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progetto per Ivrea

Sogno, o realtà possibile?

Sogno, o realtà possibile?

Sabato scorso al parco dello Stadio della Canoa, in occasione di una gara di orienteering, c’era una moltitudine colorata di persone accolte da una splendida giornata primaverile. Atleti, accompagnatori, famiglie con bambini, qualcuno leggeva un libro godendosi il primo sole della stagione. Poco più in là, nell’area della canoa e sul canale di gara perfettamente attrezzato, si muovevano allenatori, cronometristi, atleti essendo diventato l’Ivrea Canoa Club un Centro Federale Nazionale per questo spettacolare sport outdoor.
Con il rombo del fiume a fare da sottofondo e seduto ai tavolini del bar sotto un gazebo mi si è materializzato un sogno ad occhi aperti. Un sogno che vede Ivrea trasformarsi da città stanca, decadente, abulica, inquinata, nella quale i giovani non si fermano, con sempre più vetrine abbassate e attività commerciali e produttive che chiudono, in un’area urbana allargata e gioiosa in cui non è difficile vedere, e non solo nei weekend, bambini, turisti, ciclisti, giovani e anziani, persone che passeggiano, studenti, eventi culturali e sportivi che si susseguono in maniera organizzata in un’ottica di rete territoriale.
Subito dopo mi sono detto che un sogno rimane tale fino a quando una comunità non prova a renderlo realtà concreta e nel nostro caso, e lo dico con cognizione di causa, non si tratterebbe di una missione impossibile. Ciò che serve non sono grandi opere pubbliche, appoggi politici altolocati (non è più tempo), smisurate risorse, strapagati consulenti esterni, basterebbe una visione di città futura e un progetto per realizzarla.
Per rendere le parole atti concreti e realizzabili, e per fare un solo esempio tra i tanti possibili, torniamo da dove siamo partiti: dalla canoa.
Questa disciplina sportiva ad Ivrea ha fatto la storia con indimenticabili campioni che hanno gareggiato con grande successo a Olimpiadi, Campionati Mondiali, Coppe del Mondo e via discorrendo e oggi, grazie alla loro passione per questo sport e per questa città, siamo diventatati un punto di riferimento non solo internazionale, ma mondiale!
Tanto per fare un esempio del livello raggiunto ricordiamo che il 28 e il 29 aprile si svolgerà l’”ICF (Federazione Internazionale Canoa) Canoe Slalom Ranking e dal 7 al 22 luglio ci saranno i Mondiali Junior e Under 23. Il mondo, senza barriere di lingua, religione, etnia, confini nazionali, colore della pelle, sarà di nuovo tra di noi e sarebbe magari il caso che la Pubblica Amministrazione si interessasse a questi eventi un po’ di più di quanto non abbia fatto negli anni scorsi mettendo in campo un’accoglienza istituzionale quantomeno dignitosa. Si parla peraltro dell’arrivo di diecimila persone tra atleti, staff tecnici e medici, famiglie e amici al seguito, tifosi e curiosi: una grande opportunità per il territorio.
Si parlava di visione e di progettualità e abbiamo la grande fortuna di non partire dal nulla, da uno sterile deserto e quindi la nostra proposta, molto semplice quanto concreta, è di partire, valorizzandolo, da ciò che abbiamo. Con il grande vantaggio, grazie alla perfetta macchina organizzativa dell’associazione eporediese, di conoscere con largo anticipo le date degli eventi.
Se la visione contempla di puntare su “Ivrea città della canoa e degli sport outdoor” bisognerà investire con convinzione in quella direzione ad esempio contribuendo alla realizzazione (per ora interamente a carico, progetto e lavori, dell’associazione canoistica) del centro antidoping federale, con annessa palestra e salone, recuperando la fatiscente ex officina della Scuola professionale IPSIA situata a ridosso dell’area dello Stadio della canoa. Servirebbe immaginare un incremento della ricettività a partire dall’attuale Ostello, che conta solamente 5 stanze, se non ampliando quella struttura magari promuovendo il recupero, ai fini ricettivi, di qualche edificio in disuso ubicato nella zona tipo l’ex Albergo Diurno che avrebbe anche un grande impatto paesaggistico visto dalla balconata affacciata sul canale di gara.
Servirebbe coordinare e far conoscere tutte le manifestazioni e/o eventi organizzati in prossimità delle date delle gare almeno a livello di Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI) come sarebbe molto utile lavorare nelle scuole durante tutto il corso dell’anno avvicinando i nostri ragazzi a questa e altre discipline sportive portando testimonial dello sport, che fra l’altro a Ivrea non mancano nonostante una storica carenza di politiche pubbliche e impianti sportivi degni di tale nome.
Servirebbe che il Museo civico fosse aperto con orari nella norma e anche nei week end e che venissero organizzate visite guidate alla città per far conoscere la città romana, quella medievale, la città alta, civile e religiosa (in accordo con la Curia vescovile), le emergenze architettoniche, artistiche, paesaggistiche, geomorfologiche, il MAAM. Servirebbe una città viva con locali aperti anche nei weekend e fino a tardi.
Sarebbe auspicabile strutturare una rete di famiglie, in parte già esistente grazie a singole iniziative del volontariato, disponibili ad accogliere atleti e famiglie utile a far conoscere ai cittadini e ai ragazzi persone di altre nazionalità e cultura riportando quel respiro e quell’appeal internazionale che la nostra città ha già conosciuto.
Tutto questo è solo un minima parte delle cose che si potrebbero mettere in campo per rilanciare Ivrea e il suo splendido territorio perché in questo articolo ci siamo limitati a parlare dalla canoa, ma ci sono altre eccellenze, pur rimanendo solo in ambito sportivo, che non possono passare in secondo piano e che andrebbero solo messe insieme e fatte collaborare per condividere un grande progetto collettivo.
Per fare questo serve mettere in atto un atteggiamento molto semplice e concreto: parlarsi e collaborare invece di mettere i bastoni in mezzo alle ruote con troppa burocrazia, incapacità ad ascoltare, mancanza di volontà, scarsa visione, sufficienza. Serve però un ricambio ad una classe politica stanca e litigiosa che da troppo tempo governa senza soluzione di continuità e senza più entusiasmo. Si avvicinano le prossime elezioni amministrative e noi ci siamo più motivati che mai.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 17 aprile 2018

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