Luccius in fabula 1200

Chi Manca all'Appello?

La diffusione dei nomi propri di persona, segue le mode del momento ed è influenzata da eventi di cronaca, dai personaggi dello sport e dello spettacolo, persino dai Pontefici.
Ci sono state le ondate di Dhebora (con la "h" variamente disposta), quelle di Ilenia, i Brad, i Lorenzo, i Giovanni Paolo, ora i Francesco.

Nell'Amministrazione eporediese, da qualche anno, va per la maggiore "Adriano".

Nel 2008 si è deciso di intitolare ad Adriano Olivetti la futura Passerella sulla Dora Baltea.
Speculare sui "future" richiede tuttavia grande competenza, in quanto può riservare delle sorprese. Le lezioni della grande finanza, purtroppo, non sono pervenute in Giunta.
Nel caso in specie, ci si è ritrovati nel 2010, anno del cinquantenario della morte di Adriano, con l'esigenza di intitolargli qualcos'altro, in quanto della Passerella non era stata posata nemmeno la prima pietra.

Con grande acume gli Amministratori locali hanno annullato la Delibera precedente e, a scanso di equivoci, hanno optato per un ponte pronto da tempo che, tra l'altro, nell'uso comune vanta già due nomi: ponte Isabella e ponte Nuovo.

Tra le motivazioni addotte vi è quella che "esiste già una fontana intitolata a suo padre Camillo con antistante ponte ... ";
Per come è strutturata la fontana, ho sempre pensato che il busto davanti alla cascata del "castellazzo" fosse quello del Sig. Jacuzzi, inventore della doccia idromassaggio. Grazie a questa Delibera ho invece appreso che si tratta di un industriale che ha fatto fortuna con le macchine da scrivere. Non c'è nesso ma va bene così.

Nonostante le apparenze, il ponte "Nuovo Isabella Adriano", non è un transessuale, ma semplicemente la conseguenza di aberranti esigenze di protocollo.

Ora viene utilizzato per testare i navigatori satellitari. I migliori produttori, capita l'antifona, hanno giocato d'anticipo adeguando i loro software. Oggigiorno, impostando ponte Nuovo, seminuovo, usato con garanzia, ci si ritrova sempre sullo stesso manufatto.
Qualcuno ha provato persino con gli Aristogatti e, settando ponte Duchessa, Romeo, Matisse Bizet e Minou è giunto sempre davanti alla fontana di Camillo.
Si è sopperito anche alla mancanza di vie intitolate a figure femminili. Per i navigatori Betty, Giovanna, Laura, si trovano sempre sul citato ponte che, essendo il crocevia per entrare e uscire dalla Città, è bene che sia facilmente individuabile.
Con un'operazione trasparenza, la prossima mossa potrebbe essere quella di chiamarlo "ponte dei Santi e Non".

Gli unici rimasti all'oscuro di questi avvenimenti sono i cittadini che, refrattari ad ogni innovazione, sanno a mala pena dove sia il "ponte Nuovo" e questo è penalizzante per il turismo.
Un Delegato romano dell'Unesco, di passaggio insieme a un appassionato della via Francigena, ha fermato un distinto signore, chiedendo dove fosse il Ponte Adriano Olivetti; la sfortuna ha voluto che i due si imbattessero in un ex-dirigente dell'omonima azienda, oggi in pensione. Questi, un poco pieno di sè e appartenente alla corrente "Renziana" della locale sezione PD, per non ammettere la propria impreparazione ha parlato per un'ora, spiegando come raggiungere il "Ponte Vecchio".... però a Firenze. Per la Città non è stata una bella figura!
Dopo aver vagato un poco alla deriva, il Delegato ha telefonato in sede per delucidazioni, dicendo "sulla base delle informazioni ricevute a Ivrea Un'entro e Un'esco". La conversazione, captata da alcuni Amministratori locali, ha dato luogo a vari fraintendimenti: qualcuno ha pensato che essa certificasse la candidabilità di Eporedia a sito Unesco e, su queste basi, si è imbastito un fantomatico progetto di valorizzazione. Un padre di famiglia, sentite le voci di popolo, ha consultato internet velocemente e si è fatto l'idea che Unesco sia un signore molto ricco, in quanto ha un ingente patrimonio immobiliare, sparpagliato in tutto il mondo. Ha quindi preso da parte il suo pargolo di poche speranze e gli ha fatto presente che, se fosse riuscito a sposare la figlia di Unesco, si sarebbe sistemato per tutta la vita.
Qualcun altro, più pratico, ha sfruttato l'occasione e, pur senza sistemarsi per tutta la vita, si è assicurato incarichi che garantiscono vari mesi di buona remunerazione.

Ad Adriano, recentemente, è stata dedicata anche una "finction" televisiva. La definizione di "finzione" risulta decisamente azzeccata.
In certi tratti, la sceneggiatura sembra che si sia ispirata alle "memorie di Adriano", di Marguerite Yourcenar, senza che ci si sia accorti che il libro è riferito all'Imperatore Adriano e non a Olivetti.

Il ruolo del protagonista è stato assegnato a Luca Zigaretti, più noto come Commissario Montalbano. Starsky ed Hutch, il tenente Colombo, Kojak e Derrick, erano impegnati sulla scena di altri delitti.
Eddie Murphy, che dopo l'interpretazione di "un piedipiatti a Beverly Hills", era il più quotato per la "nomination", pur essendo un attore comico, non se l'è sentita di accettare la parte. Nonostante ciò Adriano sono riusciti a farlo nero lo stesso.

Il personaggio, forse, avrebbe meritato il talento dell'insuperabile Gino Cervi, ex-Commissario Maigret, ma per ragioni contingenti ciò non è stato possibile.

Tralasciando i commenti sulle molte comparse locali che, affamate di gloria, si sono contese qualche particina insignificante, i ruoli più suggestivi e coerenti spettano ai "panettoni in cls" ripresi al Convento e i "Pistolotti del MAM".

Allo stesso Adriano, la Città di Ivrea ha dedicato, in precedenza, il mitico C.A.O. (Centro Adriano Olivetti). Il capannone di scarsa fattura sito in area ex-Montefibre, destinato inizialmente ad "importanti" eventi espositivi e culturali (tipo mostre canine, auto storiche e soprattutto festival dell'Unità) che, dopo anni di scarso successo, oggi è di fatto il magazzino comunale.

Riservare un simile trattamento all'artefice di quelle che poi si decantano come Architetture Olivettiane, credo sia sufficiente per candidare Ivrea non come sito Unesco ma come sito Unnesco (dall'omonima popolazione guidata da Attila).

Speriamo che il ponte "Nuovo Isabella Adriano" non venga utilizzato, a breve, come dispensa per la mensa comunale. Per il traffico cittadino, già critico, sarebbe il collasso.

Dopo il ponte vecchio, il ponte nuovo, il terzo ponte, Ivrea con la passerella è entrata nella quarta dimensione, ma il fattore tempo è deflagrato in maniera inaspettata. Il 10 ottobre 2013, a due giorni dall'inaugurazione, si è scoperto che Adriano si era già giocato il bonus per l'intitolazione.
Nel Civico Palazzo è scoppiato il panico; succede sempre in quel sito quando c'è da prendere una decisione, per fortuna ne prendono di rado.
Mentre Sindaco e Assessori si arrovellavano per scovare un/una papabile, un usciere si intratteneva canticchiando una celeberrima canzone di Lucio Dalla "sarà tre volte Natale e festa tutto l'anno ... ooo ....", a quel punto, qualcuno ha avuto la folgorazione.
Perché non intitolare la passerella a Natale Cappellaro? L'ipotesi ha subito trovato ampio consenso tra i dipendenti comunali, che hanno inteso il Ponte di Natale non come passerella ma, come festività lavorativa favorita dal fatto che Natale, quest'anno, capita di mercoledì.
Una volta chiarito l'equivoco le quotazioni di Cappellaro sono precipitate ma ormai la pratica era imbastita e, in pochi minuti, si è scodellata la Delibera.

La Giunta ha caratterizzato la dedica con frasi memorabili del tipo "la Passerella costituisce una nuova via di collegamento tra le due parti della Città". Di solito qualunque ponte, che vada da sponda a sponda, assolve questo compito ma, nel paese delle opere incompiute, è bene precisarlo. L'infrastruttura è definita come "simbolo di quella capacità di pianificazione e progettazione che ha caratterizzato da sempre le scelte della Città di Ivrea". Viste alcune peculiarità del manufatto aggiungerei ... dal Movicentro in poi.

Qualcuno coi "grilli" per la testa ha contestato la decisione, asserendo che uno degli Assessori è imparentato col destinatario del titolo.
Altri hanno evidenziato che si è persa l'occasione per dedicare "la passerella" ad un'esponente del gentil sesso, in questo caso, forse, ci sarebbe stato anche un nesso ma, come insegna Camillo, ciò non rientra tra le consuetudini eporediesi.

Bando alla dietrologia. La realtà dei fatti è molto più terra terra, se l'usciere avesse cantato "Margherita" di Cocciante o "per Elisa", gli eventi sarebbero andati diversamente.

Per fortuna non fischiettava "La locomotiva" di Guccini; affibbiando quel nome alla passerella si sarebbe ingenerata una certa confusione tra percorso ciclopedonale e ferrovia.

Dedicare il manufatto all'Inno del corpo sciolto, sarebbe calzato a pennello, vista la colorazione con varie nuance di marrone e il "parfum" emanato delle cascate del Cagara, che sono proprio lì a ridosso. In effetti potrebbe esserci il rischio che qualche legale, raggiunto il Tribunale via passerella, esordisca in arringa dicendo "Vostro Odore".

Adriano e Natale, dall'aldilà guardano sconsolati la città su cui avevano riposto tante aspettative e si punzecchiano a vicenda.

Il primo se la ride dicendo: "Natale, sei un ingenuo, ti gongoli perché ti hanno intestato la Passerella, senza capire che, con tutti quei metri quadri di terrazze, a breve ti affibbieranno una bella bordata di tassa rifiuti. Pensi che te la paghi la Fondazione Guelpa?"

L'altro risponde: "stai buono tu che porti tigna. Sei un urbanista talmente illuminato che ti sei fatto rifilare l'unico Pala-Magazzino che si conosca, scambiandolo per centro fieristico".

Mentre afferma ciò si tocca gli zebedei, temendo che, a breve, la Passerella venga declassata a rimessa per le bici della Polizia Municipale.

In effetti non ha tutti i torti perché, forse, potrebbero esserci i presupposti.

Il Capitolato della Passerella prevedeva un impalcato in legno lamellare spesso 66 mm. In sito si constata che il tavolato è spesso solo 30 mm circa.

A questo punto, dopo tante possibili dediche ci si chiede: chi manca all'appello? La risposta potrebbe essere: "un container di legname pregiato".

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