Luccius in fabula 1200

Roberto Luccio

Roberto Luccio

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Corso d'acqua

Ivrea è un antico insediamento che, nel corso della storia, ha avuto alterne fortune. Attualmente è in forma smagliata, più che smagliante ma permane una ridente cittadina. Seguendo un poco la vita amministrativa, si capisce anche perché. Non manca mai qualche spunto per sorridere. In un passato relativamente recente, Ivrea è stata la capitale dell'informatica. In realtà, il titolo è riduttivo perché, per alcuni decenni, la città è stata un vero e proprio faro di civiltà, non solo nel settore tecnologico, ma anche in quello urbanistico, industriale, delle scienze sociali. Purtroppo, per varie e complesse ragioni, i fasti di un tempo sono tramontati e l'agglomerato sulle sponde della cerulea Dora è attualmente in cerca di una nuova identità. Tra le tante ipotesi di rilancio una, molto accreditata, è il turismo. Malauguratamente questa opportunità sconta un pesante handicap: Ivrea è situata ai piedi delle montagne. I monti non sempre si lavano i piedi e questo può generare cattivi odori che impattano con la vocazione turistica. Sono più fortunati i paeselli posti in testa alle montagne. Quando si ritrovano con un poco di forfora la spacciano come nevicata fuori stagione, lasciando estasiati i visitatori.

Pà Gamento

Padre Gamento, detto Pà Gamento, è la guida spirituale dell'Amministrazione eporediese che, in segno di devozione, nell'ultimo anno gli ha dedicato numerosi parcheggi cittadini (circa 130), divenuti per l'appunto “a pàgamento”.
Secondo alcune fonti di Palazzo ci sono strisce bianche che sono state pitturate di blu per ovviare a problemi di parcheggio selvaggio. Come se i cittadini, sensibili ai colori, posteggiassero in modo diverso a seconda della cromia. Non si è compreso che la differenza tra parcheggio ordinato e parcheggio selvaggio potrebbero farla i controlli, la manutenzione e il senso civico, aspetti su cui l'Amministrazione può incidere, ma che non sono direttamente correlati alla tinta degli stalli e all'applicazione di una gabella. La teoria dell'Amministrazione è che le strisce blu, ricordando il cielo e il mare, siano rasserenanti e ispirino un profondo buon umore nell'utente medio. L'utente medio asserisce invece che alle strisce blu corrisponda l'umore nero.

Miss Tery

Scherzi a parte, stando al Comune, risulta che la sostituzione e lo svergolamento di qualche tavola sia normale “perché il legno è un materiale vivo, soggetto a movimenti naturali”. Questa affermazione è certamente fondata e condivisibile, ma pone un altro enigma: se è vero che il legno si muove naturalmente, perché l'ascensore che collega la passerella con la piazza del Rondolino l'hanno fatto in ferro? Un elevatore in legno, muovendosi naturalmente, sarebbe stato più efficace di quello metallico, che è sistematicamente inchiodato. Nel recente passato, riferendosi all'apparecchio in questione, qualche Assessore ha esclamato “e pur si muove”. Non esistendo più l'Inquisizione, il novello Galileo Galilei non è nemmeno stato costretto all'abiura, nonostante la teoria dell'ascensore, a oggi, risulti palesemente infondata.

La coppa

L'arcone è alto 52 metri e, vista la presenza del Vescovo, è probabile che all'inaugurazione sia nato qualche fraintendimento parlando dell'Altissimo. Ad alcuni indigeni una simile opera, collocata nel mezzo dell'anfiteatro morenico, è parsa una scelta un poco fuori luogo, un'irrispettosa imposizione che denota più egocentrismo che sensibilità ambientale. In realtà è positivo che il cucciolo di arcobaleno sia ben visibile, così la mamma evita di perderlo al supermercato. Un viadotto sperso comporterebbe infatti gravi rischi per la circolazione.

Comunicato Stampa

L'Assessorato alle Manutenzioni del Comune di Ivrea sta emettendo, con cadenza settimanale, dei "Comunicati Stampa" in cui informa l'universo mondo dello spargimento di soluzione salina antigelo sulla viabilità cittadina. Un tale rilievo, per un'operazione tutto sommato banale e di ordinaria amministrazione, insinua qualche dubbio su quali siano le altre attività svolte durante la settimana, mancando comunicati stampa in proposito.

Che Gasino

La cooperativa AEG (Azienda Energia e Gas) fa parte della cultura eporediese, tant'è che un ex-assessore alla cultura, ne è divenuto Vicepresidente. Per capire quanto sia intimo il legame tra città e cooperativa, basti pensare che Ivrea è formata da tante gasette, ha un gasello, un gastello, una via gasilina, e la gastrite è considerata un segnale di buon auspicio. Il papero più apprezzato è Gastone, e Gasman si scrive con una sola "s", perché non si riferisce al noto attore, ma al celeberrimo "uomo del gas", Presidentissimo della cooperativa.

Dietro la tazza

Durante le sedute del parlamentino eporediese, i Consiglieri Comunali Comotto e Tognoli, talvolta, parlottano tra loro per confrontarsi. Quando ciò accade, la Presidente li richiama all'ordine con tono severo, scandendo ripetutamente la carica elettiva e i nomi, in forma abbreviata. Ne esce un gorgheggio che suona Co.Co.Co.To, Co.Co.Co.Tò, Co.Co.Toò. Non è raro che, tra il pubblico, qualcuno fraintenda e lanci una manciata di becchime in sala.

Il palco

Dopo il buco del Crist, il buco di Monte Navale, i buchi nelle strade, il Consiglio Comunale di Ivrea, per ora, ha sviato anche il buco di bilancio del CIC. Col susseguirsi di tutti questi buchi Eporedia rischia di divenire un sobborgo di Berna, anziché una propaggine della città metropolitana di Torino. Il Consiglio del 04 febbraio 2015, in effetti, è stato un poco elvetico, nonostante fuori si respirasse già aria del Carnevale nostrano, e ha dimostrato che, quando si vuole, è possibile fare "Politica" con la P maiuscola anche a queste latitudini. Nei giorni antecedenti il Consiglio, le forze in campo hanno lavorato alacremente e con spirito di fattiva collaborazione, per cercare di coniugare al meglio le imposizioni normative, i pareri dei tecnici e gli interessi, talvolta contrapposti, dei cittadini: in questo caso dipendenti C.I.C., contribuenti eporediesi, fruitori dei servizi che il C.I.C. offre alla Pubblica Amministrazione. Dovrebbe essere la consuetudine ma, a oggi, è una rara eccezione. Speriamo che la cosa perduri, come quando si è imparato ad andare in bicicletta.

Il triangolo

Nelle gare cinofile conta il pedigree, in certe Amministrazioni conta il PDgree. I bastardini se non riescono a farsene una ragione possono sempre tesserarsi. Come recita lo slogan della festa: "che storia, il futuro", ... che inciucio, il presente. Gli utenti commossi ringraziano.

Il calore del Movicentro

Verrebbe spontaneo associare il termine "MoviCentro" a qualche locale della "Movida Eporediese" o ad un tormentone estivo da discoteca (movi il centro, in alto le mani, ...), ma è sbagliato. Si tratta di un'ambiziosa infrastruttura, realizzata qualche anno addietro, che dovrebbe fungere da nodo di interscambio tra il trasporto su gomma e quello su ferro. In pratica, una stazione dei pullman vicino a quella dei treni.

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