Un ascensore non accessibile è un atto di discriminazione

Un ascensore non accessibile è un atto di discriminazione

Almeno per le festività natalizie avremmo voluto essere più comprensivi, ma dopo l'ultimo Consiglio Comunale del 21 dicembre scorso troppa bontà sarebbe stata fuori luogo. Fin dall'insediamento della nuova Amministrazione ci siamo resi disponibili al dialogo chiedendo la massima trasparenza nella gestione amministrativa e un maggior livello di partecipazione nelle scelte riguardanti la collettività. Dopo una serie innumerevole di promesse e di aperture al dialogo, mai effettuate, abbiamo dovuto prendere atto che con l'attuale esecutivo – Sindaco e Giunta – e con la maggioranza che li sostiene non esistono margini di collaborazione e condivisione, salvo qualche sporadica presa di posizione di alcuni esponenti del PD portata avanti più che altro per regolamenti di conti all'interno del partito.
Eppure la città avrebbe un gran bisogno di una ventata di aria fresca e di qualche progetto capace di fermare il lento declino che da troppo tempo è calato sulla città delle rosse torri.
Nell'ultima seduta del parlamentino eporediese sono state discusse alcune nostre interpellanze e mozioni. Una di queste, riguardante la piattaforma elevatrice di accesso alla passerella sulla Dora Baltea, la possiamo definire paradigmatica nei confronti dell'attuale Amministrazione Comunale la quale neanche di fronte all'evidenza sa fare un passo indietro riconoscendo i propri errori o le proprie manchevolezze.
Parliamo della piattaforma elevatrice che avrebbe dovuto garantire l'accesso, alle persone con ridotta mobilità, alla passerella pedonale. Nel dicembre del 2013, esattamente 3 anni fa, presentammo un'interpellanza dal titolo: “Accessibilità passerella Dora Baltea”, nella quale scrivemmo: “Sono passati più di due mesi dall'inaugurazione della passerella, durante i quali si sarebbe potuto intervenire per sistemare eventuali manchevolezze […] dal punto di vista dell'accessibilità e della sicurezza” e chiedendo: “quale sarebbe stata la data di avvio della piattaforma” e se esistessero: “le omologazioni e le dichiarazioni di conformità alle norme di legge”.
Rispose l'assessore Codato, leggendo una lunga risposta scritta dagli uffici competenti, dicendo che: “la messa in funzione, a seguito della presa in carico dall'Ufficio manutenzioni […] dovrebbe avvenire a partire dal 2 gennaio” e aggiungendo: “La piattaforma è funzionante, tutte le opere realizzate con la passerella sono state certificate e collaudate prima della presa in consegna che è stata anticipata, ovvero il 10 ottobre 2013”.
E' curioso riscontrare ora, a distanza di anni, che un impianto certificato e collaudato non abbia mai funzionato ma tant'è. La piattaforma, o ascensore che dir si voglia, da allora non è mai stata utilizzabile e, come detto sopra, sono passati tre anni intercalati da nostri ripetuti solleciti verso l'Amministrazione compreso un ultimo grido di allarme, tramite una lettera sottoscritta con il consigliere Tognoli, con il quale segnalavamo la scadenza dei due anni post-collaudo amministrativo dopo i quali non ci si sarebbe più potuti rivalere su eventuali mancanze dell'impresa costruttrice. Nulla è stato fatto e non abbiamo avuto la soddisfazione nemmeno di una risposta, ma a questo comportamento ormai ci siamo dovuti abituare.
Nonostante ciò solo qualche settimana fa, e quindi dopo ben tre anni, la Giunta Comunale ha approvato una delibera con la quale, riconoscendo il non funzionamento della piattaforma elevatrice, ha autorizzato una spesa di 25.000 euro per i lavori di “automazione” della stessa (costo che equivale più o meno a realizzare un nuovo ascensore). Crediamo sia doveroso evidenziare che si tratta di soldi che verranno prelevati dalla tasche dei cittadini per sistemare magagne delle quali, come spesso accade in Italia, pare nessuno sia responsabile con l'aggravante di ciò che si legge in alcuni passaggi della delibera stessa che sa un po' di presa per i fondelli. Troviamo infatti scritto che: “la piattaforma venne realizzata conformemente a quanto previsto dalla proposta migliorativa dell'operatore economico risultato aggiudicatario dell'appalto”. Ma un'opera pubblica non sarebbe meglio fosse conforme alla normativa vigente?
E si prosegue con la considerazione: “dell'elevato utilizzo da parte degli utenti […] e quindi la necessità di garantire un più agevole diritto alla mobilità delle persone diversamente abili e a quelle anziane”. Bisognerà ricordare a qualcuno che oltre che un diritto la fruizione da parte di TUTTI degli spazi pubblici è un OBBLIGO DI LEGGE e che sarebbe forse il caso che la Pubblica Amministrazione desse il buon esempio.
Ma non finisce qui perché i nostri assessori pare si siano finalmente accorti che: “la piattaforma per le sue caratteristiche […] non risulta la più idonea a sostenere, in modo efficiente ed efficace, la notevole richiesta di utilizzo da parte di un'utenza diversificata”. Alla buonora!
Ricordiamo che stiamo dicendo queste cose da tre anni e che le nostre segnalazioni non sono mai state prese in considerazione. Questo, molto banalmente, vuol dire che i nuovi lavori di “automazione”, necessari a far funzionare l'elevatore, saranno a carico dei cittadini contribuenti oltre il disagio, non ripagabile se non moralmente, avuto in questi anni da chi non ha potuto usufruire di un'accessibilità che la legge dovrebbe garantirgli.
Nell'interpellanza discussa nel Consiglio del 21 dicembre abbiamo semplicemente ricordato quanto accaduto finora e richiesto degli elementi finalizzati a fare chiarezza una volta per tutte. Come spesso accade la risposta è stata la lettura, da parte dell'assessore,di una lunga relazione degli uffici che citava date, numeri, leggi, commi, articoli che ovviamente in quella sede non abbiamo potuto né verificare, né confutare. Abbiamo chiesto che venisse messa agli atti e ci riserveremo di leggerla con attenzione.
Ciò che si evince comunque da questa vicenda, molto simile a tante altre, è che i problemi aumentano e se ne risolvono sempre meno. Tanti nodi da noi evidenziati nel corso del mandato stanno venendo al pettine e non si potranno procrastinare all'infinito.
Per chiudere riportiamo uno stralcio delle norme europee UNI-EN 81-70 sui sistemi di sollevamento. Si tratta di norme tecniche che però i nostri politici dovrebbero preoccuparsi di leggere ogni tanto perchè … c'è sempre da imparare. Citiamo testuale: “In una società democratica pluralista un ascensore non accessibile è un atto di discriminazione che si pone in conflitto con i diritti civili dei suoi cittadini, specialmente negli edifici pubblici. La decisione su quale tipo di ascensore in relazione all'accessibilità non è solo commerciale ma anche politica”.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 27 dicembre 2016

 

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