Quando la trasparenza è uno slogan

Quando la trasparenza è uno slogan

E' finalmente iniziata la primavera, ma per l'amministrazione eporediese pare che il lungo inverno non trovi la fine. Eppure ci sarebbe bisogno di un cambio di stagione anche nelle stanze del potere. Una boccata di ossigeno in grado di rivitalizzare l'azione di un governo locale oggi agonizzante che invece di attuare un programma di politiche pubbliche degno di tale nome si trova continuamente a rincorrere emergenze e criticità peraltro facilmente prevedibili ed in alcuni casi persino pre-annunciate come la crisi CIC da noi evidenziata molto tempo fa, ma per la quale non si è fatto nulla fino ad arrivare al fallimento.
Un altro dei temi che rimbalzano da mesi sul muro di gomma dell'esecutivo è la questione della trasparenza della Pubblica Amministrazione, obbligatoria per legge, secondo la quale tutta una serie di dati, indicatori, bilanci dovrebbero essere disponibili e consultabili da tutti i cittadini. Ovviamente le stesse regole dovrebbero valere per tutto quel mondo di partecipate, enti controllati, fondazioni che ruotano intorno all'amministrazione gestendo, di fatto, soldi pubblici.
Fatte queste premesse dobbiamo tornare per l'ennesima volta sulla questione irrisolta della Fondazione Guelpa che ricordiamo dovrebbe gestire, secondo le volontà della Sig.a Lucia Guelpa, un ingente patrimonio investendo in opere durevoli riguardanti la cultura partendo dal museo e dalla biblioteca civica. Non sembra un mandato così difficile da interpretare fatto sta che, ripetutamente e senza condivisione alcuna, il Consiglio di Amministrazione dell'ente prende iniziative quanto meno discutibili, ma che certo non rientrano tra le volontà testamentarie della generosa eporediese.
Una delle ultime trovate è quella di un "presunto" incarico al Consorzio Insediamenti Produttivi per la redazione di un Piano di Gestione per la candidatura Unesco di "Ivrea città industriale del XX secolo" che costerebbe, ma lo diciamo con il condizionale non essendoci stata resa nota la delibera di affidamento, 60.000 euro che si andrebbero ad aggiungere alle altre centinaia di migliaia di euro già impegnati su questo capitolo di spesa sul quale sarebbe magari il caso di fare un po' di chiarezza. Il Sindaco parla apertamente da tempo di 500.000 euro mentre sull'ultimo bilancio preventivo della Fondazione per il 2015 si legge che la somma delle cifre impegnate negli anni arriverebbe a 370.000 euro. Leggiamo nella Relazione di accompagnamento al bilancio 2014 che "ai 120.000 euro stanziati nel 2013 se ne sarebbero aggiunti 80.000 nel 2014 ed altrettanti nel 2015" (per un totale di 280.000), ma poi ritroviamo nella relazione di accompagnamento del bilancio di quest'anno che "nell'esercizio in chiusura", che presumiamo essere il consuntivo 2014, ovviamente non pubblicato e non consultabile, si è determinato un costo di competenza pari a 230.000 euro. Ma non erano 80.000? I conti evidentemente non tornano.
Ma è mai possibile che quando si parla di soldi pubblici non possa avvenire tutto alla luce del sole in maniera chiara e semplice in modo che anche la casalinga di Voghera possa armarsi di calcolatrice e capire quanti denari vengono spesi e come?
Dopo le proteste dei mesi scorsi ci furono grandi promesse di trasparenza da parte del Presidente della Fondazione che ora si sono virtualmente materializzate su alcune testate locali con titoli altisonanti che suonavano più o meno così: "Fondazione Guelpa, scatta l'operazione trasparenza". Siamo ormai nel paese dell'"annuncite" e alla Fondazione non hanno voluto essere da meno. Più che un'operazione trasparenza si tratta infatti dell'ennesimo annuncio dell'accoglimento della richiesta formale pervenuta dal Consiglio comunale di poter avere copia delle delibere, ma nei fatti di tali documenti non si vede l'ombra. E' stato recapitato ai consiglieri comunali uno scarno "Rapporto sulle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione – gennaio-marzo 2015" nel quale si legge che le delibere verranno pubblicate sul sito internet che, guarda caso, ad oggi non è aggiornato.
Tornando al presunto incarico al Consorzio Insediamenti Produttivi sorgono spontanee alcune domande: per l'individuazione del soggetto affidatario è stata effettuata una gara, emesso un bando pubblico? Come è stato determinato il compenso di 60.000 euro; non erano sufficienti i fondi già impegnati in precedenza per la predisposizione del dossier di candidatura? Visto che il Piano di Gestione per la candidatura Unesco pare che sia un documento che è parte integrante della stessa nessuno ci aveva pensato prima? E' stato pagato profumatamente, quasi due anni fa, un consulente esterno quale coordinatore della candidatura, non avrebbe dovuto redigerlo lui questo piano?
A proposito di coordinatore corre voce, a noi consiglieri non è dato sapere, che l'oneroso incarico sia stato prorogato non si sa per quanto tempo e con quali motivazioni mentre si può presumere che sia stato quantificato economicamente confermando i 4000 euro mensili precedentemente stabiliti.
Chiudiamo sottolineando che il Consorzio Insediamenti Produttivi "opera per coordinare le attività di realizzazione e gestione delle aree industriali attrezzate" e ci chiediamo cosa c'entri con le volontà testamentaria della Sig.a Guelpa. Se si vuol cercare di capire qualcosa di più c'è solo da piangere. Sul sito del Consorzio i dati sulla governance sono fermi al 2013, non si trovano gli emolumenti degli amministratori e l'ultimo bilancio disponibile è il consuntivo del 2012 che chiude con una perdita di circa 25.000 euro. Tentiamo di capire qualcosa in più sul sito del Comune dove c'è anche il bilancio del 2013 dal quale apprendiamo che il passivo è diventato di 362.000 euro. Sul sito del Comune di trova ancora una tabella, aggiornata all'8 aprile 2014, nella quale vengono riportati gli "amministratori rappresentanti il Comune di Ivrea" e per quanto riguarda il Consorzio Insediamenti Produttivi vediamo che la Presidente di detto consorzio è Alberta Pasquero con un emolumento (dato 2013) di 18.972 euro oltre 972,00 euro per gettoni di presenza e poi ritroviamo l'onnipresente vicesindaco che percepisce però il solo gettone di presenza.
Tutto chiaro? Tutto lineare? A noi non sembra, ma si vede che alla maggioranza che appoggia l'attuale esecutivo va bene così e intanto nuove magagne sono già in arrivo dietro l'angolo.

Articolo pubblicato su "La Voce" di lunedì 20 aprile 2015



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