CARTA di PISA: ora non resta che applicarla

La Carta di Pisa, il codice etico per gli amministratori predisposto dall'associazione Avviso Pubblico, è stata finalmente adottata dal Consiglio Comunale, nella seduta del 31 marzo 2015. Anche se con l'astensione del Sindaco, ed il voto contrario di Pierre Blasotta. Il primo ha di fatto sostenuto l'inapplicabilità sostanziale di tale documento, votato nella sua versione originale anziché quella emendata in più punti dai consiglieri di maggioranza. E ciò è quanto meno curioso, per chi in campagna elettorale affermò, di fronte agli attivisti di Libera, di averlo addirittura già firmato! Mentre pochi mesi dopo, in seguito ad una mozione della minoranza che ne chiedeva sul serio l'adesione, deliberò di procrastinare la sottoscrizione per poterne approfondire i contenuti con uno dei suoi estensori. Per interesse dell'Associazione Libera Ivrea, l'approfondimento venne organizzato, e si giunse così a marzo 2014 quando la Giunta Comunale approvò con la Delibera n. 37 una versione modificata del testo portandolo al Consiglio Comunale della settimana successiva senza che i Consiglieri comunali ne avessero potuto conoscere i contenuti. La delibera di Giunta è stata infatti pubblicata lo stesso giorno del Consiglio Comunale. Altre vicende si sono succedute sino all'ultimo Consiglio Comunale, quando finalmente si è riusciti a discutere la mozione, presentata a dicembre dai consiglieri Comotto e Tognoli, di impegno alla sottoscrizione del documento estendendone gli effetti a tutte le persone che rivestono o rivestiranno incarichi pubblici per la Città di Ivrea comprese quelle nominate all'interno di commissioni, fondazioni, enti partecipati o pubblici in genere anche se non elette. Dopo un acceso dibattito scatenato dagli ulteriori emendamenti presentati dalla maggioranza, si è ritornati a votare il testo originale della Carta, e di qui l'astensione di Carlo Della Pepa. Pierre Blasotta ha invece motivato il suo voto contrario affermando che un testo così nobile non è credibile per una Città come Ivrea, e che lui lo avrebbe firmato solo a titolo personale.
Conclusione: in un modo o nell'altro, alla Carta di Pisa ci si è arrivati. La fatica e il tempo dedicato lasciano intendere quanto impervia sarà ora la strada per la messa in atto dei contenuti sottoscritti, ma ciò fa parte dell'impegno quotidiano di chi vuol attivamente contribuire a cambiare le regole del gioco.
Per chi volesse approfondire, il testo votato si trova al link: http://goo.gl/CnlkQ7
Invece sul sito di Avviso Pubblico si trova la nuova versione, denominata Carta di Avviso Pubblico.

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