Luccius in fabula 1200

Il calore del Movicentro

Verrebbe spontaneo associare il termine "MoviCentro" a qualche locale della "Movida Eporediese" o ad un tormentone estivo da discoteca (movi il centro, in alto le mani, ...), ma è sbagliato. Si tratta di un'ambiziosa infrastruttura, realizzata qualche anno addietro, che dovrebbe fungere da nodo di interscambio tra il trasporto su gomma e quello su ferro. In pratica, una stazione dei pullman vicino a quella dei treni.

A seconda delle linee, i bus possono accedere al sito con due percorsi alternativi: uno con dossi e frequenti rallentamenti, l'altro con una profusione di rotonde e curve a 90°. Tracciati irrazionali che possono rompere le uova nel paniere.

L'edificio principale, per anni, è stato "il contenitore del nulla"; un primato invidiato da tutte le macchine per il sottovuoto. Dopo lunghe trattative, al suo interno si è insediata la biglietteria di Trenitalia. Il risultato rammenta la pubblicità dell'acqua "Lete", quella con la particella di sodio solitaria che vaga in bottiglia alla disperata ricerca di un suo simile. L'acqua è povera si sodio; il Movi, a oggi, è povero di tutto.

Alcuni utenti lamentano che la nuova biglietteria è decentrata e distante dal punto di partenza dei treni. In realtà è comodissima, una volta fatto il biglietto, con due passi si è in stazione, basta dirigersi a sud, verso quella di ... Strambino.

L'opera consta anche di pensiline, di passerella e scalinate per l'accesso ai binari, di un sofisticato balconcino panoramico e di un paio di ascensori che, per lunghi periodi, hanno alternato un giorno di siesta a uno di riposo. Una specialità della casa, servita anche in altri luoghi cittadini, per la gioia di chi ha problemi di deambulazione.

Quanto sopra ormai è metabolizzato e in città tutti sperano che il Movicentro decolli; anche se ci sono differenti interpretazioni semantiche. L'Amministrazione auspica che decolli qualche attività al suo interno (per tamponare il fiasco); parte della popolazione desidera invece che si involi la struttura nel suo insieme, per poter ripensare lo spazio.

Nell'attesa, l'obiettivo più logico sarebbe quello di contenere al minimo le spese vive.
Tra queste il riscaldamento incide in modo apprezzabile. Il costo complessivo è il prodotto di due fattori, la quantità di energia consumata e il prezzo di acquisto. Tralasciando i consumi, sorprende che nel recente passato il Comune abbia comprato il calore ad un prezzo unitario che supera di oltre il 30% quello pagato da molti condomini eporediesi.
Nello stesso periodo, 120/130 euro/Megawattora, contro 90/95. Annualmente la differenza è quantificabile in qualche migliaio di euro. Tutta IMU che cola.

In area ex-Montefibre, oltre al Movicentro, ci sono numerosi altri edifici pubblici o assimilabili (Agenzia Entrate, nuovo Tribunale, Ivrea Parcheggi, prossimo Poliambulatorio, ecc.), e dovrebbero essere connessi ad un'unica rete di teleriscaldamento/raffrescamento. Visti i volumi in gioco e le temperature mantenute in alcuni uffici, se la gestione calore avviene alle condizioni del Movicentro, il maggior costo per la collettività potrebbe raggiungere varie decine di migliaia di euro all'anno. Se invece questi fabbricati beneficiano di contratti più vantaggiosi l'anomalia Movicentro e la mancanza di provvedimenti rimangono inspiegabili.

Calorosi Saluti

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