progetto per Ivrea

Rilanciamo Ivrea e l'Anfiteatro Morenico

Rilanciamo Ivrea e l'Anfiteatro Morenico

Ivrea è tornata ad essere la capitale della canoa con il Campionato mondiale slalom Junior e Under 23. Per quasi una settimana quella parte di città che gravita intorno allo Stadio della Canoa si è riempita di colori, suoni, bandiere, giovani e meno giovani provenienti da nazioni anche molto lontane. Si tratta dell’ennesima dimostrazione della capacità organizzativa del Canoa Club che negli anni ha acquisito un’esperienza e una competenza che hanno permesso alle federazioni internazionali di giudicare il campo di gara eporediese come uno dei migliori al mondo e l’ambiente che circonda l’evento sportivo accogliente e piacevole.
Centinaia sono stati i volontari che hanno contribuito al grande successo della manifestazione e migliaia di persone si sono riversate nell’area dello stadio per assistere alle gare, ma anche solo per fare due passi e due chiacchiere in un ambiente allegro e cosmopolita imperniato su una disciplina, la canoa, che esalta la natura, la bellezza e la potenza del fiume e gli sport outdoor.
Questo ha fatto sì che tutti le strutture di accoglienza nell’arco di un trentina di chilometri hanno registrato il tutto esaurito. Ivrea, da qualche tempo, è anche diventata centro federale e con qualche ritocco mirato lo Stadio sulla Dora potrebbe candidarsi per ospitare il Campionato mondiale senior massima espressione di questo sport e unica competizione, al netto delle Olimpiadi, che ancora non è arrivata in città.
Unica pecca, alla quale bisognerà cercare di rimediare già nelle prossime occasioni, è lo scarso coinvolgimento del resto della città a partire dagli esercizi commerciali con il clou della domenica quando, in occasione delle finali, era difficile trovare un bar aperto in centro.
E’ ovvio che di questo problema non si possono prendere carico gli organizzatori dell’evento tutti concentrati sull’aspetto sportivo, ma dovrebbe entrare in gioco l’Amministrazione comunale almeno con gli assessorati di riferimento.
Abbiamo sempre pensato ed evidenziato che quello della canoa e degli sport outdoor è un mondo che potrebbe aiutare a rilanciare Ivrea e il territorio circostante valorizzando l’ambiente naturale a partire dai tanti e bellissimi corsi d’acqua e i laghi presenti: dal lago di Candia al Chiusella, dai 5 laghi, e dall’area circostante, al lago di Viverone e molti altri. Per fare questo servirebbe però che la città di Ivrea ritrovasse l’autorevolezza perduta e si proponesse come capofila e traino di un percorso di aggregazione e di condivisione almeno con i Comuni dell’area omogenea dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
Il successo delle ultime competizioni e il livello di visibilità che Ivrea ha finalmente raggiunto sono carte che vanno giocate con parsimonia e attenzione, ma estrema convinzione ed entusiasmo pianificando eventi e attività a livello territoriale in grado di coprire temporalmente l’intero anno solare. Per fare questo servirebbe istituire quanto prima un Tavolo di Lavoro intercomunale coordinato dagli assessorati di riferimento capace di far discutere amministratori locali, enti, associazioni ed esperti di sport outdoor e di sviluppo turistico.
La canoa mondiale potrebbe diventare la punta di diamante intorno alla quale far crescere infinite attività, soprattutto outdoor, in grado di valorizzare e sviluppare forme di turismo slow, naturalistico, didattico, sportivo, geologico, eno-gastronomico. Si tratta solamente di mettere insieme e valorizzare tutta una serie di attività già esistenti, alcune di livello mondiale, finora rimaste fenomeni di nicchia. Un progetto di questo genere potrebbe generare un processo virtuoso in grado di risollevare, almeno in parte, le sorti di un territorio che dalla fine della Olivetti vive un periodo di crisi economica e di identità piuttosto marcate. Nuove professioni e nuove tipologie di attività maggiormente incentrate sui mondi, finora poco considerati, dello sport e del turismo potrebbero costituire uno sbocco lavorativo per tanti giovani che oggi devono invece cercare fortuna lontano da qui. Non sarà un caso che da qualche anno è stato istituito in un liceo cittadino un diploma ad indirizzo sportivo che pare avere un grosso richiamo verso i giovani e che potrebbe diventare un serbatoio di specialisti in grado di alimentare e garantire la riuscita di un progetto di ampio respiro come quello evocato.
Certo le opportunità lavorative e di sviluppo economico derivanti dallo sport e dal turismo non potranno da sole farci uscire definitivamente dalla crisi che ci attanaglia da tempo, ma questa non deve diventare una scusante per non fare nulla. Una caratteristica dei processi virtuosi, come potrebbe essere quello qui proposto, è quella di autoalimentarsi e di ampliare vedute e orizzonti e oggi c’è un gran bisogno di gettare il cuore al di là dell’ostacolo disegnando scenari futuri, ma soprattutto agire, fare qualcosa per uscire dalla mera lamentela che non porta da nessuna parte. Facciamolo almeno per le nuove generazioni.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 30 luglio 2018

Torna in alto

candi wall