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progetto per Ivrea

Venghino, siore e siori, venghino.

Venghino, siore e siori, venghino.

E’ curioso, diciamo così, notare come in Italia all’approssimarsi di una tornata elettorale, di qualunque livello essa sia, escano dalle nebbie dell’inconsistenza politica fantasiosi soggetti e promesse mirabolanti senza alcun radicamento con la realtà quotidiana. Quella, per intenderci, con la quale deve fare i conti l’esodato di turno, il disoccupato più o meno giovane, il pensionato al minimo che non riesce a pagare l’affitto, il pendolare che per raggiungere Torino deve passare ore su treni lumaca perennemente in ritardo, il ciclista che rischia la vita per attraversare la città, il pedone che si intossica grazie all’abnorme numero di giorni di sforamento dei PM10 (60 giorni nel 2017 contro il limite di 35 fissato dalla legge), il disabile che non riesce ad accedere ad alcuni uffici pubblici, il turista che arriva ad Ivrea per visitare il MAAM e scopre che nessuno sa di cosa si tratti.
Tutti problemi che chi vive in città, e in maniera ancora più pesante nei quartieri periferici, conosce bene e magari ha anche provato a segnalare agli uffici competenti. Vuoi che si tratti di una lampadina dell’illuminazione pubblica bruciata, di pericolose buche nelle strade, dei parcheggi selvaggi in certe aree della città compresa le centralissime piazza Ferruccio Nazionale e Ottinetti, dell’assenza di paline con gli orari dei trasporti pubblici, dell’ascensore pubblico bloccato, della manutenzione ordinaria di scuole e edifici pubblici, del decoro dell’area di pertinenza dell’edificio della Serra e via discorrendo.
Una realtà che, evidentemente, chi governa questa città da decenni non conosce altrimenti qualcosa in più del nulla attuale avrebbe fatto. La critica più ricorrente che raccogliamo giornalmente dai concittadini è che nemmeno a seguito della precisa segnalazione di un problema si viene ascoltati. Quante lettere al Sindaco e agli assessori sono state spedite senza ottenere nemmeno una risposta oppure con risposte evasive che spostano l’asticella della risoluzione del problema sempre un po’ più in alto quando non si dà vita ad un inaccettabile scaricabarile così che i politici danno la colpa ai dipendenti che danno la colpa ai politici che tirano in ballo i dirigenti i quali si lamentano degli enti superiori e con gli assessori che scaricano sui funzionari …
Come detto all’inizio siamo ormai nel pieno della campagna per le elezioni amministrative di fine maggio e nonostante ci siano state delle elezioni politiche a livello nazionale che hanno sancito la fine della seconda Repubblica, imperniata su partiti che non esistono più o comunque non sono più in grado di assolvere a quel compito di rappresentanza per il quale sono nati, sotto le rossi torri pare nulla sia successo. Le forze politiche tradizionali continuano a sfiancarsi in diatribe interne, guerre intestine, spartizione di posti, candidature catapultate dall’alto mentre dei grandi e piccoli problemi della città nessuno pare interessarsi. E invece noi proprio da lì vogliamo partire. In cinque anni vissuti sui banchi della minoranza, nelle commissioni consiliari, ma anche sul territorio abbiamo acquisito una conoscenza della città, dei suoi problemi e delle sue peculiarità che ci consente di essere molto speranzosi sul futuro, ma ad una condizione: che si ribaltino le modalità del fare politica.
Abbiamo passato cinque anni a fare proposte, a segnalare criticità e problemi, a lavorare all’interno delle istituzioni per il bene delle città ed in cambio abbiamo ricevuto solo rifiuti aprioristici anche solo a dialogare. Mentre i problemi da noi segnalati oltre a non venire risolti aumentavano, il partito di maggioranza è stato perennemente concentrato in lotte intestine che hanno portato addirittura alle dimissioni, poi magicamente rientrate, del Sindaco distogliendo l’attenzione dell’Amministrazione da una città sempre più immobile, ferma e senza futuro.
A chi ci chiede qual è il programma che presenteremo nella prossima campagna elettorale diciamo che si tratta di un lavoro che si è sviluppato durante tutto il corso del mandato e che non dà molto adito alla fantasia perché ci sono talmente tante istanze aperte, problemi irrisolti, inefficienze della macchina amministrativa che i primi anni di mandato serviranno solo a tamponare falle e raddrizzare la rotta.
Questo perché ci sono questioni che non si possono nascondere sotto un tappeto e servirà prendere tutte quelle decisioni che in questi anni non sono mai state prese andando pure a reperire le risorse che mai sono state cercate. Mentre qualcuno proporrà mari e monti, mai realizzati prima nonostante decenni di governo, si dovrà piuttosto decidere, possibilmente con dei processi partecipati e condivisi con le altre forze politiche presenti nel prossimo Consiglio, se intervenire prima sulla piscina, ormai fatiscente, o sul castello, se mettere mano agli impianti sportivi o alla biblioteca, se riqualificare e riutilizzare Palazzo Giusiana o realizzare delle piste ciclabili degne di tale nome. E tutto questo, che è solo una parte dei grandi temi aperti, dovrà tenere conto degli innumerevoli interventi di manutenzione straordinaria causati da anni di inesistente manutenzione ordinaria nonostante i considerevoli costi sostenuti.
Ed allora si dovrà intervenire sulla Sala Cupola, chiusa e abbandonata da anni ad un triste destino di degrado, mettere in sicurezza e a norma gli edifici e gli impianti pubblici (a partire dal dotare dell’obbligatorio Certificato di Prevenzioni Incendi la Biblioteca civica), dare vita ad un piano programmato di interventi di ripristino del manto stradale e dei marciapiedi, sistemare con una soluzione definitiva l’impalcato della passerella, che dopo soli quattro anni è già stato parzialmente sostituito, così come è successo con l’ascensore di Piazza Freguglia che di fatto non ha mai funzionato fino al suo rifacimento e il tutto a spese della collettività.
E’ abbastanza chiaro che l’eredità che l’attuale Amministrazione lascia a chi verrà sarà un fardello piuttosto pesante, ma nonostante questo invece di preoccuparsi di ricercare le cause del disastro e proporre soluzioni realistiche qualcuno preferisce concentrarsi sui soliti giochini propagandistici fatti di slogan, promesse irrealizzabili e candidati di grido, questi ultimi probabilmente all’oscuro di quanto sopra evidenziato, ovviamente finalizzati a distogliere l’attenzione dai problemi veri: “Venghino, siore e siori, venghino, bambini e militari metà prezzo. Giostre, caroselli, ruote, giochi a premio, montagne russe. Ce n’è per tutti i gusti, siore e siori”.

Articolo pubblicato su "La Voce" di martedì 20 marzo 2018

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