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Carta di Pisa, ecco come sono andate le cose

In altra news abbiamo già dato notizia della mancata adesione alla Carta di Pisa (codice etico per gli amministratori) da parte del Comune di Ivrea. Può essere interessante capire anche come si sono svolte le cose in Consiglio Comunale. Ecco perciò una breve cronaca sulla base del racconto di Francesco Comotto e dei rappresentanti di Viviamo Ivrea presenti in sala.

Precedentemente alla proposta di delibera sulla Carta di Pisa era all'Ordine del Giorno la votazione sulle "Indicazioni per la nomina dei rappresentanti comunali presso enti, aziende ed istituzioni". In tale contesto Comotto ha proposto di aggiungere tra le cause di incompatibilità ed esclusione, dopo la quinta, una sesta causa, ripresa in parte dal codice etico "Carta di Pisa" dal seguente tenore:

6) non avere rapporti di coniugio, parentela e affinità entro il quarto grado, ovvero di convivenza o di frequentazione assimilabili, di fatto, ai rapporti di coniugio, parentela o affinità, con il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali.

Inizialmente è stato chiesto di togliere la parte in rosso e Comotto, come proponente l'emendamento, ha accettato. Poi, dopo un breve conciliabolo, il capogruppo del PD ha sostenuto, a nome della maggioranza, che questo emendamento non era passato in commissione rimarcando il fatto che se avesse chiesto di portarlo in commissione avrebbe fatto saltare anche la votazione sull'intero testo. I consiglieri di maggioranza hanno fatto pesare il fatto che si tirasse fuori all'ultimo un emendamento (cosa assolutamente fattibile e prevista dal regolamento del Consiglio Comunale) su un testo già condiviso in commissione. Abbiamo fatto notare che si trattava di un'aggiunta e non di una modifica o dell'eliminazione di qualcosa e che, comunque, la decisione nel merito veniva rimessa al giudizio dei consiglieri. Comotto ha anche chiesto se fosse possibile concentrarsi sui contenuti nell'interesse dei cittadini lasciando perdere le schermaglie formali, trattandosi di argomenti attinenti l'etica della pubblica amministrazione. Il risultato è stato che se l'emendamento si voleva votare doveva andare prima in commissione procrastinando l'approvazione dell'intero documento per fare poi pesare la responsabilità di questo slittamento su Viviamo Ivrea. Convinti del fatto che, subito dopo, sarebbe stata approvata la Carta di Pisa si è deciso di lasciar perdere.

Ma la maggioranza sapeva ovviamente che, una volta approvata la Carta di Pisa, questa regola, se pur non scritta nella delibera "sulle linee guida sulle nomine" si sarebbe comunque potuta evocare ed allora è scattato l'affossamento, anche se temporaneo, della carta etica (vedi articolo). Come si può vedere dalla Proposta di delibera si tratta di un testo redatto a livello nazionale dall'associazione Avviso Pubblico della quale la Città di Ivrea fa parte. Lo stesso testo è stato approvato da svariati Comuni italiani così com'era. Che gli estensori del testo nazionale non siano all'altezza degli amministratori eporediesi?

Da notare che, oltre al nuovo passaggio in commissione della nostra Proposta di Delibera, è stato richiesto l'intervento di qualcuno degli estensori del documento, ovvero presumibilmente un rappresentante di Avviso Pubblico, l'ente promotore. Chi sarà ad invitarlo? entro quali tempi? Non è che un semplice rinvio in commissione del provvedimento avrebbe ritardato per troppo poco tempo la questione?

Clicca qui per il testo della nostra Proposta di Delibera

Clicca invece qui per leggere il testo della Carta di Pisa

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