Viviamo Ivrea Newsletter

se non visualizzi correttamente il contenuto di questa mail, view it online
 
Comunicazione

Documento senza titolo

In cammino verso la città nuova



Con questo articolo si chiude un viaggio lungo cinque anni durante i quali, grazie allo spazio settimanale gentilmente concesso a tutte le forze di minoranza dal direttore de La Voce, che ringraziamo, abbiamo potuto far sentire ai cittadini eporediesi, con oltre 200 articoli, le parole di chi solitamente non ha grandi spazi per poter manifestare il proprio pensiero e a volte il proprio dissenso. Viviamo in un’epoca che qualcuno ha definito della post verità perché chi detiene il potere, anche ai livelli più bassi, riesce, grazie a un’informazione di parte, spesso non veritiera, a far passare per azioni concrete semplici enunciazioni di principio, in altri termini a distorcere la realtà dando la percezione di vivere in un’isola felice. Il problema è che nell’attuale società ipertecnologica e digitale tutto ciò che accade si dimentica molto in fretta per cui delle bufale di un sindaco o di un assessore dopo qualche settimana nessuno si ricorda più.


Documento senza titolo

Il nulla alle nostre spalle, il vuoto dietro di noi



Così recitava una poesia dell’immenso Eugenio Montale dalla quale abbiamo preso in prestito, mettendolo al plurale, il passaggio contenuto nel titolo di questo articolo per sintetizzare la “Relazione di fine mandato” del Sindaco Della Pepa presentata nell’ultimo Consiglio Comunale. Nonostante sia stata estesa agli ultimi due mandati, col probabile intento di addolcirla un po’, ciò che è emerso con chiarezza è la pesante eredità che viene lasciata alla nuova Amministrazione che uscirà dalle urne il 10 giugno prossimo. Come da tradizione di questo esecutivo inoltre i dati contenuti nelle diapositive proiettate, nonostante le promesse del Sindaco, non sono stati pubblicati sul sito del Comune. Purtroppo a questa mancanza di comunicazione e condivisione ci siamo dovuti abituare nel corso del tempo, nonostante le reiterate richieste, confermando il detto che dice che le abitudini sono dure da superare … comprese le peggiori.


Documento senza titolo

Sogno, o realtà possibile?



Sabato scorso al parco dello Stadio della Canoa, in occasione di una gara di orienteering, c’era una moltitudine colorata di persone accolte da una splendida giornata primaverile. Atleti, accompagnatori, famiglie con bambini, qualcuno leggeva un libro godendosi il primo sole della stagione. Poco più in là, nell’area della canoa e sul canale di gara perfettamente attrezzato, si muovevano allenatori, cronometristi, atleti essendo diventato l’Ivrea Canoa Club un Centro Federale Nazionale per questo spettacolare sport outdoor. Con il rombo del fiume a fare da sottofondo e seduto ai tavolini del bar sotto un gazebo mi si è materializzato un sogno ad occhi aperti. Un sogno che vede Ivrea trasformarsi da città stanca, decadente, abulica, inquinata, nella quale i giovani non si fermano, con sempre più vetrine abbassate e attività commerciali e produttive che chiudono, in un’area urbana allargata e gioiosa in cui non è difficile vedere, e non solo nei weekend, bambini, turisti, ciclisti, giovani e anziani, persone che passeggiano, studenti, eventi culturali e sportivi che si susseguono in maniera organizzata in un’ottica di rete territoriale. Subito dopo mi sono detto che un sogno rimane tale fino a quando una comunità non prova a renderlo realtà concreta e nel nostro caso, e lo dico con cognizione di causa, non si tratterebbe di una missione impossibile. Ciò che serve non sono grandi opere pubbliche, appoggi politici altolocati (non è più tempo), smisurate risorse, strapagati consulenti esterni, basterebbe una visione di città futura e un progetto per realizzarla.



 
--
Clicca qui se non vuoi più ricevere la newsletter: unsubscribe


Banner Bottom