Tecnol@gicamente e la Cultura... che non c'è

Tecnol@gicamente e la Cultura... che non c'è

Post-Democrazia
Tecnol@gicamente e la Cultura ... che non c'è

L'attuale Amministrazione Comunale e la maggioranza che la sostiene non hanno mai dato, almeno in questo mandato, segnali di apertura verso le proposte della minoranza. Se finora abbiamo comunque sempre immaginato possibile un cambio di rotta, rimanendo propositivi, gli ultimi Consigli Comunali ci hanno chiaramente fatto capire che non c'è ormai più nessuna speranza.
Il partito unico della nazione, compreso quello locale, è ormai troppo impegnato sulle proprie beghe interne per cui fino al 2018 gli interessi generali della città e i vari dossier aperti, e mai chiusi, dovranno aspettare tempi migliori.
Il Consiglio Comunale di lunedi ha dato ampia dimostrazione di questo con una maggioranza che, al di là del merito delle questioni poste, ha votato compatta contro tutte le proposte della minoranza e a favore di proprie iniziative seppur viziate da criticità da noi evidenziate.
Certamente a inizio mandato tutto ci saremmo aspettati meno che un decadimento così marcato del dibattito democratico all’interno del parlamentino eporediese. Tutto viene deciso nella sede del partito e il Consiglio Comunale è stato trasformato in una triste comparsata, dove ognuno recita la propria parte, il cui finale però è già stato scritto da chi detiene il potere, in quella che molti osservatori non esitano a definire l’era della post-Democrazia.
Nel Consiglio del 13 febbraio sono state ad esempio affossate dalla maggioranza due mozioni assolutamente trasversali trattanti argomenti molto sentiti dalla cittadinanza ed è triste riscontrare come all’interno di quello schieramento proprio non si riesca a ragionare individualmente, almeno su determinati temi di interesse generale, andando oltre rigidi ordini di partito rimasugli di una gestione padronale del potere ormai sconfitta dalla storia e dall’attualità.
Come da prassi prima delle mozioni sono passate alcune interpellanze ed anche su quelle non si è certo assistito ad un esempio di limpidezza nell’azione di governo. Una di queste ad esempio era un’integrazione ad una precedente interpellanza sulla piattaforma elevatrice di Piazza del Rondolino che ricordiamo essere ora in fase di rifacimento, dopo tre anni di mancato funzionamento, al costo di 25.000 euro nonostante facesse parte dell’appalto milionario della passerella costata circa 3 milioni di euro. Alle nostre ulteriori richieste di chiarimento l’assessore di competenza ci ha laconicamente riferito di non avere, sostanzialmente, risposte da dare, ma, gettando la palla nel campo della burocrazia, che è nostra facoltà richiedere documentazione agli uffici.
Forse l’assessore dimentica che abbiamo già effettuato ripetuti accessi agli atti, protocollato alcune interrogazioni a risposta scritta e che alle fine dello scorso anno è stata approvata una nostra mozione che sanciva un passaggio in Conferenza dei Capigruppo, finora mai convocata, per cercare di fare chiarezza su tutta una serie di aspetti poco chiari da noi più volte segnalati. Ma a chi spetta, se non al Sindaco e alla sua Giunta, controllare che le procedure si svolgano secondo le regole soprattutto quando evidenti criticità vengono da tempo segnalate pubblicamente?
Veniamo alle mozioni da noi presentate. La prima conteneva già nel titolo il senso del suo contenuto: “Gestione trasparente ed equa dei contributi per le iniziative culturali”. Purtroppo fin da inizio mandato la cultura è stata tenuta in un angolino delegando a terzi quelle politiche culturali che dovrebbero essere un vanto per l’Amministrazione Comunale di una città come Ivrea. Nessuna iniziativa in campo culturale è stata messa in campo dall’esecutivo confidando nell’intraprendenza dei privati e demandando alla Fondazione Guelpa l’erogazione di fondi a pioggia per tali attività. Così facendo la discrezionalità, che nella Pubblica Amministrazione dovrebbe essere ridotta ai minimi termini, la fa invece da padrone. Non entriamo in questa sede in casi specifici, ma rimanendo sulla mozione evidenziamo che la stessa in sintesi richiedeva semplicemente:
- “di indire adeguate procedure trasparenti e di pubblica evidenza (bandi) per la gestione diretta di contributi per iniziative culturali;
- di fornire analogo indirizzo alla Fondazione Guelpa per il corretto e trasparente impiego delle risorse”.
Non certo richieste strumentali o partigiane, ma nonostante questo la mozione è stata affossata dalla maggioranza.
Seconda mozione: questione Tecnologic@mente. Il 14 giugno dello scorso anno i responsabili del Museo-Laboratorio hanno convocato una riunione urgente lanciando un grido d’allarme paventando la possibile chiusura a seguito della sopravvenuta indisponibilità dei locali fino ad allora utilizzati, di proprietà della Curia, per lo svolgimento della meritoria attività espositiva, divulgativa, formativa. Fin da quella data abbiamo richiesto che si facesse di tutto per salvare questa emergenza del territorio non limitandosi però ad interventi tampone, ma individuando in Tecnol@gicamente il primo nucleo di un più ampio e completo Museo della storia olivettiana. A seguito dell’incontro la minoranza ha poi presentato il 23 giugno 2016 un Ordine del Giorno, approvato all’unanimità, che impegnava Sindaco e Giunta ad attivarsi nel salvataggio di questa risorsa cittadina. Da allora non è accaduto, come purtroppo troppo spesso accade, nulla o quasi. E’ stata infatti comunicata dal Sindaco una vaga quanto improbabile ipotesi di allocazione all’interno di Palazzo Giusiana, ma nessun approfondimento è stato poi effettuato tanto che, proprio in questi giorni, abbiamo appreso dai giornali che Tecnol@gicamente potrebbe anche andarsene da Ivrea.
Abbiamo quindi riproposto noi il tema con una mozione allegata alla quale c’è una corposa quanto interessante relazione elaborata dal Consigliere Tognoli nella quale, oltre a fare uno spaccato realistico della situazione, sono state individuate molteplici concrete linee di azione anche in funzione del fantomatico Piano di gestione della candidatura Unesco. Senza entrare nel merito del documento, che si può leggere integralmente sul sito: www.viviamoivrea.it, ci limitiamo a citare, anche in questo caso, in maniera testuale le richieste della mozione stessa:
- “promuovere, favorire, mediare, sviluppare ogni passo necessario per determinare la sistemazione del Museo–Laboratorio Tecnol@gicamente […] secondo le linee puramente indicative riportate nel documento allegato
- costituire una Commissione di Consiglieri che offrano la loro disponibilità ad operare in tale direzione
- di dare comunicazione in un successivo Consiglio degli sviluppi dell’iniziativa”.
Anche in questo caso si tratta di richieste pretestuose o strumentali da parte nostra? Il risultato non è cambiato: mozione affossata dalla maggioranza con buona pace di tutti quei cittadini che su questi temi vorrebbero essere maggiormente informati e magari coinvolti attivamente.
Si rischia di perdere un altro pezzo di storia olivettiana e l'Amministrazione targata PD dov'è?

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 21 febbraio 2017

 

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