Una scommessa da vincere

Una scommessa da vincere

Una cinquantina le persone presenti, nella sala arancione dello ZAC. Piero Magri avvia la serata presentando la Scuola delle Buone Pratiche, di cui è ideatore ed animatore. Realtà nata per creare uno spazio ed un tempo di incontro per amministratori interessati a cambiare le "regole" del gioco. Il tema del gioco d'azzardo è arrivato dopo varie altre iniziative, ultima quella sulla legalità nelle amministrazioni (www.scuoladellebuonepratiche.it).
I numeri ed i fatti legati al gioco d'azzardo hanno del paradossale. I grandi marchi, come Sisal e Lottomatica, costituiscono il terzo polo economico dopo FIAT ed ENI. Il fatturato annuo, nel 2012, ammontava a 79 miliardi di euro e ora ha superato i 100! ma la tassazione di tali introiti è minima, e garantisce allo stato un gettito di soli 7 miliardi, destinati in gran parte alla cura delle patologie correlate. Basti pensare che il gioco online, cresciuto in maniera incontrollabile negli ultimi anni, è soggetto ad una tassazione dell'1%. Indagando un po' in rete si scoprono poi dati interessanti, come il finanziamento della campagna elettorale di parecchi parlamentari eletti, per cui si capisce come sia difficile far votare norme restrittive in materia. Oppure il caso di una agenzia di gioco inglese che ha operato per dieci anni in Italia senza autorizzazione. Una volta scoperta, ha ottenuto l'autorizzazione senza dover pagare multe, a patto di iniziare a versare le tasse. Ma l'agenzia ha sede legale a Malta...
C'è poi la questione delle sponsorizzazioni etiche: nel solo 2013, 13 milioni di euro sono stati destinati a fondazioni ed associazioni come Telethon, Save The Children, Emergency, Comunione e Liberazione. E' evidente il ritorno di immagine di simili finanziamenti, provenienti da un mondo che "gioca" sulla salute e sulla disperazione di tante persone e attorno a cui ruotano le più grandi organizzazioni malavitose internazionali. Usura e riciclaggio sono i fenomeni più frequentemente riscontrati nei luoghi dove il gioco d'azzardo prolifera.
Triste sentire affermare da Magri che "dopo aver stilato con alcuni sindaci il Manifesto dei sindaci contro il gioco d'azzardo, si è passati alla stesura della proposta di legge, seguita dalla raccolta firme per la presentazione, il 9 aprile 2014, alla presidente della Camera Boldrini. Ora però la proposta è ferma alla Commissione Finanza e... lì resterà. Non più tardi di due settimane fa infatti è stata bocciata una proposta di legge analoga poiché il sottosegretario all'economia ha affermato che, se si riduce il gioco d'azzardo, allo stato vengono a mancare introiti fondamentali per il suo bilancio". Ma non per questo le attività di sensibilizzazione si sono fermate, ed anzi, trovano sempre più ampi consensi a livello locale, in quelle amministrazioni sensibili al tema e determinate ad agire concretamente.
Il prof. Carlo Zarmati, oltre a ribadire i dati allarmanti relativi al fenomeno, ha puntualizzato che dal punto di vista sanitario il problema è estremamente complesso, perché non esiste "il farmaco" che guarisce, ed inoltre attorno ad ogni persona dipendente ce ne sono in genere almeno altre tre o quattro coinvolte. Poiché le statistiche parlano di circa 800.000 affetti, si calcola siano oltre due milioni gli italiani coinvolti. A complicare ulteriormente le cose sta il fatto che il gioco d'azzardo è un'attività legale, e ciò mina pesantemente la consapevolezza delle persone circa i rischi che corrono.
L'ASL TO4 si è rivolta ai comuni del territorio per istituire un Tavolo che permettesse di agire ad un livello istituzionale. E' così nata la proposta di legge regionale sostenuta anche dal Comune di Ivrea, che sta seguendo il suo iter ma che nel frattempo è stata recepita in parte già da una serie di comuni, con provvedimenti mirati.
Ad Erna Restivo, consigliere comunale di maggioranza, è stato chiesto se da parte dell'amministrazione c'è un reale interesse a concretizzare qualche intervento. Pur dicendosi a volte sconfortata dall'enormità del problema, la Restivo ha affermato che i lavori della Commissione procedono, anche dopo la stesura della proposta di legge regionale, mentre a livello più locale si sta iniziando a lavorare ad un regolamento ispirato a quello promulgato dal Comune di Rivoli, e alla mappatura delle slot presenti negli esercizi commerciali della città. In effetti altri comuni, dopo quello di Verbania, si sono mossi con provvedimenti ad hoc che spesso hanno tolto il sonno ai loro amministratori a causa delle possibili ripercussioni legali scatenate dalle potenti lobbies del gioco d'azzardo, mentre ad Ivrea ancora nulla per il momento si è visto. Ma non è questa una nota polemica, anzi un incentivo a fare di più e meglio in futuro, a conclusione di una serata che direi riuscita per la competenza dei relatori, la partecipazione delle persone ed il clima conviviale ormai tradizione degli incontri di CondiVi(d)iamoIvrea.

 Articolo pubblicato su "Varieventuali" di mercoledì 15 ottobre 2014



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