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progetto per Ivrea

La salute prima di tutto

La politica dovrebbe, a nostro modo di vedere, saper individuare, ascoltare, recepire, analizzare le problematiche che segnano la nostra quotidianità per poi affrontarle, soprattutto in alcuni casi, con determinazione e risolutezza. Servirebbe anche avere ben chiara in testa una scala di priorità perché se l’erba alta in un’aiuola può aspettare una settimana prima di venire tagliata un vetro rotto in una scuola andrebbe sostituito il prima possibile, soprattutto d’inverno. Chi si occupa di amministrazione pubblica sa quanto sia difficile individuare scale di priorità perché ci sarebbe bisogno di soddisfare molteplici necessità, parecchie delle quali diventate impellenti a causa della scarsa attenzione riservata loro in passato da una politica a dir poco disattenta. Attenzione e cura nei confronti della città sono due attività che ci stanno molto a cuore e che consideriamo imprescindibili in un progetto di rilancio di una città da troppo tempo in declino e apparentemente abbandonata a sé stessa.

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Prevenzione, questa sconosciuta

Non abbiamo ancora tirato un sospiro di sollievo grazie alle recenti piogge, dopo mesi di siccità, che già apprendiamo dalla televisione dei rischi di alluvioni e smottamenti. Siamo passati dal fuoco che ha devastato, come da tempo non accadeva, migliaia di ettari solo in Piemonte, all’acqua, perché ormai ogni volta che si prevedono due gocce in più del solito tutto il sistema va in fibrillazione e si alzano immediatamente i livelli di allerta giusto per scaricare un po’ di responsabilità. Purtroppo troppo allarme spesso corrisponde a nessun allarme perché non si sa mai quale sia quello reale così che quando capita un evento catastrofico novanta su cento siamo impreparati ad affrontarlo. Nel caso degli incendi in Piemonte non c’erano nemmeno disponibili i Canadair necessari tanto che ce ne hanno dovuti gentilmente prestare due gli amici croati perché chi ci governa invece di investire in sicurezza e salvaguardia del territorio e delle popolazioni acquista aerei da guerra come i costosissimi F35 (140 mln di euro l’uno).

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