progetto per Ivrea

Luccius in fabula 1200

Betti, finalmente

Giovedì 20 giugno ore 19,00: all'orario convenuto la sala Consigliare è semi deserta.
Mancano molti degli attori protagonisti, mentre, tra il pubblico, le comparse non elette si sono rarefatte. I parenti dei "Signori dei Consensi" che, inorgogliti, avevano affollato i locali alla prima, visti gli esiti della recita si sono ritirati nei quartieri più periferici, celandosi sotto falsa identità.
Presenti, al fronte, le firme di punta delle principali testate locali; almeno per questo meriterebbero un applauso di incoraggiamento.
Maggio, pensieroso, al procedere dell'attesa probabilmente ha ipotizzato di firmare il prossimo pezzo con l'apostrofo, alla napoletana, m'aggio scassato.
Alle 19,10, una porta sbattuta violentemente annuncia l'entrata in sala di Brooklin Codato. L'assessore del Ponte. Con la sua passione per la gomma da masticare era prevedibile che avrebbe rifilato alla città almeno una Passerella. Essendo anche responsabile delle manutenzioni provvederà a far riparare la porta maltrattata.
Pochi istanti dopo, fa il suo ingresso il Sindaco che si dirige spedito verso i banchi dei suoi compagni di partito; estrae dalla tasca un pacco di buste e comincia a distribuirne una per ogni Consigliere. Non si sa se contenessero un foglio precompilato da usare per la votazione o qualche banconota di incoraggiamento, fatto sta che hanno sortito il loro effetto e, al momento cruciale, non ci sono più state le sorprese della volta scorsa.
A seguire si apre il sipario per il Primo Cittadino (n.d.r. Capirone).Si nota che qualche adepto, al suo passaggio, stende il tappeto rosso. Più tardi verrà appurato che si tratta di un paio di tipografi che stanno esponendo la bozza dei nuovi biglietti da visita. Dovendo elencare tutte le deleghe sono rimasti un po' lunghi.
Quando la Giunta sale in plancia si nota l'assenza della Salvetti.
Per non dare adito a sillogismi tipo: l'assessore si occupa di cultura, l'assessore partecipa al Consiglio, ergo Consiglio = Cultura, ha preferito propendere per il turismo e probabilmente è restata al lago.
Per il resto si conferma che, per ora, gli Assessori sono gli stessi della settimana scorsa.
Alle 19,19 Ballurio Betti, per gli amici "Balbetti" prende il timone e apre la seduta.
Si inizia con l'appello, constatando che manca il duo To-Tò; Tognoli e Tommaso (Gilardini) sono assenti. Già stufi del giocattolo. Parafrasando i motti di campagna elettorale "Ci credo, ci provo, se non mi soddisfa ne cerco uno nuovo".
A seguire la Reggente elenca i punti all'ordine del giorno. Il tutto si limita a: elezione del Presidente del Consiglio.
Preso atto di quanto sopra viene da complimentarsi con l'Illustre esponente di maggioranza che, la volta scorsa, ha votato in modo estemporaneo, rendendo necessaria questa seconda seduta, che non ha nessuna altra funzione.
Pensando ai relativi costi: gettoni di presenza, uso dei locali, disponibilità di Vigili, Segretario e vari dipendenti Comunali, redazione a posteriori dei verbali, verifiche di legittimità, pubblicazione sul sito, ecc. ci si può fare un idea di quanto la leggerezza di un singolo possa incidere sulle tasche della collettività.
Il personaggio in questione, certamente non farà il gesto di uscire allo scoperto e sobbarcarsi gli oneri di cui sopra. Speriamo almeno che abbia appagato il suo ego, permettendo così di allocare gli oneri alla voce prevenzione sanitaria.
Aperte le ostilità FabDullà ripete sostanzialmente la dichiarazione di voto della volta scorsa. Non è possibile trascriverne i contenuti. Non per problemi di traduzione Politichese/Lingua Civica, ma per assenza dei contenuti stessi.
A seguire torna in auge "Grande Femore su Grande Tibbia" (Gambone), che replica informando gli astanti che la settimana di calura appena trascorsa ha portato consiglio al suo menisco. Ritira la candidatura di Gilardini (non più meritevole della Presidenza, in quanto è rimasto a casa a giocare coi Play Mobil) e, a nome del suo gruppo sposa la candidatura Ballurio. A causa di un abbassamento di voce nel momento in cui ha pronunciato il termine "candidatura", si è creato un certo imbarazzo in sala, in quanto sembrava che volesse proprio sposare la Ballurio.
Gambone ha poi auspicato un'elezione a "maggioranza assoluta", probabilmente intendeva dire unanimità, in quanto la maggioranza assoluta è una condizione indispensabile per l'elezione del Presidente in seconda sessione. Con questa perla, dopo quella degli onorevoli colleghi, si è conquistato il soprannome di "el Panda", in quanto come la nota vettura, "se non ci fosse bisognerebbe inventarlo".
Borla si è allineato rapidamente al suo alleato. Al grillino non sono passati grilli per la testa. Destefano non è intervenuto, probabilmente il Principale non ha fatto in tempo a scrivergli il pezzo.
A dilungare la seduta ci ha pensato Com8. E' intervento redarguendo i colleghi per i giochini politici della volta scorsa, ha chiesto l'attribuzione di un ruolo di centralità al Consiglio per la legislatura in corso e ha segnalato una "discrasia" tra Regolamento Consigliare e Statuto Comunale. Alcuni dei presenti, pensando che la discrasia fosse una specie di "blatta" insinuata tra i volumi, si sono subito alzati dalle seggiole, per verificare di non averne una sotto al deretano, ma sono stati tranquillizzati dai vicini di banco.
Episodio curioso, ma assolutamente vero: a fine intervento una poltrona vuota, posta affianco alla Strobbia, si è ribaltata. Probabilmente, l'arredo, dopo aver assistito a decenni di Consigli è collassato, constatando che qualcuno si è preso la briga di documentarsi in modo accorto, leggendo regolamento e statuto e di esporre osservazioni pertinenti.
L'espressione dei protagonisti più scafati è stata comunque tranquillizzante, traspariva chiaramente il messaggio: non preoccupatevi, insabbieremo il tutto e indottrineremo l'eretico. Viene da un paesello e non ha ancora capito che un'incongruenza nella normativa è una tipicità nazionale. Consente interpretazioni discrezionali a chi detiene il potere e impunità a chi vive di sotterfugi.
Non so se abbiano ragione. Conoscendo Cesco, durante i suoi futuri interventi sconsiglio di sostare sotto a quadri, lampadari e altri pesanti suppellettili che potrebbero seguire l'esempio della menzionata poltrona.
Prima della votazione sono stati nominati gli scrutatori. Sassano, mantenendo fede all'efficientismo proclamato la volta scorsa, si è subito precipitato al banco, ma è dovuto tornare sui suoi passi. L'efficienza va bene, ma per scrutinare occorre un antefatto: il voto.
L'episodio comunque ha suscitato il sospetto di qualche broglio elettorale. Non sarà che il successo del P.D. dipenda da voti scrutinati prima ancora delle elezioni?
Questa volta l'esito è stato quello previsto: 14 schede Ballurio e 1 Bianca. Un giornalista neofita ha cercato Bianca in sala per qualche istante, pensando di fare uno scoop; quando ha compreso che per bianca si intendeva una scheda illibata, è rientrato nei ranghi, deluso.
La Betti, finalmente felice, è intervenuta affermando: direi solo due parole. Tutti si aspettavano che esordisse canticchiando sole, cuore, amore, il tormentone di qualche tempo addietro che per la verità di parole ne aveva 3.
Lei ha estratto un foglietto (di cui avrebbe negato l'esistenza in caso di mancata elezione) e ha pronunciato un discorso di rito, encomiabile sulla carta, farcito di termini come "imparzialità", "equilibrio", "terreno comune", ecc., vedremo se avrà seguito nel concreto.
La manifestazione di affetto di D.P. è stata un'evangelica pacca sulla spalla, con un trasporto degno delle linee urbane Gtt. Per fortuna è stato incoronato la volta scorsa, perché in questa sede, al posto di pronunciare Lo Giuro si sarebbe limitato a dire L'ho giù.
Alle 19,32 la seduta è stata sciolta.
Il ns. Bona, si è avventato sulla neo-President che gli ha dedicato il primo bacio, in questo caso con vero trasporto. Il ragazzo andrà monitorato nel prosieguo della legislatura.
E' seguito un fugace abbraccio diVino e poi la tapina è stata sequestrata da tre giornalisti (uno il solito Fede) che si sono contesi lo "jus prime notti" intervistatorio.
Nella concitate fasi dell'azione hanno cozzato più volte tra di loro e qualche rintocco sordo ha chiarito quale sia l'etimologia di "testata giornalistica".
Dopo una primavera bizzarra speriamo di non esserci compromessi il prosieguo delle stagioni.

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