progetto per Ivrea

Ubuntu

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Nell'accogliere l'invito espresso da Francesco Zaccagnini sull'ultimo numero di Varieventuali, sulla possibilità di aprire un tavolo di confronto con le forze di opposizione "non di destra", nel manifestare la nostra disponibilità, esprimiamo come associazione Viviamo Ivrea alcune riflessioni.
Non ci risulta che SEL e PRC siano attualmente ad Ivrea "forze di opposizione" ma alleati dell'attuale maggioranza uscita vincente dalle elezioni amministrative anche grazie all'appoggio esplicito del Vostro giornale. Ai due partiti della sinistra "ufficiale" abbiamo detto più volte di non comprendere il motivo dell'appoggio ad una coalizione che, sui temi che dovrebbero essere cari ad un'area progressista, non dava segnali di apertura ma che, soprattutto, non manifestava alcuna disponibilità a discutere sulla richiesta di discontinuità da noi posta come conditio sine qua non.
Quanto accaduto nel post-elezioni, riguardo la nomina della giunta e l'elezione del presidente del Consiglio Comunale, non fa altro che confermare che i nostri dubbi riguardo certa archeo-politica erano fondati.
Rivendichiamo oggi il coraggio della coerenza, di aver deciso di correre da soli e di aver ottenuto un risultato lusinghiero tenendo conto che la nostra è una forza politica scesa in campo due mesi prima delle elezioni con un simbolo ed un nome nuovi sconosciuti ai più.
L'associazione politico-culturale Viviamo Ivrea si è data come compito primario la ricerca di nuove modalità di fare politica, alternative alle consunte e inattuali dinamiche partitiche. E' un'associazione fatta di persone, disponibili a metterci la faccia, che hanno stretto un patto di rispetto e fiducia reciproca. L'associazione, aperta a tutti, ha dato vita ad un piattaforma politica che vorrebbe essere la base di un ragionamento ampio di aggregazione per tutte le cittadine e cittadini che sentono la necessità di modificare lo stato delle cose senza farsi ingannare dall'inconcludente teatrino offerto dagli attuali partiti.
Quanto sopra credo sia sufficientemente chiaro per ribadire che non solo siamo disponibili ad un confronto, ma lo auspichiamo, e nel recente passato abbiamo anche provato a proporlo. L'incombenza delle elezioni ha poi sfilacciato le relazioni intraprese. Ora che i giochi sono fatti i fili si possono riallacciare partendo però da basi nuove. Come risulta necessario cambiare le datate liturgie dei partiti serve anche cambiare il linguaggio e l'approccio della condivisione e della collaborazione nell'area progressista. Se vogliamo dare vita ad un percorso costituente vero, e in grado di poter competere con le attuali forze di maggioranza, ognuno dovrà spogliarsi delle proprie appartenenze, simboli, bandiere, personalismi, altrimenti si rischia di girare un film già visto troppe volte.

Ubuntu è una filosofia: è un espressione africana che indica "benevolenza verso il prossimo". E' una regola di vita spesso citata da Nelson Mandela basta sulla compassione e il rispetto dell'altro: "io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo". Bisogna sostenersi reciprocamente ed imparare a prendere coscienza non solo dei propri diritti ma anche dei propri doveri poiché l'ubuntu è una spinta verso l'umanità e un desiderio di pace.

La nostra proposta è di partire da qui: dall'ubuntu. Una presa di coscienza che ognuno di noi può esistere politicamente solo se è consapevole della necessità di stare insieme ad altri con i quali ovviamente serve condividere i valori fondamentali dell'uomo. Quali siano questi valori lo decideremo insieme in un processo "naturale" di selezione. Alcuni li abbiamo individuati nel nostro programma politico altri, certamente, sono presenti nei programmi di altri gruppi o movimenti. Nessuno deve limitarsi a difendere il proprio recinto ideologico altrimenti non c'è speranza.

L'elezione a Sindaco di Messina di Renato Accorinti è un segnale che qualcosa sta accadendo. Un uomo coerente, pacifista. Uno che ha sempre lottato per i diritti civili, per la salvaguardia dell'ambiente oggi si trova a governare un Comune dal quale l'hanno spesso cacciato proprio per le battaglie civili che portava avanti. E' per questo che ha pianto il giorno del suo insediamento. Se Davide ha sconfitto Golia a Messina perché questo non potrà accadere in altri luoghi d'Italia?

Viviamo Ivrea non è gelosa del suo Consigliere Comunale che mette volentieri a disposizione come sponda istituzionale in un processo di rinnovamento della politica cittadina. A noi non interessa fare analisi su chi ha vinto e su chi ha perso e su chi ha, o non ha, portato consiglieri nella nuova amministrazione. A noi interessa il futuro, guardare avanti con occhi nuovi. Ciò che p stato fatto è utile solo se serve a dare una speranza di futuro alle nuove generazioni altrimenti è una vittoria di Pirro. Il patrimonio elettorale, politico e intellettuale dell'associazione è un Bene Comune che volentieri mettiamo a disposizione di quelle persone, magari dotate di un po' di sana utopia, che sentono il bisogno di intraprendere un viaggio su una strada non segnata sulle mappe. Un viaggio certamente lungo e faticoso ma che potrebbe far scoprire a tutti i novelli pionieri nuove frontiere di civiltà, benessere collettivo e umana fraternità.

Pubblicato su: Varieventuali, anno XXVI, n. 13 del 3 luglio 2013

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