Luccius in fabula 1200

Che Gasino

La cooperativa AEG (Azienda Energia e Gas) fa parte della cultura eporediese, tant'è che un ex-assessore alla cultura, ne è divenuto Vicepresidente.
Per capire quanto sia intimo il legame tra città e cooperativa, basti pensare che Ivrea è formata da tante gasette, ha un gasello, un gastello, una via gasilina, e la gastrite è considerata un segnale di buon auspicio.
Il papero più apprezzato è Gastone, e Gasman si scrive con una sola "s", perché non si riferisce al noto attore, ma al celeberrimo "uomo del gas", Presidentissimo della cooperativa.
Quando due soci si incontrano, si salutano scambiandosi un reciproco e caloroso "Aegì" - "Aegì". Sembrano starnuti, e per questo i forestieri credono che Eporedia sia affetta da pandemia.
In realtà il nome della "Cooperativa" andrebbe pronunciato con la "gh" di ghiaccio ma, come canta Gianni Morandi, solo "uno su mille ce la fa", gli altri pronunciano Aegì e il termine è divenuto di uso consueto. Tra l'altro ha il vantaggio di fugare ogni possibile fraintendimento, rispetto all'omonimo marchio germanico di trapani e lavatrici (AEG).
A Ivrea la festa più sentita è il carnevale. In occasione dei festeggiamenti, i non residenti devono pagare per assistere alla manifestazione domenicale. I soci AEG possono tuttavia fruire di un coupon, che permette il libero accesso. In pratica è come se fossero cittadini onorari.
La cooperativa supporta a vario titolo il carnevale, nonostante l'evidente conflitto di interessi. L'auto produzione di biogas da parte dei soci, dopo le scorpacciate di fagioli grassi, va infatti a detrimento delle vendite.
Per entrare nel Consiglio di Amministrazione (C.D.A.) della cooperativa bisogna essere soci. Qualunque socio può candidarsi, ma nelle ultime elezioni (2012) è emerso che associarsi in certe date è bene augurante per la carriera. Su un numero di 20.000 soci, con iscrizioni diluite in vari decenni, ben tre membri su sette dell'attuale C.D.A. hanno formalizzato la loro iscrizione il 25 gennaio 2012, pochi giorni prima che scadessero i termini per la candidabilità. La soluzione a questo enigma non va ricercata negli astri o nella teoria delle probabilità, ma nell'antica arte del telaio: "tessere con le tessere", "unire tela e parentela".
In base alla vigente normativa di settore, a breve, dovrebbe tenersi una gara d'ambito per l'assegnazione delle reti di distribuzione del gas. In città tutti auspicano che la Cooperativa sia uno dei partecipanti. Il Comune di Ivrea, con inconsueto dinamismo, aspira invece ad organizzare tale gara, assumendo il ruolo di capofila nella sua zona di competenza.
Per fare ciò, ha deliberato la vendita delle proprie azioni AEG. Secondo gli strateghi di Palazzo, diversamente ci sarebbe stato un pericoloso conflitto di interessi.
Durante il Consiglio Comunale in cui si è assunta tale decisione, alcuni esponenti di minoranza hanno evidenziato che le interazioni tra Amministrazione locale e Cooperativa sono frequenti e articolate: sponsorizzazioni, patrocini, compartecipazioni in società terze, ecc.
Il problema delle poche azioni possedute dal Comune parrebbe pertanto del tutto marginale.
Organizzare la gara, più che un atto di responsabilità potrebbe rivelarsi un atto di irresponsabilità, visto che, a posteriori, qualcuno potrebbe avere appigli per promuovere ricorsi.
Le lista civica Viviamo Ivrea e la Lista dei Cittadini, hanno chiesto se non fosse preferibile demandare l'organizzazione della gara alla Provincia, come previsto dalla stessa normativa di settore.
Il problema, in questo caso, sarebbe il conflitto di previsioni, una peculiarità italiana, dovuta al fatto che il legislatore prima ha previsto la possibilità di conferire le gare alla Provincia, poi ha previsto l'abolizione della Provincia stessa, lasciando margini di alea sul da farsi.
Nel corso del dibattito, in Consiglio Comunale, è stato chiesto altresì se la vendita delle azioni AEG avesse qualche controindicazione per il Comune, come ad esempio il mancato riconoscimento del ristorno e dello sconto soci sulle bollette. Il Sindaco ha escluso tale eventualità, asserendo che il Comune, pur essendo socio, non beneficia delle condizioni di favore di cui sopra.
Al gatto e alla volpe (Consiglieri di Viviamo Ivrea e Lista dei Cittadini), la cosa è suonata strana: se un'Amministrazione non ha alcun vantaggio a essere socia di AEG, perché si è associata? Se la stessa Amministrazione non trae alcun vantaggio dalla condizione di socio come può ravvisarsi il conflitto di interessi.
Spulciando a posteriori qualche bolletta si è constatato che, ovviamente, si tratta di una bugia.
Il Comune ha fruito regolarmente dello sconto soci. La scelta di vendere le azioni pertanto cancella questo beneficio, che non è molto rilevante ma c'è, e quindi andrà compensato con altre entrate. Aver scoperto la bugia è una magra consolazione, visto che le bugie, nelle fiabe fanno crescere il naso a Pinocchio, ma in politica, talvolta, tolgono dall'imbarazzo e fanno crescere i consensi.
Prendendo ancora a prestito un personaggio dalla fiaba di Collodi, si constata che il potenziale conflitto di interessi Amministrazione/AEG, sta particolarmente a cuore anche alla "fata turchina" che è a capo del Consiglio Comunale. Recentemente ha dato molto risalto ai rischi derivanti dalla candidatura del Presidente di Ivrea Parcheggi (partecipata del Comune) in una lista che aspira ad amministrare AEG. Il Sindaco, in contrapposizione, ha smentito tali rischi. Visti i precedenti, c'è di che star tranquilli!
Nel caso specifico, tuttavia, c'è un labile confine tra il conflitto di interessi e l'interesse al conflitto che, in questo momento, pare coinvolgere le due cariche istituzionali.
Raffrontando la lista soci AEG e l'elenco dei membri di Giunta, di Consiglio e dei funzionari che in qualche modo potrebbero avere a che fare con la gestione della gara, si scopre che sono molti i nomi che compaiono in entrambi gli elenchi. Comotto e Tognoli, hanno dichiarato pubblicamente di possedere azioni AEG, di volersele tenere e, per questo, di preferire che la gara d'ambito venisse assegnata ad altro Ente. Per il resto sembra che i vari decisori del Comune si preoccupino di vendere le azioni pubbliche, ma si guardino bene dal cedere quelle detenute a titolo personale o famigliare. Nonostante la maggioranza PD, il concetto di conflitto di interessi pare di berlusconiana interpretazione.
Il Comune, inoltre, rimane comunque cliente di AEG e, anche in questo caso, a essere maliziosi si potrebbero ravvisare ambiguità, contando che, dopo la decisione di organizzare la gara d'ambito, alcune tariffe sono state ridotte del 40% (Movicentro).
Quasi quasi, meglio non essere soci!
In realtà, guardando i bilanci, il Comune di Ivrea è un cliente trascurabile per AEG, e eventuali sconti AEG sono trascurabili per il bilancio dell'Ente. Enfatizzare un potenziale conflitto di interessi pare pertanto pretestuoso. Questo non esclude che qualche conflitto possa esserci, ma riguarda aspetti di potere, ed è molto meno apparente.
Nel frattempo Aegì Cooperativa è sconfinata nel campo di AEG trapani e lavatrici.
Il mancato pagamento di ingenti forniture, da parte di un cliente importante, ha generato un ammanco di cassa di qualche milione di euro, subito denominato "il buco". Alcune fonti interne asseriscono che è tutto tranquillo: il buco è un test per lanciarsi nel lucroso settore dei trapani montenavali. I detrattori replicano che si sarebbe potuto evitare almeno il tentativo di ripulirlo in lavatrice.
In attesa della prossima Assemblea di Bilancio e delle elezioni per la nomina del nuovo CDA, la città filosofeggia se AEG sia da ritenersi come una nota caramella "il buco con la menta intorno" o, come altre cooperative, "una ciambella con il buco dentro".
Allo stato dei fatti le poltrone di CDA, saranno contese, o meglio spartite, tra due liste contrapposte: il nuovo che avanza e il vecchio che avanza. Chi non trovasse un'opzione soddisfacente può impegnarsi in prima persona per trovare una terza via, o rendere la tessera e guardare altrove.
Che gasino!

Roberto Luccio

Altro in questa categoria: « Dietro la tazza Comunicato Stampa »
Torna in alto