivi o integrativi a quelli di legge, che i singoli amministratori pubblici o interi organi istituzionali, si assumono nell'espletamento della loro funzione pubblica. Si legge infatti nelle disposizioni preliminari: "I principi e le disposizioni del presente Codice etico costituiscono specificazioni degli obblighi generali di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che qualificano l'esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori".
Nel Consiglio Comunale del 25 novembre 2013 tre gruppi di minoranza (Viviamo Ivrea, M5S, Lista dei Cittadini –MPP) hanno chiesto a tutti i consiglieri, Sindaco compreso, in seguito all'impegno preso con Libera Ivrea in campagna elettorale, di sottoscrivere la Carta di Pisa. Giova ricordare che il Sindaco, nell'incontro pubblico organizzato da Libera sopra ricordato, disse di averla addirittura già sottoscritta e questo non corrisponde al vero. Nel Consiglio di cui sopra, con motivazioni piuttosto vaghe, la maggioranza fece quadrato chiedendo di rinviare la decisione per approfondire alcune questioni, a detta loro, poco chiare senza dire però, né allora né poi, di quali dubbi si trattasse. Eppure di tempo ce n'è stato in abbondanza. Dopo ripetute sollecitazioni, e solo grazie all'intervento di Libera Ivrea, è stato convocato in municipio uno dei redattori della Carta di Pisa il prof. Vannucci che il 13 febbraio 2014 ha tenuto due incontri: uno pomeridiano con i dipendenti ed uno serale con gli amministratori. In quella sede erano presenti due assessori ed una consigliera di maggioranza ai quali si è aggiunto un nutrito numero di attivisti di Viviamo Ivrea, lista civica che fa della legalità e della trasparenza due punti focali e imprescindibili.
Il prof. Vannucci, con un intervento appassionato, ha raccontato ai presenti come le piaghe dell'illegalità e della corruzione stiano aumentando sempre più e di come la Carta di Pisa sia nata per sensibilizzare ed impegnare gli amministratori pubblici sui temi dell'etica e della responsabilità civica. Nessuno dei presenti ha avuto nulla da dire riguardo eventuali modifiche e il professore ha anche detto che ogni eventuale modifica, se proprio necessaria, si sarebbe dovuta fare con parsimonia e comunque condivisa con Avviso Pubblico, con Libera e la cittadinanza perché, in caso contrario, non si sarebbe più trattato della Carta di Pisa ma di un succedaneo. D'altra parte basterebbe leggere il testo per vedere che all'art.22 c'è scritto: "La procedura di modifica o integrazione delle disposizioni del presente Codice, avviata su istanza degli amministratori o dei cittadini, deve essere aperta al dibattito e alla partecipazione pubblica. Le disposizioni del presente codice si adeguano ad eventuali modifiche legislative e regolamentari sopravvenute".
Veniamo all'ultimo atto, per ora, della farsa. Nei tempi dovuti, e quindi entro la data della Conferenza dei Capigruppo, i tre gruppi di minoranza, che già avevano proposto nel novembre 2013 la sottoscrizione della Carta etica, l'hanno riproposta tale e quale non essendoci state, nel frattempo, richieste di modifica. Né in Conferenza dei Capigruppo, né nei giorni seguenti è uscita qualche richiesta di variazioni da parte di alcuno; nessuna "istanza", come richiesto dal Codice, è stata manifestata.
Arriviamo alla sera del Consiglio del 19 marzo quando il Sindaco dice ai presenti che la Giunta ha aderito, autonomamente, alla Carta modificandola. Fin qui ci potrebbe anche stare, anche se per logica, visto che facciamo tutti parte della stessa Amministrazione, le modifiche si sarebbero potute condividere come espressamente richiesto dal Codice stesso e visto che la richiesta di sottoscrizione è partita dal Consiglio. Il fatto grave è che la Giunta ha tentato di far approvare ai consiglieri la Carta modificata senza averne discusso precedentemente le variazioni con nessuno e tanto meno con i consiglieri, almeno quelli di minoranza perché quelli di maggioranza pare fossero al corrente della trovata. Va specificato che la delibera di Giunta è stata pubblicata solo il giorno stesso del Consiglio e quindi i consiglieri non hanno potuto venirne a conoscenza in tempo prima della seduta consiliare. Che la trasparenza e la condivisione non siano il pezzo forte dell'attuale governo cittadino lo si sa e ne prendiamo tristemente atto per l'ennesima volta ma ciò che è insopportabile è che almeno su questioni attinenti l'etica e la morale si potrebbe evitare di dare vita a squallidi teatrini in chiara ed evidente contrapposizione ai principi della Carta etica stessa citati ad inizio articolo. Credevamo che, anche in base all'ondata di cambiamento promessa da Renzi a livello nazionale, certe abitudini da "stanze segrete" sarebbero nel tempo scomparse ed invece ad ogni nuova occasione ci dobbiamo ricredere. Ma è mai possibile che non si possa discutere dei temi di interesse comune pubblicamente, con la massima trasparenza smettendola di dare vita a certi giochini che di certo non giovano alla collettività che oggi si trova a dover affrontare ben altri problemi che le guerre intestine dei partiti? Non sarebbe meglio che la Giunta mettesse in atto gli impegni attribuitigli dal Consiglio Comunale tramite le mozioni invece di tentare di condizionare indebitamente i lavori del Consiglio Comunale? E i partiti/gruppi della coalizione di governo cosa dicono, condividono queste modalità di gestione del potere?
Spesso viene da chiedersi perché non si riesca a concentrarsi tutti insieme, discutendo anche animatamente ma con rispetto reciproco, sui temi che toccano la vita dei cittadini invece di perdere tempo dietro a posizionamenti, strategie nascoste, opacità delle decisioni, faide interne, personalismi, cavilli burocratici. Non ho risposte ma continuo a crederla una strada percorribile.

 Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 26 marzo 2014

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