progetto per Ivrea

Luccius in fabula 1200

C'è Ancora Molto da Fare

02 luglio 2013, alle ore 19,00 dovrebbe aprirsi il 3° Consiglio dell'era Della Pepa 2.0
Come consuetudine l'orario di convocazione ha la valenza di un semaforo rosso in terra partenopea: "puramente avvertitivo".
In una sala semi-deserta fa eccezione Donna Elisabetta Ballurio. E' entrata un poco claudicante, come se avesse qualche sassolino nelle scarpe ma, alle 19,00, è l'unica in postazione, mostrando senso di responsabilità nell'affrontare la propria carica di Presidente e rimanendo a guardare sconsolata la distesa di seggiole vuote.
La mole degli argomenti da trattare è notevole e lascia temere che la definizione "ordine del giorno" sia un eufemismo; l'abbreviazione di un più congruo "ordine del giorno e della notte". In realtà, a consuntivo bisogna dare atto che l'evento è rientrato in tempi sopportabili.
Si registra la defezione di qualche grande firma del giornalismo locale. Probabilmente, l'avvenuta elezione di BB ha tolto "pathos" all'evento. L'assenza di Maggio, invece è imputabile al semplice avvicendamento del calendario.
E' ben rappresentato quel settore della stampa che, in più occasioni, ha supportato apertamente l'Amministrazione eporediese, tanto da conquistarsi l'appellativo di "stampella". Recentemente, c'è stato qualche timido segnale di maggiore obbiettività e pluralismo, speriamo che si consolidi.
Il pubblico in sala si conferma in calo e, le poche sedute a disposizione, rimangono parzialmente vuote. Evidentemente in città non c'è la corsa per accaparrarsi la seggiola. E' molto probabile che la maggior parte dei votanti, pur restando a casa, abbia cenato con l'orecchio teso, per ascoltare la diretta via web ma, nel dubbio, gioverebbe provare ad invitare, ad ogni Consiglio, una ventina di cittadini, sorteggiandoli dalle liste elettorali.
Caso del tutto anomalo quello di una famiglia presente con addirittura due esponenti (fratello e sorella). Non ne esplicito le generalità, sia perché non debbano vergognarsene in futuro, sia per evitare che il prossimo Consiglio venga convocato direttamente a casa loro.
Per gli appassionati di gossip si segnala che, vista la gran soirèe, qualche dama dell'esecutivo si è presentata in nero, forte della teoria secondo cui questo colore sfina. Probabilmente è vero, ma constatiamo che non fa miracoli.
Una volta aperti i lavori si procede con l'appello. Risulta non pervenuto il Consigliere Aggiunto che, con 2 defezioni su 3 incontri, per ora, guida la classifica dell'assenteismo.
Il primo argomento è una mozione PD, volta a consentire l'accesso di terzi alla banca dati dell'anagrafe Comunale. I soggetti terzi sono da definirsi. La illustra FabDullà che riesce a far trasparire perfettamente il concetto secondo cui anche la sostanza è da definire, così come la fattibilità tecnica e giuridica sono da definire. In pratica una proposta "politica", sostanzialmente vuota, lanciata prematuramente sul proscenio al fine di appuntare sul proprio medagliere qualcosa che sarà incombenza di terzi.
Viene comunque citato il principio tanto in voga quanto evanescente di smart city, cui spesso sono conferite proprietà taumaturgiche improprie. Implementare un po' di tecnologia, talvolta può migliorare la qualità della vita, ma è una conseguenza e non l'antefatto di una smart city che, in primo luogo, dovrebbe perseguire l'obbiettivo di essere abitata e amministrata da persone intelligenti, responsabili e solidali.
I soggetti di minoranza si dimostrano collaborativi ma, giustamente, pur inchinandosi di fronte ai roboanti esempi di tecnologia applicata citati nella mozione (pagina facebook del Comune e centralino telefonico), auspicano la definizione di un progetto un poco più articolato.
Il Sindaco riesce a materializzare un discorso sulla dematerializzazione. Menziona archivi digitali e firme grafometriche, ma non cita l'esempio più eclatante di dematerializzazione cui si è assistito durante il suo precedente mandato: quello dei reperti del Museo Garda. Sublimati!
Per evitare la formulazione di emendamenti estemporanei, si conviene di lasciare la medaglia al PD e di integrare a posteriori la tematica in modo serio.
La votazione si conclude con 13 voti favorevoli e 3 astenuti. Qualcuno dei presenti, per portarsi avanti sul progetto, ha destrutturato il proprio voto. Subito gli sguardi si indirizzano su Spartaco Duccio Sassano, nome di battaglia Spaduccio che in più occasioni ha dato prova di efficienza. Lui fa spallucce smentendo.
In breve si appura che il voto mancante è quello della Presidente. La poverina non è multitasking; ama fare le cose per bene, ma una per volta. O conta o vota! Le pulsioni interne inoltre potrebbero non coincidere con le manifestazioni esteriori, per cui, al prossimo Consiglio la sala verrà dotata di apposito specchio, in modo che la Betty possa prendere atto delle sue manifestazioni di voto.
Sarà vietato l'uso per il maquillage.
Quando l'esponente di Viviamo Ivrea è intervenuto nel dibattito, l'impianto audio è andato in risonanza. Visti i precedenti si è temuto il peggio. I funzionari di Polizia Urbana hanno invece scoperto che si trattava di un tentativo di intromissione nel sistema da parte dei servizi segreti di Drusacco. I tapini volevano acquisire materiale per una specie di Paperissima prevista in concomitanza con la loro festa patronale.
Il Sindaco, ha annunciato la richiesta di scuse formali alla Comunità Montana Valchiusella.
Dopo aver ascoltato in cuffia qualche spezzone delle registrazioni pregresse ha precisato che sarà lui a scusarsi.
Il secondo punto all'O.D.G. è stata la definizione delle competenze e della composizione delle Commissioni Consigliari.
Si è deciso che saranno 6, composte da 5 membri ognuna, oltre alla Conferenza dei Capigruppo, cui spettano competenze proprie da Statuto.
La Commissione Assetto Territorio, per la prima volta presenta delle risorse umane con esperienze professionali coerenti. Speriamo che l'anomalia sia di buon auspicio.
I minori (inteso come esponenti ai gruppo di minoranza), hanno dimostrato di non aver bisogno di un tutore, e hanno formulato interventi pertinenti, esigendo, per esempio, di conferire in maniera esplicita alla Conferenza dei Capigruppo le competenze in materia di "Partecipazione", argomento declamato in campagna elettorale e già insabbiato da chi ha prevalso.
Hanno anche chiesto precisazioni sul termine sicurezza che compariva in due Commissioni distinte, dando adito a possibili fraintendimenti. Si è appurato che quello afferente la Commissione 2 è da intendersi come sicurezza del suolo, forse sarebbe stato più pertinente "ambiente" (speriamo che aria e acqua non presentino problemi); quello assegnato alla Conferenza dei Capigruppo riguarda l'ordine pubblico.
Le votazioni sono state all'unanimità, anche se "El Panda" ha complicato un poco le operazioni. Si è limitato ad alzare la manina col ditino attaccato all'orecchio e non si capiva se stesse votando o se si stesse dedicando a trattamenti del ceruleo timpano o al sostegno della sua massiva materia celebrale. Gilardini ha dovuto richiamarlo all'ordine e, come direbbero i cinesi, era evidente che gli gilavano gli involtini plimavela. Bisognerebbe comunque essere un poco tolleranti, Gambone, nonostante l'aria da maturo e distinto signore è a tutti gli effetti un cucciolo di Consiglio ed è comprensibile che sia un po' giocherellone. A sua discolpa rammentiamo che la nidiata dei neoeletti PD non ha ancora proferito una parola. Che siano muti? Il fatto che, a tutt'oggi non abbiano accennato un sorriso, o una smorfia, nemmeno nelle fasi più esilaranti o concitate del dibattito lascia temere che siano anche sordi. Hanno comunque dimostrato di assolvere egregiamente alla propria funzione. In campagna elettorale, per conto del partito volantinavano "Votaci", ora l'ordine di scuderia è "taci e vota".
L'esito unanime ha comportato qualche cruccio ulteriore per Balbetti (mai definizione fu più appropriata) che, prima di proferire il termine "unanimità" ha inventato vari neologismi gutturali al cui confronto, precipitevolissimevolmente, parrebbe una breve esclamazione.
Argomento successivo la nomina dei rappresentanti del Comune nel Consorzio In Rete.
Qualche simpaticone ha proposto il Luccio, affermando che In Rete ci starebbe benissimo.
Superata questa parentesi di humor inglese sono emersi i nomi di Vino e Gilardini e il voto si è limitato ad esprimere Si o No al duo candidato.
L'esito, 14 Si e 3 schede bianche, ha scongiurato il pericolo che Balbetti mischiando i fogli proclamasse rappresentante un aSiNo.
Si possono già immaginare le convocazioni: Tommaso ci si vede lunedì il Vino lo porti tu? Si. Allora Ellade pensa al dolce e noi facciamo una torta salata.
A seguire sono stati proposti i nuovi indirizzi per le nomine nelle Partecipate. Un tema di così ampio respiro, infilato di soppiatto al primo vero Consiglio.
Comotto, che dal nome potrebbe sembrare il comò della Barbie, ma che invece è un armadio quattro stagioni, ex capitano della locale squadra di calcio, ha sollevato una Mozione d'Ordine, ravvisando carenze procedurali e mancanza di dibattito e approfondimento preventivo su un argomento di tale importanza. A seguire Tognoli, Blasutta e Gilardini evidenziano aspetti buffi, come il fatto che sia stata reintrodotta una norma, bocciata all'unanimità nell'omologa delibera del 2008, che conferisce al Sindaco discutibili margini di deroga e discrezionalità.
"Fabdullà", tanto per cambiare, si focalizza su aspetti di valenza "politica". E' sfuggito qualche passaggio dei suoi interventi ma, in sostanza, secondo lui il Comune ha sempre pagato l'impresa di pulizie che, a sua volta, ha sempre assolto al proprio compito, lustrando la Sala Consiglio, per cui, alla luce dei fatti, ritiene che la Mozione d'Ordine sia pretestuosa, in quanto sedie, scrivanie e pavimenti sono tutti debitamente in ordine.
Auspica una soluzione a tarallucci e vino e si offre di ispezionare accuratamente il locale, pronto a rimuovere personalmente eventuali ragnatele, pur di mandare avanti la Delibera.
Seguono attimi di tensione, con la maggioranza sulla graticola in attesa del responso istituzionale.
Manca l'energia elettrica, ma pochi se ne accorgono, in quanto la sala è illuminata a giorno dalla fluorescenza di D.P. e Capirone.
Ely Ballurio si consulta col Segretario e poi inizia una disquisizione tale per cui sembra che debba illustrare la teoria della relatività. La sostanza è che non ci sono i presupposti per procedere. La delibera e cassata, il resto sono chilometrici espedienti usati per addolcire la pillola ai compari.
Al suo posto chiunque avrebbe sudato per un attimo. La prova di carattere è stata buona. A battaglia navale quanto successi si direbbe colpito e affondato, al bar: figura da cioccolatai per chi ha voluto forzare la mano pensando di avere a che fare con degli zimbelli, FabDullà affermerebbe che politicamente ... (esimiamo il lettore).
Carlo D.P., dietro ad una compostezza da reale inglese, ha trattenuto a stento l'irruenza da leghista. Pareva un connubio tra il Principe Carlo (Charlie) e Roberto Maroni (Brown), per sintesi Charlie Brown.
Il nervosismo ha fatto ci che, sotto la scrivania dimenasse il piedino come un equino a S. Savino. Il tintometro ha registrato sul suo volto pregevoli sfumature di colore.
Maria Antonietta Restivo, psicologa patentata, ha fornito a Perinetti assistenza di primo soccorso.
Meriti anche al Segretario. Non per il suo operato, ma per la resistenza mandibolare. Rumina gomma da inizio Consiglio. Parafrasando il gruppo Regionale di Progett'Azione,
potrebbe fondare quello di Mastic'Azione. Smentendo un luogo comune ha dimostrato che anche nella Pubblica Amministrazione c'è chi trita il lavoro.
Argomento successivo la nomina dei componenti del Consiglio per la Commissione di nomina dei Giudici Popolari in Corte d'Assise e Corte d'Assise d'Appello. Sembra uno scioglilingua ma è così.
Dopo rapida discussione emergono i nomi di Dulla e Blasotta e si va in votazione.
Tommy non si vede, probabilmente è in pipìroom, ma il suo voto si materializza comunque. Il procedimento è ignoto. Probabilmente c'è un comma del Regolamento Consigliare che è sfuggito anche a Cesco e illustra le modalità di voto per i Consiglieri al Cesso. Per corrispondenza, come gli italiani all'estero e la vecchia scuola Radio Elettra (antesignana della formazione a distanza che solo i più anziani ricorderanno).
La boccia che funge da urna merita qualche nota. E' un pregevole pezzo di cristalleria dei maestri di Colle Val d'Elsa dimenticata a Carnevale da qualche giostraio. Per anni se la sono contesa alternativamente il Consiglio e un paio di pesci rossi. Alla fine ha prevalso il Comune, ma i pesci rossi, dopo essere stati opportunamente scrutinati, siedono nel C.D.A. di alcune Partecipate.
A seguire è prevista una presa d'atto per il nuovo depuratore consortile. Gambone si dice dispiaciuto di non aver potuto approfondire l'argomento. Gli fanno capire che non è alla sua portata ma che, se gli interessa sapere la quantità di cls potenzialmente vendibile in fase di costruzione, gli passeranno il dato in separata sede, a patto che voti a favore. Il suo intervento rivela comunque un aspetto molto interessante e ignoto ai più. Pare che la fognatura di S. Grato presenti una strozzatura che ne dimezza il diametro utile, proprio là dove via Torino si allaga, ogni qual volta piove un po' più della norma.
L'Assessore competente illustra l'iter procedurale. L'idea del nuovo depuratore risale all'epoca tardo romana ed è stata successivamente affinata da Arduino. Cavour nella XII conferenza dei servizi ha chiesto l'implementazione di nuove tecnologie, mentre Andreotti, durante il suo 3° mandato ha promesso la copertura del finanziamento. Legittimo voler entrare nel merito del progetto ma, per ragioni contingenti, si supplicano i Consiglieri di votare a scatola chiusa in quanto un migliaio di occhi, con preparazione specifica, ha già visionato gli elaborati e qualunque cittadino attento avrebbe potuto verificare durante le pubblicazioni.
Omette il dettaglio che la vecchia convenzione di PP3 (ex-Montefibre), per sgravare le casse pubbliche, prevedeva, per quest'opera, un contributo di 500.000.000 £ (cinquecento milioni di lire) a carico del privato. Nella convenzione attuale è sparito.
L'Assessore descrive sinteticamente anche il progetto e lo fa con una passione tale per cui, il pubblico intende che ad Ivrea Acqua di Giò non è la celeberrima essenza di Giorgio Armani, ma l'acqua reflua di Giovanna Codato.
FabDullà interviene soffermandosi sulla valenza "politica" delle cloache.
Tognoli e Com8, da tecnici, formulano considerazioni pertinenti: su aspetti progettuali il primo, sulle opere compensative il secondo; denotando un minimo di comprensione e approfondimento a priori. Per la verità Alberto afferma che il CD del progetto è particolarmente pesante. Gli uffici competenti tuttavia hanno già denunciato il fatto che facendo lo gnorri si è portato via anche la scatola coi CD vergini ancora utilizzabili. Sarà per questo che ha trovato il tutto pesante?
Sulle opere compensative interviene il Sindaco che disquisisce a lungo su terreni di classe I e di classe II. Dal tono si intuisce che non padroneggia la materia, d'altronde non si può essere tuttologi. Descrive comunque un quadro molto pittoresco, lasciando immaginare questi terreni come un gruppo di fanciulli al primo giorno di scuola, tutti in fila con la loro bella cartella colorata e il grembiulino stirato, ansiosi di vedere la maestra e accedere alla classe I piuttosto che alla classe II.
La Delibera passa. Al momento della conta solita caccia al fuggiasco. Manca Di Stefano. Non lo si trova in pipìroom, sarà in pipìrhum? Quello che è certo è l'omissione delle consuetudini di buona educazione, tipo saluti o scuse per allontanamento dovuto ad impegni contingenti.
Segue una variazione dello statuto dell'Archivio Storico Olivetti. Un mero adeguamento a sopraggiunte norme di legge che prevedono il taglio, da circa 12 a 5 posti, nel CdA.
Extra l'interessante possibilità di partecipare alle riunioni in videoconferenza.
Quando sente pronunciare il termine Olivetti, Matteo si sveglia dal torpore, pensando ad un richiamo del Presidente, per aver russato in sala. Blasotta, burlone, approfitta dello stordimento e gli fa credere che non il nuovo statuto, come Olivetti con più di 40 anni, beneficerà di una riduzione sul bollo e sulla tassa di possesso, come per le auto storiche, annunciando il voto favorevole del M5S. Lui si gongola felice.
Ad Ivrea Teo è una delle punte di diamante dei così detti Renziani. L'unico problema è che lui pensa che renzi sia una coniugazione del verbo renziare. Quando gli dicono Matteo, renzi? risponde: si si sto renziando! Non osa chiedere il significato del termine e nessuno osa deluderlo. La Codato ha tuttavia assunto un impegno informale: quando spiegherà ai suoi gemellini che babbo natale non esiste, informerà anche l'Olivetti della vera identità di Matteo Renzi.
FabDullà accenna brevemente alla valenza "politica" dell'Archivio Storico. Sorvola su quella di Matteo.
La Delibera passa senza ulteriori discussioni, con 3 assenti e 3 astenuti.
Ultimo tema la cessione in comodato d'uso venticinquennale di uno stabile in area Valcalcino per il Corpo Forestale.
Fabdullà illustra la valenza "politica" di dare una casa alle fanciulle meno fortunate. Quando Perinetti lo strattona per spiegargli che come Corpo Forestale non si intende quello di una donna incompatibile con la ceretta la frittata è ormai fatta.
Tognoli paventa possibili pericoli strutturali, terrorizzando il Sindaco. Come se a fine serata gli avesse fatto Buuh! Mentre l'altro si vedeva già rilassato in pantofole.
Pur coi dovuti distinguo e col mantenimento delle singole identità di gruppo, la minoranza ha dimostrato una certa trasversalità e uno spirito collaborativo su molti aspetti di sostanza. Speriamo che si consolidi. Non c'è stato ostruzionismo becero, ma posizioni costruttive, inflessibili quanto necessario, ma anche di condivisione con la maggioranza nell'interesse dei cittadini.
Chiusi i lavori la Presidente ha preso a camminare sciolta, come se fossero spariti i sassolini dalle scarpe. Ci sono tuttavia elementi per supporre che, l'eventuale calcio di uno stallone, durante i festeggiamenti di S. Savino, non sarebbe una casualità, ma semplicemente la regolazione di rapporti interni al partito, in separata sede.
Contestualmente al suono della campanella Fabdullà si è avventato su un panino pantagruelico e lo ha sbranato (politicamente).
Nel dopo Consiglio, si è appreso che le segnalazioni fatte da Cesco la volta scorsa sono state scrupolosamente verificate dai settori competenti.
Permane un dubbio su discrasia. Secondo l'ufficio cultura è un modo di dire rumeno che significa zia di Discra. Equivale al ns. Sig. Rossi o alla casalinga di Voghera. Non avrebbe senso nel contesto in cui è stato espresso. L'ufficio legale lo riconduce invece allo slovacco Disckratzia = Supremazia, che pare più pertinente, in quanto confermerebbe un diverso livello gerarchico tra Statuto e Regolamento.
Lo Statuto del Comune di Ivrea è invece inappuntabile; tanto che una città come Torino, gli ha dedicato una della sue piazze più belle, P.zza Statuto per l'appunto.
Comotto ha fatto presente che la P.zza Torinese è intitolata allo Statuto Albertino, ma il Segretario ha affermato che proprio questo avvalora la tesi che si tratti del documento eporediese, denominato Albertino in onore di Alberto Tognoli ai tempi, giovane Consigliere di buone speranze (andate perdute).
Sicuramente c'è ancora molto da fare!

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