Pulizie di primavera

Pulizie di primavera

Ritorna d'attualità la questione Guelpa

E' risaputo che mettere la polvere sotto i tappeti non risolve il problema della pulizia, ma questa evidente regola di buon senso pare non interessare il nostro Sindaco e la sua giunta. Di polvere accumulata sotto i tappeti del municipio ce n'è già molta ed invece di dare vita a salutari pulizie di primavera il nostro esecutivo insiste nell'accumulare problemi senza risolverne nemmeno uno. A forza di non gestire, o di farlo male, l'ordinario si continua a cercare di tamponare l'evento straordinario sia esso l'amianto nelle scuole e negli edifici pubblici, il fallimento del CIC, l'assenza di manutenzione nelle scuole e negli impianti sportivi, i marciapiedi e le strade colabrodo, la sostanziale inesistenza di piste ciclabili degne di tale nome. Va specificato che stiamo parlando di eventi che sono diventati straordinari a causa dell'inerzia amministrativa, ma che sono stati portati all'attenzione della giunta da molto tempo, soprattutto dall'attività di parte della minoranza consiliare.
Uno di questi temi, ormai diventato ricorrente perché mai affrontato seriamente e mai risolto, è la questione della funzione e della gestione della Fondazione Guelpa. Molti lettori sanno che tale fondazione è nata per la gestione di un poderoso lascito alla città (in cassa oggi ci sono oltre 8 milioni di euro) da utilizzare per investimenti in ambito culturale.
Non torniamo in questa sede sulle polemiche più volte emerse nei mesi scorsi inerenti soprattutto alla trasparenza ed alla fragilità dei rapporti tra la Fondazione e il Consiglio Comunale che essendo stato votato per rappresentare i cittadini ha il diritto e il dovere di controllare come vengono utilizzati i soldi pubblici. Ricordiamo che il Consiglio di Amministrazione (CdA) ed il Presidente vengono nominati dal Sindaco e che nello stesso organismo non ci sono rappresentanti dell'Amministrazione Comunale. Che la Fondazione possa godere di un certa autonomia gestionale può anche starci, ma di certo non può sostituirsi all'assessorato alla cultura come invece oggi accade. Dovrebbe essere scontato che le linee di indirizzo riguardo le politiche pubbliche, comprese quelle culturali, siano spettanza del Consiglio Comunale, ma ad Ivrea non funziona così.
Ecco che allora, a regolari intervalli di tempo, il CdA sforna decisioni quanto meno discutibili, l'ultima in ordine di tempo: un "presunto" affidamento al Consorzio Insediamenti Produttivi per la redazione di un fantomatico Piano di Gestione per la candidatura come sito Unesco di "Ivrea città industriale del XX secolo". Scriviamo "presunto" perché, pur avendole più volte richieste, non sono state rese pubbliche le delibere nelle quali poter almeno leggere costi, metodi di selezione, tempi e modi per l'esecuzione dell'incarico.
Questo nuovo incarico,effettuato come al solito senza bandi né gare, riapre, per l'ennesima volta, la necessità di un chiarimento sulle finalità e sui margini di manovra della Fondazione che dovendo gestire soldi pubblici sarebbe obbligata a comportarsi come un qualsiasi ente pubblico e quindi almeno pubblicando ogni atto deliberato e, in caso di affidamento di commesse, dando vita a procedure aperte e trasparenti.
Nel caso specifico sarebbe interessante capire, anche se qualche idea ovviamente ce l'abbiamo, perché si sia affidato questo incarico quando la Fondazione paga già un lauto compenso ad un coordinatore per la candidatura Unesco da oltre un anno. Incarico che peraltro pare, notizia appresa sempre da fonti informali, essere stato prorogato con un ulteriore aggravio di costi su una partita, quella della candidatura Unesco, sulla quale sarebbe il caso di fare un po' di chiarezza per capire quanti soldi si pensa di spendere, ma soprattutto in quale modo. Aver sentito infatti che il rutilante Convegno internazionale appena svoltosi, con un valore aggiunto per la collettività pari a zero, è costato qualcosa come 20.000 euro dovrebbe quantomeno far pensare, soprattutto in una fase economica molto critica dove anche i mille euro possono fare la differenza.
Per cercare di capire cos'è il Consorzio Insediamenti Produttivi troviamo sul relativo sito internet che la sua finalità statutaria è quella di "sviluppare opportunità di realizzazione di infrastrutture per attrarre imprese in Canavese" coordinando "le attività di realizzazione e di gestione delle aree industriali attrezzate". Come direbbe qualcuno: ma che c'azzecca con il lascito Guelpa?
Va segnalato che i dati pubblicati sono fermi al 2012 e che non si trova notizia sui compensi degli amministratori, ma spostandosi sul sito della città di Ivrea si trova qualcosina in più scoprendo che al passivo di circa 25.000 euro del 2012 si arriva a circa 362.000 euro sempre con segno negativo. Sempre sul sito comunale si apprende che, all'8 aprile 2014, a rappresentare il Comune all'interno del Consorzio ci sono Alberta Pasquero con la funzione di Presidente per un compenso lordo (dati 2013) di 18.972 euro oltre 972 euro per gettoni di presenza e il vicesindaco Capirone, quale consigliere, senza emolumenti ma con il solo diritto al gettone di presenza.
Abbiamo altresì appreso dai giornali che la Regione Piemonte, in ottemperanza ai dettami della L.190/14 che chiede agli enti locali di avviare un percorso di razionalizzazione delle proprie partecipazioni societarie in modo da ridurne il numero, ha deciso di cedere la sua quota del 14,95% mentre nel Piano di razionalizzazione portato in Consiglio Comunale il 31 marzo scorso tale consorzio non è stato nemmeno preso in considerazione.
Ci dobbiamo muovere in un ginepraio nel quale per mettere insieme dati che ci dovrebbero essere forniti, come consiglieri comunali, senza nemmeno doverli richiedere si perdono ore e ore di lavoro e crediamo sia arrivata l'ora della chiarezza. Tutta l'attività della Pubblica Amministrazione si deve svolgere alla luce del sole, ma questo potrà accadere solo quando la politica saprà rimettere il proprio impegno nell'esclusivo interesse del bene comune e dei bisogni della collettività finalità che oggi paiono non far parte del vocabolario politico dell'attuale maggioranza di governo.

Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 22 aprile 2015



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