Tiriamo a campare

Tiriamo a campare

Amministrare per sopravvivere

Superato da qualche mese il giro di boa del mandato dell'attuale Amministrazione Comunale ogni occasione è buona per appurare di quanto l'interesse di questo esecutivo per i bisogni della città e dei cittadini sia ai minimi termini.
Fin dal giorno dell'insediamento, e con le nomine della giunta, è iniziata la guerra fredda, tutta interna al PD, tra il Sindaco della Pepa e la Presidente del Consiglio Comunale Ballurio. Niente di nuovo se confrontato con la conflittualità interna a livello nazionale dove anche lì le fazioni sono insanabilmente divise in pro o contro Renzi.
Sinceramente questo teatrino ci interessa ben poco se non fosse che a risentirne è l'inazione dell'intera Amministrazione che inevitabilmente si riflette, negativamente, sulla città. Sarebbe forse il caso che le beghe interne se le risolvessero all'interno del partito concentrandosi piuttosto, in Municipio, sull'elaborazione di politiche pubbliche (manutenzione, lavoro, servizi, istruzione, cultura, turismo, urbanistica, viabilità, giovani e anziani, ecc.) a medio e lungo termine, delle quali non si vede l'ombra nonostante i roboanti proclami lanciati in campagna elettorale.
Senza una visione di futuro e senza uno straccio di programmazione non si può far altro che navigare a vista limitandosi ad affrontare, o meglio tamponare, le emergenze, o le proteste, che ogni tanto si presentano.
Venendo al qui e ora facciamo l'esempio del bilancio preventivo 2016, questo sconosciuto. Un Dec.Min. del 1 marzo lo prorogava inderogabilmente al 30 aprile scorso. Ad oggi (7 maggio) i consiglieri non hanno nessuna notizia del documento contabile e non sanno nulla sui contenuti se non per alcune enfatiche esternazioni dell'esecutivo lette sui giornali che, ovviamente, senza avere a disposizione i numeri reali non sono verificabili. Per quanto abbiamo letto riguardo presunti risparmi per i cittadini di 250.000 euro ricordiamo solo che, se non derivano da tagli della spesa pubblica (e non pare sia così), si tratta solo dello spostamento di oneri fiscali da una categoria di cittadini ad un'altra. Ma alla fine paga sempre … Pantalone.
Giova ricordare che il bilancio è il documento programmatico essenziale che serve ad allocare le risorse disponibili sui vari capitoli di spesa con particolare attenzione, per quel che ci riguarda, per quegli investimenti che, nonostante i continui proclami, proprio non si riescono a vedere e che dovrebbero invece rappresentare le basi per la rinascita e il rilancio della città.
Ciò che è certo è che una città delle dimensioni e dell'importanza di Ivrea non ci fa una gran bella figura a non essere in grado di presentare un bilancio nei termini di legge oltre tutto avendo dovuto sorbire, i cittadini e i consiglieri, negli anni precedenti, la storiella del bilancio partecipato e della volontà dell'Assessore al Bilancio di chiudere entro il 31 dicembre! Forse ogni tanto, se poi non si è in grado i mantenere le promesse, sarebbe meglio volare un po' più basso.
Alla specifica domanda fatta in Consiglio Comunale sui rischi di questo ritardo il Segretario Generale ha risposto che dovranno comunicarlo entro il 30 aprile alla Prefettura la quale, dopo ulteriori 20 giorni di inadempienza, potrebbe procedere con i poteri sostitutivi e cioè il commissariamento del Comune. Fossi io il Sindaco qualche preoccupazione ce l'avrei, ma siamo in Italia per cui tutto ciò che è improrogabile nel privato può diventare prorogabile nel pubblico e una norma che è rigida per un cittadino comune non lo è per la Pubblica Amministrazione, che invece dovrebbe dare l'esempio. Oggi, nella Patria del diritto, funziona così.
Rimanendo in tema di bilanci, il 30 aprile scadeva anche il rendiconto 2015 e questo è stato approvato, senza i nostri voti, al foto-finish il 29 aprile, con tono auto celebrativo da parte dell'esecutivo che ha tentato di attribuirgli una incommensurabile valenza politica mentre si tratta di un mero documento contabile che registra quanto sia stato speso o incassato rispetto al bilancio preventivo dello scorso anno.
Nella stessa seduta del 29 aprile è stata però portata in approvazione anche una Variazione di bilancio, lo stesso giorno del consuntivo, che ci riporta a quanto dicevamo in apertura di articolo e cioè alla situazione di precarietà con la quale questa Amministrazione procede trattandosi ovviamente di un provvedimento in esercizio provvisorio non essendo ancora stati capaci di approvare il nuovo bilancio. Una variazione di questo tipo si basa, per ovvi motivi, sull'emergenza, tanto che nel testo della delibera si legge testuale che si tratta di lavori: «di somma urgenza, cagionati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile». Siccome si tratta sostanzialmente di interventi di rimozione amianto, per i quali chiediamo da mesi e mesi venga redatta una mappatura complessiva, ci viene difficile capire dove stia l'urgenza, ma soprattutto, visto che si parla solo di alcuni edifici/scuole, l'eventuale rimozione amianto negli altri (come dal bocciodromo di S.Bernardo tanto per fare un esempio) non è altrettanto urgente?
L'Italia si sa è il Paese delle emergenze in nome delle quali le regole vengono perennemente scavalcate, basti ricordare gli sprechi per i lavori del G8 alla Maddalena, per la finta ricostruzione della città dell'Aquila, per il Mose a Venezia e via discorrendo. Non è detto che però anche qui da noi si debba prendere questo modo di fare quale esempio.
Leggiamo infatti nella Relazione tecnica dell'Area Sviluppo Economico, allegata alla Delibera di Giunta, che i lavori per l'adeguamento del Pluriuso di Via Fietta, vista l'urgenza, venivano affidati, senza gara nè confronto di preventivi, alla: «società Manital idea spa (in qualità di mandataria del RTI costituito con Manital società per i servizi integrati – consorzio stabile) per l'affidamento dei “servizi di facility management per immobili in uso a qualsiasi titolo alle pubbliche amministrazioni adibiti prevalentemente ad uso ufficio”.
A parte la scarsa comprensibilità del passaggio sopra riportato non ci pare che i lavori in oggetto, effettuati per una scuola, rientrino tra quelli previsti dal servizio di facility management che parla di immobili “prevalentemente ad uso ufficio”. Durante la seduta consiliare ho fatto mettere a verbale la richiesta di chiarimento e verifica riguardo questo affidamento, staremo a vedere.
Andando oltre le questioni formali, anche se non vanno sminuite perché possono riguardare profili di illegittimità, ciò che ci preoccupa, dal punto di vista politico, è la più volte manifestata incapacità di programmazione di questa Amministrazione che, dopo tre anni di navigazione a vista, non pare troppo interessata a raddrizzare la rotta essendo troppo impegnata in lotte intestine di partito e riposizionamenti interni. Ad una città che ancora fatica a riprendersi dalla fine della Olivetti e che non vede spiragli di futuro possibili tutto questa litigiosità di basso cabotaggio non serve. Servono progetti, idee, programmi, innovazione. Per dirla con una metafora servono: cuore, muscoli e cervello.

Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 11 maggio 2016

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